venerdì 8 giugno 2012

Recensione: Le parole lontane del fuoco di Tiffany Baker

The Gilly Salt Sisters

Trama:
Dicembre sta per arrivare e un vento freddo ha ricominciato a soffiare sul piccolo paese di Prospect, a Cape Cod. Claire conosce bene quel vento capace di alimentare il fuoco e sa che niente è cambiato da molti anni prima. Le pare ancora di essere lì, intorno al falò, insieme a sua sorella Joanna: aveva solo sei anni quando per la prima volta ha sentito le parole del fuoco, e ha previsto il futuro secondo un antico dono trasmesso di generazione in generazione fra le donne della famiglia Gilly. Un'arte antica ma anche una terribile maledizione, secondo gli abitanti del paese. Tutti le considerano streghe e uniche colpevoli di un maleficio che da anni si abbatte sugli uomini della famiglia, vittime di strani incidenti, come Henry, il gemello di Joanna, scomparso a soli otto anni.
Ma Claire è fuggita da tutto ciò. Si è ribellata a quel destino di sventura, ha cercato solo di essere una ragazza normale. Eppure il richiamo del fuoco è troppo potente. E Claire non può più scappare. Joanna ha bisogno di lei, ora come non mai. La sua famiglia è in grave pericolo, l'odio e la superstizione che da sempre le perseguitano stanno per distruggere tutto. Claire deve affrontare i fantasmi del passato, distinguere la verità dalla menzogna, affrontare la sua paura più grande. Perché Claire lo sa: il cerchio potrà chiudersi di nuovo solo di fronte all'abbraccio delle fiamme, in una fredda notte stellata. Solo così potrà salvare sua sorella e anche sé stessa.

L'autrice:
Tiffany Baker vive vicino a San Francisco con il marito e i tre figli. Si dichiara dipendente dalla scrittura, dal cioccolato e dal caffè. Già autrice bestseller del «New York Times», con Le parole lontane del fuoco, in corso di pubblicazione in diversi paesi, sta ottenendo un grandissimo successo a livello internazionale.
Sito dell'autrice: http://www.tiffanybaker.com/



Recensione
Eccomi qua, a scrivere una recensione di un romanzo da cui mi aspettavo molto di più. 
Un romanzo che non mi ha totalmente delusa, questo no, ma che ha disatteso gran parte delle mie aspettative. Ero ansiosa di trovarmi di fronte ad un'altra favolosa storia uscita dalla penna di Tiffany Baker. Non che fossi in possesso di chissà quanti termini di paragone, ma mi era bastato un solo romanzo - La ragazza gigante della contea di Aberdeen, trovate qui la mia recensione - per innamorarmi completamente del modo in cui l'autrice raccontava. La Baker mi sembrava la tipica raccontastorie di un tempo, una di quelle donne che in un'altra epoca si sarebbe seduta accanto ad un camino a raccontare meravigliose avventure ai figli o ai nipoti. Lo straordinario talento dimostrato però in quel romanzo, che speravo si ripetesse, è andato disperso in questo. Le parole lontane dal fuoco ha il suo fascino ma non abbastanza per conquistarci e legarci alla sedia fino alla fine. 
Racconta di un piccolo paese di Prospect, Cape Cod, dove sono due le famiglie che contano. I Turner, famiglia ricca e che possiede gran parte della città, e le Gilly, che dopo la scomparsa del padre e del bambino sono solo donne, che attraverso il sale riescono a guidare le sorti di Cape Cod. In maniera magica, attraverso maledizioni e superstizioni, il sale determina la fortuna o meno del paese.
Da un lato ci saranno le due sorelle, Jo e Claire Gilly, diversissime tra loro, dall'altra Whit Turner, che in qualche modo le allontanerà per poi essere la causa del loro riavvicinamento. Intorno a loro sfilano altri personaggi che avranno bene o male un ruolo fondamentale nella storia. 
Che dire? Se andate alla ricerca della storia magica, di quella storia di streghe che ci era stata promessa, dimenticatevene: non c'è magia sotto nessuna forma, neanche sotto le sembianze di quel realismo magico che la Addison Allen ci ha insegnato ad amare. No. L'aspetto magico è quello meno comprensibile, meno efficace: c'è ma non lo si comprende e lo si dimentica immediatamente. 
E' una storia sulla necessità di restare fedeli alle proprie origini, alle proprie tradizioni. Sull'accettare la propria natura e adeguarvisi. Una storia sui peccati compiuti in gioventù e sull'inevitabile, prevedibile, immancabile bisogno d'amore. Amore fraterno, materno, filiale. Amore. Una storia che va avanti tra errori e pentimenti, tra un passato e un presente che non sempre sono ben delineati. La storia procede in maniera talvolta confusa, quasi che l'autrice non riuscisse a decidere dove focalizzare la propria attenzione, ma fortunatamente alla fine non lascia domande irrisolte. Forse un senso di insoddisfazione, quello sì. Quello ce lo lascia. Dalla Baker ci saremmo aspettate di più.


Titolo: Le parole lontane del fuoco
Titolo originale: The Gilly Salt Sisters
Autore: Tiffany Baker
Traduttore: Andrea Monti
Editore: Garzanti
Pagine: 416
Isbn: 9788811684107
Prezzo: €17,60
Valutazione: 3 stelline
Data di pubblicazione: 24 Maggio 2012

giovedì 7 giugno 2012

Avvistamento: Everwild di Neal Shusterman

L'atteso seguito di Everlost, 
primo volume di una trilogia ambientata in un mondo 
allo stesso tempo spaventoso e affascinante 
e dove due ragazzi indimenticabili lottano 
per dare un senso alla propria non-vita.


Se qualcuno ieri si è trovato a passare per il blog, sa che ho appena letto - e recensito (qui) - Everlost di Neal Shusterman. Si tratta del primo volume della Skinjacker Trilogy, pubblicato tre anni fa nella collana Freeway della Piemme. Non servono perciò molte altre parole per spiegare il perché di questa anteprima: ho finito il primo e sono contenta di potermi dedicare (quasi) immediatamente al secondo. L'attesa è breve, l'aspettativa è abbastanza alta. Se nel primo volume l'autore aveva centrato un obiettivo, quello di far riflettere - forse inconsapevolmente - su ciò che ci può essere dopo la morte, ora mi aspetto che il seguito della storia non si riduca esclusivamente ad una serie di avventure. Mi aspetto quanto ho trovato nel primo, e anche di più. 

Everwild
di Neal Shusterman

Trama:
Non c'è solo vita oltre la morte, c'è anche un mondo, Everlost.
E quel mondo è sull'orlo di una guerra. Nick, l'Orco Cioccolata, vuole aiutare i ragazzi di Everlost a raggiungere il posto dove sono diretti, quale che sia. Invece Mary Hightower, detta anche la Strega del Cielo, vuole trattenerli in quel limbo per l'eternità. Nel frattempo Allie la Reietta sta viaggiando verso casa con Mikey, un tempo conosciuto come il mostro McGill, ma tutto quello che troverà a missione compiuta è il terribile segreto dei Rubapelle...

L'autore:
Neal Shusterman, nato a Brooklyn nel 1962. Dopo aver passato alcuni anni a Città del Messico ha frequentato l’Università di Irvine dove si è laureato in teatro e psicologia. Proprio agli anni dell’università risale il suo esordio come scrittore con una sceneggiatura cinematografica. Da allora Neal è stato apprezzato come romanziere, sceneggiatore ed autore televisivo. I suoi libri hanno ricevuto numerosi premi come quello dell’International Reading Association, quello dell’American Library Association, e numerosi altri premi statali e locali sparsi per gli Stati Uniti. Il suo poliedrico talento va dalla regia (due suoi cortometraggi gli hanno permesso di vincere il CINE Golden Eagle Awards) allo scrivere pezzi e musica per il teatro. Neal si è pure cimentato nella progettazione dei giochi per ragazzi: il gioco per teen "How to Host a Mystery", e sette giochi della serie "How to Host a Murder". Come sceneggiatore tv e cinematografico Neal ha realizzato le serie tv “Goosebumps” e “Animorphs” e il film Pixel Perfect per la Disney Channel. Neal ha anche lavorato sull’adattamento per il cinema dei suoi romanzi Everlost e Unwind. Le sue due lauree in teatro e psicologia e la sua grande esperienza di incontri pubblici con i suoi lettori, sia adolescenti che adulti, hanno permesso a Neal di elaborare un approccio molto singolare alla scrittura. I libri di Shusterman nascono attraverso la costruzione di personaggi molto realistici al centro di storie toccanti e coinvolgenti, il tutto tenuto insieme con un umorismo senza eguali e davvero trascinante. I suoi romanzi ruotano sempre a torno a temi di scottante attualità, di interesse sia per gli adulti che per i ragazzi. La Piemme ha pubblicato nella collana Il Battello a Vapore Il popolo degli oscuri, Gli alieni sono tra noi e II ragazzo che diventò (quasi) padrone del mondo, Calvin l’invisibile. Nella collana YA di Piemme, Freeway, è stato pubblicato Everlost e Unwind.

Hanno detto del libro:
-  “Ancora una volta, Shusterman ha creato un mondo bellissimo e fantastico ma altrettanto inquietante e spaventoso. Una lettura affascinante, trattegiata con mano magistrale
Kirkus Reviews
- “Shusterman ha creato un mondo in cui nulla è quello che sembra. Mentre i due ragazzi protagonisti lottano per dare un senso alla loro vita nel limbo in cui sono finiti, allo stesso tempo crescono come persone, diventano adulti. E cominciano a vedere cosa è davvero importante. Shusterman ha costruito una storia sul potere dell’altruismo. E nel farlo non si è lasciato scappare l’occasione di scrivere una travolgente storia d’avventura con mostri e altre figure fantastiche
Library School Journal


Titolo: Everwild
(Skinjacker Trilogy #2)
Titolo originale: Everwild
Autore: Neal Shusterman
Editore: Piemme Freeway
Pagine: 336
Isbn: 9788856624922
Prezzo: €16,00
Data di pubblicazione: 26 Giugno 2012

Avvistamento: L'incontro di Michela Murgia

Questo è un racconto incendiario, come certi proiettili lanciati con la fionda. 
Corre diritto davanti a sé infuocando le battaglie estive di tre ragazzini, 
per poi divampare in una guerra di paese combattuta a suon di Salve Regina.

Il titolo di questo libro, L'incontro, mi fa venire in mente il mio incontro con Michela Murgia. Non con lei direttamente anche se l'impressione che ne ricevo, quando leggo il primo libro pubblicato da un autore, è proprio quella di conoscerlo dal vivo. Di diventarne amica (se il libro ha incontrato la mia approvazione) e quindi di continuare a cercarne la compagnia, nelle altre sue pubblicazioni. Son passati ormai un po' di anni da quando ho letto Il mondo deve sapere, quando era ancora solo un libro e non la storia su cui Virzì ha costruito il suo film Tutta la vita davanti. Una storia che dondolava tra scene esilaranti e riflessioni agghiaccianti, e che riassumeva perfettamente e tristemente la condizione dei precari in Italia (all'epoca mi ritenevo ingenuamente fortunata di non appartenere alla schiera dei lavoratori disperati che devono accettare condizioni assurde per poter avere un minimo di lavoro). 
In poche parole, la Murgia ci sapeva fare e mi aveva convinta al primo tentativo. Ammetto però che non ho letto nient'altro di suo. La seguo spesso leggendo ciò che scrive nel suo sito, ma ancora non ho letto - pur avendolo - Accabadora, e neanche Ave Mary
Stamattina ho scoperto che tra cinque giorni uscirà L'incontro, un racconto lungo (o romanzo breve?) il cui nucleo era stato scritto per il Corriere della Sera. Penso sia arrivato il momento di andare di nuovo incontro alla Murgia e trascorrere qualche ora in sua compagnia.
L'incontro 
di Michela Murgia

Trama:
Il tetto della parrocchia, il fitto dello stagno, il misterioso canale che serpeggia sotto la grata: è questa l'estate per Maurizio e per i suoi amici, un inseguirsi di giorni e avventure, serate in strada e storie di fantasmi. Ma intanto il paese si spacca in due, perdendo la naturalezza del suo invincibile presente plurale. In un crescendo esilarante e irresistibile, verso un finale dove persino le statue dei santi potrebbero diventare oggetti contundenti.
Maurizio ha dieci anni e non vede l'ora che comincino le vacanze. Per lui l'estate significa stare dai nonni a Crabas: lí ogni anno ritrova Franco e Giulio, fratelli di biglie, di ginocchia sbucciate e caccia alle libellule, e domina con loro un piccolo universo retto da legami che sembrano destinati a durare per sempre. Ma nell'estate del 1986 qualcosa di imprevedibile incrinerà la loro infanzia e mostrerà a tutti, adulti e ragazzi, quanto possa essere fragile il granito delle identità collettive.
Basta un prete venuto da fuori a fondare una nuova parrocchia per portare una scintilla di fanatico antagonismo dove prima c'erano solo fratellanze. In quella crepa della comunità l'estraneo può assumere qualunque volto, persino i capelli rossi di un inseparabile compagno di giochi.
In questo racconto insieme comico e profondo, la penna inconfondibile di Michela Murgia ci regala un'appassionata storia di formazione in cui il protagonista scopre - insieme al lettore - cosa significa dire noi.

L'autrice:
Michela Murgia è nata a Cabras nel 1972. Nel 2006 ha pubblicato con Isbn Il mondo deve sapere, il diario tragicomico di un mese di lavoro che ha ispirato il film di Paolo Virzì Tutta la vita davanti.
Per Einaudi ha pubblicato nel 2008 Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell'isola che non si vede, nel 2009 il romanzo Accabadora, vincitore del Premio Campiello 2010, nel 2011 Ave Mary, nel 2012 Presente (con Andrea Bajani, Paolo Nori e Giorgio Vasta) e L'incontro.
Sito dell'autrice: http://www.michelamurgia.com/



Titolo: L'incontro
Autore: Michela Murgia
Editore: Einaudi
Pagine: 112
Isbn: 9788806212667
Prezzo: €10,00
Data di pubblicazione: 12 Giugno 2012

mercoledì 6 giugno 2012

Recensione: Everlost di Neal Shusterman


Trama:
Nick e suo padre stanno andando a un matrimonio quando la loro Mercedes va a schiantarsi contro la Toyota su cui viaggia Allie, in quel momento impegnata a discutere con papà sul volume della musica che sta ascoltando. Molto tempo dopo, un tempo che per Nick e Allie dura solo un attimo, i due si risvegliano. Sono morti, eppure si ritrovano ancora qui, nel mondo. Il mondo, però, non si accorge più di loro. Per un motivo che non conoscono sono rimasti incastrati fra la vita e la morte, in una specie di limbo che si chiama Everlost. È un luogo pericoloso, spaventoso, ma non disabitato. A Everlost ci sono solo ragazzi, tutti cristallizzati nell’attimo in cui sono morti. Stessi vestiti, stesse abitudini, stesso linguaggio. Stessa angoscia, almeno all’inizio. Poi l’abitudine ha il sopravvento e ci si rassegna a perdere la memoria del proprio passato. Ci si dimentica della propria famiglia, dei propri amici, persino del proprio nome. Tutti gli abitanti di Everlost si rassegnano e dimenticano. Tutti tranne due.

L'autore:
Neal Shusterman, sceneggiatore per cinema e televisione e pluripremiato scrittore, vive negli Stati Uniti con la moglie e i figli. Per Piemme ha già pubblicato  Downsiders, Gli alieni sono tra noi e Il ragazzo che diventò (quasi) padrone del mondo.
Sito dell'autore: http://www.storyman.com/

Recensione:
Everlost mi ha sempre incuriosita. Sia per il titolo che mi ha sempre trasmesso un senso di angoscia, sia per quella cover, rimasta invariata in Italia, che mi comunica smarrimento. E' vero che i due ragazzini si dirigono verso quella luce, ma chi mi dice che quella luce sia positiva? Il mio sguardo si perde nel bosco circostante quel tanto che basta per sentirmi persa. Quando un titolo e una copertina iniziano a raccontarmi la loro versione di romanzo, non posso restarne lontana ancora a lungo: devo verificarne la veridicità, o almeno appurare quale sia la vera storia.
Comincio col dire che le sensazioni erano esatte: il luogo in cui è ambientato il romanzo, Everlost per l'appunto, è un luogo in cui ci si può smarrire. In cui si ritrovano tutti coloro che hanno perso qualcosa. La vita, innanzitutto, e a seguire i ricordi. Uno smarrimento che aumenta col passare del tempo e che non arriverà mai alla "luce". Perché c'è qualcuno che ci dice che la luce non esiste. Che la vita, o forse la morte, è tutta lì, in Everlost.
Seguendo Allie e Nick, i due protagonisti che fin dalle prime pagine perdono la vita in seguito ad un incidente automobilistico, ci ritroviamo in una sorta di Neverland. Anche qui ci saranno dei bimbi sperduti, ma non li chiameremo così, e il loro capo non sarà un Peter Pan ma una Mary, che detta le regole per vivere felicemente, per sempre. E anche qui troveremo il cattivo di turno, il Capitan Uncino, anche lui con un nome diverso ma con la stessa cattiveria...
Shusterman immagina un mondo al di là della vita, alla fine della vita. Immagina quel che possa accadere quando le anime non riescono a compiere il loro percorso e rimangano imprigionate in una sorta di limbo tra terra e cielo. Non è un racconto che fa paura, né che toglie le speranze: è una storia che fa riflettere sulle scelte giuste, sulla decisione di andare, di crescere, di schierarsi dalla parte del bene, sulla necessità di avere qualcuno accanto, non con l'inganno attraverso l'amore.
Pensavo di trovarmi tra le mani un romanzo ya, in realtà ha ben poco del fantasy adolescenziale.  E' una storia che sarà apprezzata maggiormente tra gli 11 e i 14 anni: originale, avventurosa, e molto semplice. Nonostante sia il primo volume di una trilogia, ha comunque un bel finale che permette al libro di essere letto senza sentire immediatamente il bisogno di sapere cosa accadrà poi.
Lo consiglio perché è un fantasy carino e innovativo, per la sua semplicità, per le riflessioni che ne possono nascere e, last but not least, per il costo (che la Piemme ha intelligentemente dimezzato!).


Titolo: Everlost
(Skinjacker Trilogy #1)
Titolo originale: Everlost
Autore: Neal Shusterman
Traduttore: Angela Ragusa
Editore: Piemme Freeway
Pagine: 336
Isbn: 9788856600148
Prezzo: €8,00
Valutazione: 3 stelline
Data di pubblicazione: Ottobre 2009

martedì 5 giugno 2012

Recensione in Anteprima: Il potere del numero sei di Lore Pittacus

The Power of Six

Trama:
Siamo arrivati in nove, ma abbiamo subito dovuto separarci per far perdere le nostre tracce. Perciò ci siamo nascosti, in attesa di sviluppare i poteri di cui disponiamo. Io ho trovato rifugio nell’orfanotrofio di Santa Teresa, in Spagna. Settimana dopo settimana, ho cercato di fare amicizia con le altre ragazze, ma erano troppo diverse da me. Avrei dato qualsiasi cosa pur di riabbracciare gli altri otto, sebbene sapessi che era impossibile. Poi è apparsa la prima cicatrice. Ho capito subito cosa significava: loro avevano ucciso il Numero Uno. E, nel giro di pochissimi giorni, ecco altre due cicatrici: anche Numero Due e Numero Tre erano stati eliminati. Ormai aspettavo la notizia della morte di Numero Quattro… invece all’improvviso è cambiato tutto. In televisione hanno mostrato le immagini di un paesino degli Stati Uniti, Paradise, colpito da un attentato terroristico. Il colpevole, secondo i media, è un ragazzo della mia età: John Smith. Ma sono certa che non è così… Lui è il Numero Quattro e adesso è in grave pericolo. Non posso più restare in disparte. È giunto il momento per cui mi preparo da tutta la vita. Io sono il Numero Sette. E sono pronta a entrare in azione.

L'autore:
Pittacus Lore è il capo degli Antenati, gli anziani che governavano il pianeta Lorien prima della sua distruzione. Vive sulla Terra da dodici anni, preparandosi per la guerra che deciderà il destino dei Nove e, con loro, quello dell’intera umanità. Nessuno sa dove viva.
(Dietro il fantomatico Lore Pittacus in realtà si nascondono James Frey e Jobie Hughes)

Recensione:
Il potere del numero Sei è il secondo volume della saga young-adult fantascientifica ideata da due autori americani (James Frey e Jobie Hughes) che hanno preferito nascondere la loro identità dietro il fantomatico  capo degli antenati del pianeta Lorien, Lore Pittacus.
Se non ci si è ancora avvicinati ai libri, se ancora non si è letto il primo romanzo (Sono il numero Quattro) né si è vista la versione cinematografica che ne è stata tratta, si verrà sicuramente attratti dalla storia. La trama è interessante, anzi avvincente, e l'idea di affrontare il tema fantascientifico in un romanzo per adolescenti è ben accolta: la fantascienza è una delle grandi assenti degli ultimi anni - forse poco alla moda? - gli alieni non riuscirebbero probabilmente a reggere il confronto con vampiri, fate, angeli e draghi. Ma i nostri due autori in incognito hanno fatto un tentativo, anzi più di uno. La saga, Lorien Legacies, conta tre romanzi (I am number Four, The Power of Six e The Rise of Nine - quest'ultimo verrà pubblicato ad agosto 2012 in America) più un prequel che apparirà probabilmente solo sotto forma di ebook.
La storia in questo secondo volume continua là dove si era interrotta nel primo, aggiungendo stavolta nuovi personaggi. Il famoso numero Quattro, per il mondo John Smith, è in fuga con l'amico - umano - Sam e con il numero Sei, una ragazza che si è aggiunta ai due amici alla fine del primo volume. A far loro compagnia ci sarà il fedele Bernie Kosar, una chimera capace di trasformarsi nell'animale che le fa più comodo. I ragazzi sono in fuga dai Mogadorian, alieni con un solo obiettivo: uccidere tutti i superstiti del pianeta Lorien. I superstiti (nove ragazzi, contrassegnati ognuno da un numero) possono essere uccisi solo in successione numerica. I primi tre ormai sono morti, e ora tocca proprio a John Smith, il numero Quattro. La loro fuga corrisponde anche alla loro necessità di trovare risposte ed alleati nella guerra che presto dovrà svolgersi contro i nemici. Nel frattempo, dall'altra parte del mondo, in Spagna, c'è Marina, il numero Sette. La ragazza vive in un orfanotrofio tenuto dalle suore, e tra queste si è nascosta anche Adelina, sua custode, sua Cepan. Marina è alla ricerca disperata degli altri, e alla ricerca di un modo per fuggire da quel luogo che non l'ha mai accolta ma l'ha fatta sempre sentire inadatta.
Questa la situazione, che si mantiene la stessa tra alti e bassi, per tutta la durata del romanzo. La lettura viene però accelerata da numerose scene di azione, lotte, combattimenti corpo a corpo, fughe miracolose che, pur dando un ritmo alla narrazione, diventano presto abbastanza estranianti. La storia di questo secondo volume avrebbe potuto condensarsi nella metà delle pagine utilizzate senza dover rinunciare a nulla. L'autore non si dilunga certo in descrizioni, tranne quelle dedicate ai combattimenti, o in particolari riflessioni: si ha l'impressione costante che tante pagine siano inutili, che possano essere saltate senza troppi complimenti perché non necessarie ai fini della comprensione della storia. Il superfluo si spreca, ma fortunatamente è un superfluo davvero scorrevole che rende la lettura possibile nel giro di un pomeriggio.
Se il primo volume non mi aveva del tutto convinta, perché aveva dimostrato di essere uno young adult che rispettava tutti gli stereotipi del genere senza indulgere troppo nell'elemento fantascientifico, elemento che rappresentava la vera novità del romanzo, questo non si discosta troppo dal primo, presentando però troppa confusione e l'inconcludenza tipica dei volumi di collegamento. Non c'è nulla di particolarmente rilevante rispetto al primo volume: non vengono fatti passi avanti fondamentali nella storia, né particolari rivelazioni. Probabilmente gli autori hanno pensato di riservare i fuochi d'artificio per il gran finale.
Che, nonostante tutto, mi riservo di leggere. Non sarà una gran storia ma la curiosità ormai è scattata e vuol essere soddisfatta.

Titolo: Il potere del numero Sei
Titolo originale: The Power of Six
Autore: Lore Pittacus
Traduttore: Paolo Scopacasa
Editore: Nord
Pagine: 352
Isbn: 9788842916680
Prezzo: €16,90
Valutazione: 2 stelline
Data di pubblicazione: 7 Giugno 2012

lunedì 4 giugno 2012

Recensione in Anteprima: In verità è meglio mentire di Kerstin Gier

In Warheit wird viel mehr gelogen

Trama:
158 di quoziente intellettivo, plurilaureata, brava musicista, una maga con i numeri, carina, un po’ freak e… vedova a nemmeno trent’anni: Carolin trova che la sua vita sia decisamente complicata e che la sua intelligenza rappresenti più che altro un impiccio nella ricerca della felicità.
Ha abbandonato il fidanzato Leo per il padre di lui, Karl, uomo ben più affascinante e in grado di apprezzare le qualità di lei. Ma dopo cinque anni Karl muore improvvisamente lasciandola in un mare di guai, primi fra tutti una favolosa eredità di cui Carolin non sospettava l’esistenza, e un esercito di parenti infuriati che la rivendicano.
Fra psicoterapeute incapaci, farmacisti sospettosi e avvocati minacciosi, Carolin cerca di superare il suo dolore, cavarsi fuori dai guai, e, perché no?, trovare l’uomo giusto per lei e a cui non importa se è «troppo» intelligente…

L'autrice:
Kerstin Gier, nata nel 1966, vive con il marito e il figlio in un paese della Westfalia. In Germania è già un fenomeno da record. Ha raggiunto la notorietà grazie a romanzi femminili estremamente divertenti, apprezzati per la loro intelligente ironia. In verità è meglio mentire, il primo di questi romanzi che viene pubblicato in Italia, ha venduto nella sola Germania 200.000 copie in pochi mesi.
Sito dell'autrice: http://kerstingier.com/

Recensione:
Quanti di noi stavamo attendendo con ansia la pubblicazione di un altro romanzo di Kerstin Gier?
Non che l'attesa tra un romanzo e l'altro sia stata così lunga: dall'uscita dell'ultimo volume della Trilogia delle Gemme a oggi son passati pochi mesi, fortunatamente, e tra pochi giorni tutti potremo leggere In verità è meglio mentire, volume autoconclusivo uscito in Germania nel 2009.
Cosa aspettarsi da questo romanzo?
Io mi aspettavo scintille. In Red, Blue e Green la Gier ha dimostrato di saperci fare: si è inoltrata nel genere young-adult senza indulgere nel sensazionalismo o nelle facili emozioni, raccontandoci un'avvincente di storia di viaggi nel tempo con originalità e ironia, addentrandosi in una storia d'amore senza dover cadere nei soliti stereotipi. La sua è senza dubbio (opinione ovviamente personalissima) una delle trilogie fantasy per adolescenti migliori degli ultimi anni.
Come si sarà comportata la scrittrice alle prese con altri generi letterari?
Ero curiosa, curiosissima, e continuerò ad esserlo verso tutta la sua produzione letteraria che, ad oggi, conta già una quarantina di romanzi.
In verità è meglio mentire rientra perfettamente nel genere reso popolare e irresistibile dalla Kinsella: siamo di fronte ad uno spassoso chick-lit, che ci diverte, ci sorprende con scoppi di risate improvvise, ma non ci stupisce fino in fondo.
Un romanzo che ci ha fatto piacere leggere, tipicamente estivo, fresco, leggero, ma che probabilmente dopo averlo terminato non resterà impresso nei nostri ricordi per molto tempo. La Gier dimostra di sapersi muovere anche in questo tipo di romanzi ma non è la Kinsella (e mi scuso coi detrattori dell'autrice britannica, ma io non posso che considerarla geniale nel suo genere). E quando ci si avvicina ad un chick-lit, il paragone nasce spontaneo.
A parte quindi questo confronto da cui la Gier non ne esce vincente - ma la sconfitta non è così bruciante, perché con la Sophie credo che quasi nessuno ne esca vincente - la lettura di In verità è meglio mentire si è rivelata uno spasso (Fin dalle prime due righe:
- "E' caduta?" 
Ma no. Son qui sul marciapiede a rimirar le stelle.) per continuare poi con le intestazioni dei capitoli che, anziché riportare numeri o titoli, presentano delle citazioni, con tanto di commentino della protagonista in calce. La Gier sa divertirci attraverso dettagli come questi, attraverso gli atteggiamenti di Carolin, la giovane protagonista rimasta vedova dopo 5 anni di matrimonio, e il suo cinismo-sarcasmo che fin troppo spesso si dimostra essere semplicemente incapacità nell'affrontare la vita quotidiana.
Carolin è stata una bambina prodigio, troppo freak per riuscire ad avere amici o amori che l'accettassero per quella che era. Una volta compreso che non serve a nulla essere semplicemente se stessi per farsi amare, come la mamma continuava a ripeterle da anni - ma che è meglio nascondere la propria natura per farsi per lo meno accettare, Carolin riesce a trovare l'amore. Mentendo, nascondendosi, mostrandosi diversa da come è realmente. Non le importa, purché ci sia qualcuno accanto a lei. La ragazza si rende conto che mentire è necessario ma non così facile e soddisfacente, e il lettore sa che ovviamente quelle bugie non faranno che causare situazioni imbarazzanti per lei, esilaranti per noi.
La storia, che potete trovare ottimamente riassunta nella trama, non è degna di particolare nota: ciò che conta non è tanto cosa succede ma come. Ciò che appassiona il lettore sono le riflessioni di Carolin, il suo tentativo di tenersi lontana dagli idioti, dopo una vita trascorsa a cercare di farsi notare da loro, gli equivoci di cui la ragazza cade vittima, tipici ovviamente del genere letterario, e i personaggi assurdi con cui si trova ad aver a che fare e che fanno dubitare della sanità mentale di tutti i cittadini di quel luogo.
Personaggi sempre sopra le righe e mai banali, situazioni spesso imbarazzanti ma spassose, dialoghi che presentano avvincenti botta-risposta, e che a volte sfociano in un'assurdità - assurdamente - comprensibilissima. La Gier sembra farci un corso di addestramento al suo stile fin dalle prime pagine, per farci ritrovare perfettamente ambientati dopo pochi minuti di lettura. Trattandosi della bozza senza correzioni definitive e non del romanzo vero e proprio, che uscirà tra 3 giorni, non posso valutare negativamente la presenza nel testo di errori, sviste, passaggi in cui sembra mancare qualche pezzo: conto sulla perfezione con cui verrà presentato ufficialmente ai lettori.
In conclusione: un romanzo che ci fa trascorrere un paio d'ore spensierate, ci lascia qualche sonora risata e ci fa restare nella convinzione che questa autrice è da tenere d'occhio, qualunque sia il genere in cui si cimenti. Perché ha un'arma infallibile e la sa usare in ogni dove: l'ironia.



Titolo: In verità è meglio mentire
Titolo originale: In Warheit wird viel mehr gelogen
Autore: Kerstin Gier
Traduttore: Leonella Basiglini
Editore: Corbaccio
Pagine: 220
Isbn: 9788863800678
Prezzo: €9,90
Valutazione: 3 stelline
Data di pubblicazione: 7 Giugno 2012

sabato 2 giugno 2012

Avvistamento: Il circolo delle giovani vedove di Jill Sooley

«Esilarante e commovente, 
questa storia ti trascinerà nella vita dei suoi personaggi, 
una vita che è reale 
come quella dei tuoi vicini di casa.»
Trudy J. Morgan-Cole


Non c'è un motivo particolare per cui vi presento questo libro. 
Non è un romanzo da amore a prima vista, o uno di quelli che mi abbia incantata con cover o trama. Ma lo vedo bene come lettura in spiaggia, sotto l'ombrellone, una lettura spensierata da conservare per quei momenti in cui si ha voglia di leggerezza. Esce a fine giugno per la Giunti nella collana A: se trascorrerete le vostre vacanze al mare, fateci un pensierino!

Il circolo delle giovani vedove
di Jill Sooley


Trama:
Prissy Montgomery non ha esattamente un matrimonio scoppiettante. Da mesi infatti tutte le sue forze sono concentrate per evitare rapporti sessuali con suo marito. Nessuna ragione precisa, è solo che da un po’ di tempo non può fare a meno di vedere Howie attraverso una lente deformante che le rende fastidioso persino il modo in cui mastica. Figuriamoci il resto! Così, tra un raffreddore stagionale e un’infezione particolarmente tenace, finora se l’è cavata più che bene. Ma questa sera sembra proprio inevitabile: Howie l’attende al varco per parlare e… chissà cos’altro. Al rientro dal lavoro, però, pare tutt’altro che intenzionato a passare una serata romantica. E quando pronuncia la parola “divorzio”, lei rimane letteralmente di stucco. Comincia da qui l’esilarante avventura della giovane Prissy che, nel tentativo di voltare pagina, torna nel paese in cui è cresciuta, dove ritrova le due amiche d’infanzia, entrambe – nemmeno a farlo apposta – vedove da pochissimo. E cosa c’è di meglio che unire le forze in tempi difficili? E magari far fruttare in qualche modo una vera o presunta “vedovanza”? Prissy, Lottie e Georgia – insieme alla terribile mamma di Prissy – sono le irresistibili eroine di questo romanzo, battagliere nonostante tutto e cattivelle quanto basta, ma con il cuore spalancato sulla vita. Si ride fino alle lacrime, si piange col sorriso, si fa il tifo. Una commedia che mette istantaneamente di buon umore.

L'autrice:
Jill Sooley è cresciuta a Mount Pearl, una città a nord est del Canada. Dopo la laurea e un master in comunicazione, ha collaborato con il Governo regionale per poi trasferirsi a New York dove ha lavorato come pubblicitaria. Ora vive a Long Island con la sua famiglia. Sta ultimando il secondo romanzo.
Sito dell'autrice: jillsooley



Titolo: Il circolo delle giovani vedove
Titolo originale: The Widows of Paradise Bay
Autore: Jill Sooley
Traduttore: Tania Spagnoli
Editore: Giunti A
Pagine: 352
Isbn: 9788809768840
Prezzo: €14,90
Data di pubblicazione: 29 Giugno 2012

venerdì 1 giugno 2012

Recensione: La probabilità statistica dell'amore a prima vista di Jennifer E. Smith

The Statistical Probability 
of 
Love at First Sight


Trama:
New York, aeroporto JFK. Ore 18.56 Poteva andare in mille altri modi. Se non avesse aspettato l'ultimo momento per provarsi il vestito. Se non avesse dimenticato il libro. E se avesse corso un po' più in fretta per raggiungere il gate. Forse sarebbe arrivata in tempo. Hadley non riesce a credere di aver perso il volo che avrebbe dovuto portarla a Londra, al matrimonio di suo padre. Per soli quattro minuti! Che cosa sono quattro minuti? Il tempo di un'interruzione pubblicitaria, di una pausa tra una lezione e l'altra, della cottura di un piatto nel microonde. Eppure è bastato quel piccolo, imprevedibile ritardo per mandare tutto all'aria. E ora eccola lì, costretta ad aspettare il volo successivo, davanti a un check-in deserto, con la valigia in mano e un groppo in gola. Ma, proprio in quel momento, i suoi occhi incontrano quelli di Oliver, il ragazzo più bello che abbia mai visto. Un sorriso, qualche battuta e Hadley scopre di essere seduta accanto a lui in aereo. È timida, ma inspiegabilmente trova naturale confi darsi, come se lo conoscesse da sempre.
Gli parla di suo padre, quel padre assente e distante che ora sta per sposare una donna che lei non ha mai avuto il piacere - o il dispiacere - di incontrare. Oliver, invece, è ironico e vagamente misterioso, e per qualche ora riesce a distrarla dai pensieri che le affollano la mente. E a farla innamorare. Quando l'aereo atterra, si scambiano un bacio appassionato subito prima di perdersi nella folla del ritiro bagagli. Sembra la fi ne di un idillio destinato a durare solo poche ore e invece... Hadley e Oliver si ritrovano.
Nel posto più inaspettato di tutti, perché l'amore è sempre inaspettato.

L'autrice:
Jennifer E. Smith, nata e cresciuta vicino a Chicago, ha conseguito un master in scrittura creativa presso l'Università di St. Andrews in Scozia. Attualmente lavora come editor a New York. 
Sito dell'autrice: www.jenniferesmith.com

Recensione:
La probabilità statistica dell'amore a prima vista è un romanzo in potenza.
Una storia che avrebbe dovuto dare di più, che avrebbe potuto dare di più ma che ha preferito non dilungarsi troppo e presentarsi a noi sotto le false spoglie di romanzo, per nascondere la sua vera identità: il racconto. Sì, perché è di questo che si tratta: un racconto, seppur lungo, ma che non riesce ad acquistare il valore e la sostanza di un romanzo. Potrei spendere milioni di parole riguardo a questo aspetto: potrei dirvi che queste pagine rappresentano l'idea di quel che un romanzo sarebbe stato, un'idea carina, romantica, piacevole. Un'idea che non è stata sviluppata a dovere. Potrei dirvi che €16,90 sono fin troppi per questo libro dalle dimensioni ridotte e poco sviluppate, che il lettore si può sentire fregato quando arriva alla fine della lettura e non potrà che pensare: ok, ho letto la quarta di copertina, ora dove è nascosto il romanzo? Potrei dirvi che l'autrice è stata non superficiale ma pigra, molto pigra: ha avuto un'idea e l'ha elaborata senza troppi sforzi.
Il risultato è un romanzo in potenza, come dicevo all'inizio.
Non me la sento di condannarlo, di dargli poche stelline o di sconsigliarlo: a me la storia è piaciuta.
Una storia di coincidenze, di amori a prima vista, di crescita.
Un amore che nasce, cresce e si rafforza in meno di ventiquattr'ore. Una figlia che ritrova l'amore di un padre, e un figlio che invece lo perde per sempre. E poi scintille, ironia, dialoghi carini e vivaci, battute pronte, romanticismo.
La Smith in poche pagine ci conquista, ci emoziona, ci fa sperare.
Eppure avrebbe potuto dare di più. Chissà se i suoi insegnanti a scuola gliel'abbiano mai detto: "Non s'impegna abbastanza, è una ragazza intelligente ma non ha voglia".
L'impressione che se ne ricava dalla lettura è questa: una storia che avrebbe potuto incantare uno sciame di lettrici diventa una storia che incanta a metà, perché non solo manca qualcosa, ma manca troppo. E non è questione di quantità. Romanzi stupendi sono spesso condensati in meno di 200 pagine e sono perfetti così. Ma La probabilità statistica dell'amore a prima vista non appartiene alla categoria: è uno di quei romanzi che i lettori devono vivere intensamente, partecipando alle scoperte, ai dolori, alle paure e alle emozioni dei protagonisti e tutto ciò ha bisogno dei suoi tempi e dei suoi spazi, che qui mancano.
Cover, trama e titolo ci assicurano che quello che leggeremo sarà un romanzo adorabile: hanno ragione. Lo è. Non lo si può negare. Ma non abbastanza, da queste pagine ci si aspettava di più (quante volte l'avrò ripetuto?) e siamo convinti che l'autrice ne sarebbe stata in grado.
Il mio consiglio è, inaspettatamente, di leggerlo. Di farvi conquistare da Oliver e Hadley. Di sognare un incontro come il loro. Di farvi cullare dalle coincidenze. Di credere che ci sia un'elevata probabilità statistica che nasca un amore a prima vista, e di scoprire quale sia l'esatta percentuale (per sperarci, se non avete ancora incontrato la vostra metà). E dopo averlo letto e esservi fatti trascinare in questa storia, ed esservi resi conto che dura troppo poco, che ci dev'essere altro, vi invito a tornare qui per raccontarmi cosa avete provato. Perché io, nonostante i difetti, me ne sono un po' innamorata. Forse la Smith l'aveva calcolato.
E' possibile far innamorare i lettori dandogli un piccolo assaggio di una storia?
Credo che ci sia un'elevata probabilità statistica che questo accada.
E la Smith lo sapeva. 


Titolo: La probabilità statistica dell'amore a prima vista
Titolo originale: The Statistical Probability of Love at First Sight
Autore: Jennifer E. Smith
Traduttore: Simona Mambrini
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 224
Isbn: 9788820052256
Prezzo: €16,90
Valutazione: 3 stelline
Data di pubblicazione: 8 Maggio 2012