venerdì 1 giugno 2012

Recensione: La probabilità statistica dell'amore a prima vista di Jennifer E. Smith

The Statistical Probability 
of 
Love at First Sight


Trama:
New York, aeroporto JFK. Ore 18.56 Poteva andare in mille altri modi. Se non avesse aspettato l'ultimo momento per provarsi il vestito. Se non avesse dimenticato il libro. E se avesse corso un po' più in fretta per raggiungere il gate. Forse sarebbe arrivata in tempo. Hadley non riesce a credere di aver perso il volo che avrebbe dovuto portarla a Londra, al matrimonio di suo padre. Per soli quattro minuti! Che cosa sono quattro minuti? Il tempo di un'interruzione pubblicitaria, di una pausa tra una lezione e l'altra, della cottura di un piatto nel microonde. Eppure è bastato quel piccolo, imprevedibile ritardo per mandare tutto all'aria. E ora eccola lì, costretta ad aspettare il volo successivo, davanti a un check-in deserto, con la valigia in mano e un groppo in gola. Ma, proprio in quel momento, i suoi occhi incontrano quelli di Oliver, il ragazzo più bello che abbia mai visto. Un sorriso, qualche battuta e Hadley scopre di essere seduta accanto a lui in aereo. È timida, ma inspiegabilmente trova naturale confi darsi, come se lo conoscesse da sempre.
Gli parla di suo padre, quel padre assente e distante che ora sta per sposare una donna che lei non ha mai avuto il piacere - o il dispiacere - di incontrare. Oliver, invece, è ironico e vagamente misterioso, e per qualche ora riesce a distrarla dai pensieri che le affollano la mente. E a farla innamorare. Quando l'aereo atterra, si scambiano un bacio appassionato subito prima di perdersi nella folla del ritiro bagagli. Sembra la fi ne di un idillio destinato a durare solo poche ore e invece... Hadley e Oliver si ritrovano.
Nel posto più inaspettato di tutti, perché l'amore è sempre inaspettato.

L'autrice:
Jennifer E. Smith, nata e cresciuta vicino a Chicago, ha conseguito un master in scrittura creativa presso l'Università di St. Andrews in Scozia. Attualmente lavora come editor a New York. 
Sito dell'autrice: www.jenniferesmith.com

Recensione:
La probabilità statistica dell'amore a prima vista è un romanzo in potenza.
Una storia che avrebbe dovuto dare di più, che avrebbe potuto dare di più ma che ha preferito non dilungarsi troppo e presentarsi a noi sotto le false spoglie di romanzo, per nascondere la sua vera identità: il racconto. Sì, perché è di questo che si tratta: un racconto, seppur lungo, ma che non riesce ad acquistare il valore e la sostanza di un romanzo. Potrei spendere milioni di parole riguardo a questo aspetto: potrei dirvi che queste pagine rappresentano l'idea di quel che un romanzo sarebbe stato, un'idea carina, romantica, piacevole. Un'idea che non è stata sviluppata a dovere. Potrei dirvi che €16,90 sono fin troppi per questo libro dalle dimensioni ridotte e poco sviluppate, che il lettore si può sentire fregato quando arriva alla fine della lettura e non potrà che pensare: ok, ho letto la quarta di copertina, ora dove è nascosto il romanzo? Potrei dirvi che l'autrice è stata non superficiale ma pigra, molto pigra: ha avuto un'idea e l'ha elaborata senza troppi sforzi.
Il risultato è un romanzo in potenza, come dicevo all'inizio.
Non me la sento di condannarlo, di dargli poche stelline o di sconsigliarlo: a me la storia è piaciuta.
Una storia di coincidenze, di amori a prima vista, di crescita.
Un amore che nasce, cresce e si rafforza in meno di ventiquattr'ore. Una figlia che ritrova l'amore di un padre, e un figlio che invece lo perde per sempre. E poi scintille, ironia, dialoghi carini e vivaci, battute pronte, romanticismo.
La Smith in poche pagine ci conquista, ci emoziona, ci fa sperare.
Eppure avrebbe potuto dare di più. Chissà se i suoi insegnanti a scuola gliel'abbiano mai detto: "Non s'impegna abbastanza, è una ragazza intelligente ma non ha voglia".
L'impressione che se ne ricava dalla lettura è questa: una storia che avrebbe potuto incantare uno sciame di lettrici diventa una storia che incanta a metà, perché non solo manca qualcosa, ma manca troppo. E non è questione di quantità. Romanzi stupendi sono spesso condensati in meno di 200 pagine e sono perfetti così. Ma La probabilità statistica dell'amore a prima vista non appartiene alla categoria: è uno di quei romanzi che i lettori devono vivere intensamente, partecipando alle scoperte, ai dolori, alle paure e alle emozioni dei protagonisti e tutto ciò ha bisogno dei suoi tempi e dei suoi spazi, che qui mancano.
Cover, trama e titolo ci assicurano che quello che leggeremo sarà un romanzo adorabile: hanno ragione. Lo è. Non lo si può negare. Ma non abbastanza, da queste pagine ci si aspettava di più (quante volte l'avrò ripetuto?) e siamo convinti che l'autrice ne sarebbe stata in grado.
Il mio consiglio è, inaspettatamente, di leggerlo. Di farvi conquistare da Oliver e Hadley. Di sognare un incontro come il loro. Di farvi cullare dalle coincidenze. Di credere che ci sia un'elevata probabilità statistica che nasca un amore a prima vista, e di scoprire quale sia l'esatta percentuale (per sperarci, se non avete ancora incontrato la vostra metà). E dopo averlo letto e esservi fatti trascinare in questa storia, ed esservi resi conto che dura troppo poco, che ci dev'essere altro, vi invito a tornare qui per raccontarmi cosa avete provato. Perché io, nonostante i difetti, me ne sono un po' innamorata. Forse la Smith l'aveva calcolato.
E' possibile far innamorare i lettori dandogli un piccolo assaggio di una storia?
Credo che ci sia un'elevata probabilità statistica che questo accada.
E la Smith lo sapeva. 


Titolo: La probabilità statistica dell'amore a prima vista
Titolo originale: The Statistical Probability of Love at First Sight
Autore: Jennifer E. Smith
Traduttore: Simona Mambrini
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 224
Isbn: 9788820052256
Prezzo: €16,90
Valutazione: 3 stelline
Data di pubblicazione: 8 Maggio 2012

4 commenti:

  1. A me fa innamorare dalla trama.

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    1. Già, anche la copertina. Anzi entrambe, sia quella italiana che quella americana sono adorabili. Un libricino carino.

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    2. Un libro che si legge tutto d'un fiato...per sognatori e inguaribili romantici...

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  2. Sono più che d'accordo. Io l'ho letto in 24 ore. é un libro che prende, che ti fa sognare, però è vero quello che ha scritto Girasogna.

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