giovedì 7 novembre 2013

Pensieri sparsi e un po' confusi: libri italiani parte 1

Leggo tanto e parlo poco. Eppure i libri mi chiedono di essere raccontati, dopo essere stati letti. Mi fanno promettere che non li dimenticherò, che parlerò di loro in giro. Mi suggeriscono frasi ad effetto per poter conquistare nuovi lettori, o mi urlano stroncature quando, ahiloro, si rendono conto di non essere il meglio che si possa desiderare.
E io cosa faccio? Promesse da marinaio. Dico loro che sì, non lascerò che restino mie letture silenziose. Giuro che domani, c'è sempre un domani, apro una pagina del blog e parlo degli ultimi 55 libri letti. Sì, tutti insieme, perché se dovessi scegliere non ne sarei capace. Rimando a domani quel che potrei fare oggi. E nel frattempo leggo. E i libri aumentano. E anche le parole non dette.
E ora? Ora ci voglio provare, voglio vedere che effetto fa tornare a parlarne. Magari si crea un bell'effetto valanga, e a questo post ne seguiranno tanti altri e il blog tornerà a cercare di essere costante, o almeno semplicemente vivo. O magari nulla cambierà e questo sarà un post isolato. Io e il blog siamo in un momento difficile del nostro rapporto e stiamo cercando di capire cosa vogliamo. Perciò, perdonateci se non siamo all'altezza di quel che vorremmo essere.
Ma basta parlare di noi.
Parliamo di loro. Dei libri letti. Dei bei libri letti. Dei bei libri italiani letti.
Sono loro i protagonisti: i romanzi di autori italiani. Uomini, donne, giovani, vecchi, esordienti e scrittori affermati. Li ho amati tutti, o quasi. Li ho amati tanto. E riuscire a presentarli qui, tutti insieme, magari è davvero troppo. Però comincio, perché... bè, se lo meritano.
Vado in ordine di lettura, partendo dall'ultimo letto e poi indietro a ritroso finché voi vi sarete annoiati, o io penserò di avervi annoiati abbastanza.




Il casale di Francesco Formaggi
L'autore è un giovane esordiente. Un giovane italiano esordiente. Ed esordisce con la Neri Pozza.
In un ipotetico dialogo con me stessa, queste tre affermazioni - ma soprattutto l'ultima - basterebbero a convincermi non solo a leggere il romanzo, ma anche a essere positivissimamente predisposta nei suoi confronti. Trovare poi il libro, nuovo nuovissimo, su una bancarella a soli 3€ è stato una sorta di segno del destino. Molto probabilmente prima o poi l'avrei comprato a prezzo pieno ma la sorte ha voluto diversamente e non ho potuto dirle di no. Le prime pagine del romanzo sono magistrali. Due fidanzati, un viaggio in auto verso una meta voluta da lei e subita da lui, e poi all'improvviso un patatrac. Un piccolissimo minuscolo patatrac che cambierà l'atteggiamento di lui, Francesco, nei confronti della sua lei, Giulia. Un patatrac (ma quanto inorridirebbe l'autore nel sapere che ho usato questa espressione per descrivere la scoperta da parte del protagonista che gli alluci della sua ragazza sono orribili e disgustosi?) che si insinuerà tra le pagine, influenzando in maniera subdola l'intero andamento della storia. Che non è tutta qui, sia ben chiaro. Ambientata nel casale di una zia un po' particolare, il lettore farà la conoscenza di personaggi strani, quasi grotteschi e assisterà a eventi inquietanti. Il tutto narrato senza troppi fronzoli, con una bella prosa diretta, asciutta che dà piacere al lettore. Durante la lettura ho avuto l'impressione di un grande lavoro di cesellatura delle frasi, delle parole. Formaggi è uno scrittore attento, minuzioso. La sua non appare una prosa spontanea (sia ringraziato il cielo!) ma ben studiata, ponderata in ogni elemento. Quasi perfetta. Si comprende che dietro quelle pagine c'è stato un lavoro continuo il cui risultato è davvero encomiabile.
Il casale non dà scampo: l'autore ci ha saputo fare sia coi contenuti che con la forma.  E mi rendo conto di aver detto troppo poco, maledizione, ma come si fa? Non posso star qui a parlare tutta la sera del Casale. Meglio leggerlo direttamente ;)
Edizione Neri Pozza. 240 pagine. €16,50  3,5 stelline



Argento vivo di Marco Malvaldi
Ma mille grazie alla Sellerio perché pubblica Malvaldi. Mille grazie a Malvaldi perché scrive queste storie. Mille grazie alla moglie di Malvaldi perché le storie che lui scrive lei le ha pensate prima di lui e gliele ha proposte. Mille grazie al caso che ci mette lo zampino e crea le occasioni giuste per permettere a storie del genere di venir fuori.
Finiti i ringraziamenti, dovrei passare a parlarvi del libro.
A spiegarvi perché questo romanzo è una genialata travestita da simpatica storiella. A URLARVI che Argento vivo dovete leggerlo perché l'autore, mentre racconta, gioca con i lettori e mica possiamo lasciarlo da solo a giocare?
Malvaldi ha pensato - o sua moglie ha pensato, ma fingiamo siano un'unica persona :) - una semplice storia, quella di un furto, trasformandola in una commedia degli equivoci, regalandole un andamento da pièce teatrale. Ha immaginato diversi gruppi di personaggi, ogni gruppo relegato nella propria scena ma collegato agli altri attraverso un sistema di intreccio che ha del magistrale.
C'è uno scrittore un po' in crisi e la sua editor dedita solo a pubblicizzarlo.
C'è un lit-blogger che rischia di perdere un lavoro che non l'appassiona.
C'è un gruppetto mal assortito di ladri che organizza furti in casa.
E c'è una poliziotta che tenta di fare il suo lavoro, mai apprezzato quanto si dovrebbe.
Prendiamo i personaggi, mischiamoli, facciamoli interagire o magari separiamoli e facciamoli sfiorare tra una scena e l'altra. Diamogli dialoghi brillanti e idee inimmaginabili. Il risultato ha l'argento vivo ;)
La lettura ogni tanto può creare confusione, può obbligare il lettore a consultare lo schemino dei personaggi posto all'inizio del romanzo - come nei migliori gialli di Agatha Christie - ma ciononostante non lo si può mollare. Si ha continuamente voglia di ridere e sorridere grazie alle parole dei suoi strampalati personaggi, si ha voglia di capire fino a dove l'autore riuscirà a spingersi senza ingarbugliare tutto e come farà poi a riannodare tutti i fili e a far tornare tutti i conti.
Non saranno i simpatici vecchietti del BarLume di cui si ha continuamente nostalgia, è vero, ma ci si diverte alla grande. E per troppo poco tempo. Di Malvaldi non se ne ha mai abbastanza. Magari ce ne fossero di più, di scrittori come lui!
Edizioni Sellerio. 288 pagine. €14,00. 4 stelline



Il bordo vertiginoso delle cose di Gianrico Carofiglio
Se avessi dovuto parlare di questo romanzo nel momento in cui ho finito di leggerlo, mi sarei sentita spaesata. Mi sarei guardata in giro sperando che qualcuno mi potesse suggerire le parole, la risposta giusta a semplici domande come "Ti è piaciuto?" oppure "Com'è?".
Com'è questo bordo vertiginoso delle cose?
È un romanzo che ti lascia stordita. Dopo, però. Mentre lo leggi, sei tutta concentrata ad assorbire ogni parola che Carofiglio mette giù, parole che rotolano veloci una dopo l'altra, formando capitoli che alternano la narrazione in prima persona  all'ostica narrazione in seconda. Quel Tu narrante proprio non riesco a digerirlo, non riesco a comprenderlo eppure lo sento così adatto, così azzeccato per quel momento presente. L'ho vissuto come un modo perfetto per prendere le distanze da ciò che si è, laddove l'io è un modo per avvicinarsi a ciò che si è stati. Forse non erano queste le intenzioni dell'autore, ma io ho vissuto quest'alternanza così. Un uomo, uno scrittore che non riesce più a scrivere per sé e che è diventato ghost writer per altra gente, torna sui luoghi della sua adolescenza, lì dove tutto è iniziato: la voglia di scrivere, di cambiare, di amare. C'è una trama, c'è una storia ben delineata e dei personaggi e delle azioni... eppure si arriva velocemente alla fine e sembra di non aver nulla tra le mani. La sensazione è quella che manchi qualche pagina, che manchi qualche centinaio di pagine perché si è letto troppo poco e quel poco proprio non basta. La convinzione è quella di essersi persi qualche pezzo. Forse l'autore ha voluto lasciare noi lettori su un bordo vertiginoso.
Si esce dalla lettura frastornati e nostalgici. Con tante, troppe, domande e quasi nessuna risposta. Con la decisione di scovare l'autore e chiedergli perché ha scritto questo libro, cosa vuole che io capisca. Perché me l'ha fatto leggere?
Chissà. Ma nonostante la sensazione di smarrimento e confusione, possibile che ci si ritrovi ad amare comunque questo libro? A sentirlo proprio? Ad amare le sue mancanze?
È così, e spero un giorno di sapermi spiegare il perché.
(Sarà l'amore mai sopito per l'avvocato Guerrieri a farmi parlare? sarà che l'ho intravisto anche tra queste pagine? chissà...)
Edizioni Rizzoli. 320 pagine. €18,50. 3,5 stelline




Il 49esimo stato di Stefano Amato
Devo ammettere che questo romanzo non mi ha entusiasmata come pensavo avrebbe fatto. Eppure aveva dalla sua tre elementi positivi:
- l'autore è un simpaticissimo libraio che ha fatto della sua professione occasione per esilaranti post del suo blog L'apprendista libraio. L'ho sempre seguito e mi ha sempre divertita, ma tanto;
- la trama è davvero originale e non passa inosservata: "Con l’appoggio della mafia, la Sicilia viene annessa nel secondo dopoguerra agli Stati Uniti, diventando un avamposto strategico con cui gli americani controllano la minaccia comunista nel resto della penisola e in Europa. Il romanzo narra le vicende tragicomiche di un gruppo di giovani di questi stralunati anni Settanta, Jeff, Harry, George e Lucky, che sognano di sfondare nella scena musicale punk internazionale grazie alla collocazione geopolitica dell'isola.";
- il libro fa parte del progetto Indies. Un  progetto interessante e intelligente. 
Insomma, i presupposti c'erano tutti. E non dimentichiamo la cover: anche lei ha fatto il suo sporco lavoro nel convincermi. 
Detto ciò, il romanzo non mi ha convinta. Mi ha stancata. L'ho trovato troppo lungo e ripetitivo. Fin troppo incentrato sulle vicissitudini dei quattro amici e troppo poco concentrato sull'ambientazione, pezzo forte della storia. Non che questa sia assente, sia chiaro, ma l'ho sentita debole. Così come ho trovato poco interessante la storia dei ragazzi e della loro band.
Devo però ammettere che le mie remore sono personalissime e non obiettive. Non riesco a trovare particolari pecche nel romanzo, difetti che renderebbero il romanzo discutibile.
No, credo sia un romanzo di buon livello ma non nelle mie corde. Probabilmente a causa delle alte aspettative che avevo. Fosse solo per l'ironia che ho riscontrato nell'idea generale della storia ma non tra le pagine. Un peccato avere un dono del genere e non sfruttarlo in questo ambito.
In breve: un romanzo da provare e da ammirare per l'originalità. Tutto qui. 
Edizioni Feltrinelli - Transeuropa. 230 pagine. €14,00. 2,5 stelline




Una carrozza per Winchester di Giovanna Zucca
Oddio quanto ho odiato questo libro. E quanto mi ha annoiata. Ma proprio troppo. Oltre il livello consentito a un libro. E quanto ho trovato stonati i dialoghi, e l'atmosfera. E i personaggi. Insomma, se la Zucca voleva ricreare atmosfere ottocentesche, ricalcando i romanzi austeniani, non penso che ci sia riuscita minimamente. Perché se tali romanzi avessero i suoi ritmi e il suo stile, me ne sarei tenuta lontana per tutta la vita.
Eppure il romanzo si presentava così bene. E invece no, no e no. Quando un romanzo mi annoia alla follia non posso manco perdermi in troppi perché e per come. Bocciato, con dispiacere, ma bocciato. 
Fazi Editore. 200 pagine. €16,50. 1 stellina



Marina Bellezza di Silvia Avallone
Proprio non sapevo cosa aspettarmi da questo romanzo. Acciaio mi era piaciuto, l'avevo trovato vero, vivo e forte nonostante la negatività che portava con sé. Però mi aveva anche dato qualche pugno nello stomaco, che non è mai bello ricevere. Mi chiedevo perciò se per Marina Bellezza avrei dovuto aspettarmi la stessa dose di sofferenza oltre al piacere. A fine lettura posso dire che sì, schiaffi e carezze il lettore li prende anche qui, ma li accetta perché capisce che fanno parte del gioco, fanno parte della vita. Marina Bellezza, così come era stato Acciaio all'epoca, ha dentro di sé la vita. La vita di due ragazzi, Marina e Andrea, che cercano di trovare la loro risposta alle imposizioni del mondo, adattandosi e approfittandone o sfuggendogli e fregandolo. Marina e Andrea: forza e debolezza, determinazione e confusione, amore e odio, voglia di vincere e resa. Due facce della stessa medaglia, due modi di affrontare un mondo, un'Italia che non sembra avere posto per loro. Il romanzo parla di una grande storia d'amore, un amore che attraversa tutte le pagine ma non è mai il protagonista assoluto. Un amore che non riesce ad avere la vita che merita, perché in Italia è difficile anche quello, per due giovani che hanno voglia e bisogno di lavorare. Si assiste impotenti alla storia dei due protagonisti, ci si arrabbia e quasi si arriva a odiare il loro egoismo e la loro testardaggine che li porta verso scelte assurde, ci si identifica nell'uno o nell'altro e ci si rende conto che l'autrice ci ha coinvolti e gettati nella storia senza che ce ne accorgessimo.
E poi, al di là della storia, si è attirati dall'attenzione per i luoghi in cui questa si svolge. O, più che attenzione, l'affetto che l'autrice ha per quei luoghi. Si sente l'attaccamento a quella terra, nonostante la poca accoglienza che essa riserva a chi vuole continuare a vivere e restarci.
E ancora, quel che mi stupisce della Avallone è che, seppure la sua prosa non sarà magistrale, seppure il suo stile non è di quelli che mi lasciano a bocca aperta e mi mettono i brividi, riesce ad andare a segno e a farmi apprezzare il tutto, senza storcere il naso come mi accade sempre più spesso con le giovani autrici italiane contemporanee.
In poche confuse parole: ho apprezzato tanto Marina Bellezza per ciò che è e per ciò che non è. E l'ho apprezzato nonostante difetti e mancanze. E lo consiglio, lo presto, invito i lettori ad andare agli incontri che l'autrice sta tenendo in giro per l'Italia: le sue parole vi sapranno colpire prima e meglio delle mie.
Edizioni Rizzoli. 528 pagine. 18,50. 3,5 stelline



Atletico Minaccia Football Club di Marco Marsullo
«La seconda regola del calcio secondo Cascione è: non esistono partite amichevoli, solo partite da vincere. Il fair play è un'invenzione dei Testimoni di Geova
Sarà che me l'ha suggerito mio fratello e, nonostante io sia sempre restia ad accogliere i suoi suggerimenti, poi non me ne pento mai, anzi. Sarà che l'autore è di una simpatia unica e proprio non me l'aspettavo (non che pensassi che fosse antipatico, eh, solo non così simpatico e divertente). Sarà che un romanzo del genere, con un titolo del genere, con una copertina del genere non l'avrei mai degnato di mezzo sguardo in libreria. Sarà che la storia è esilarante, è napoletana, è il giusto antidoto per un momento no. E sarà che Marsullo è giovane, è un esordiente e non se la tira.
Sarà sarà sarà: io, Atletico Minaccia Football Club, l'ho adorato. Quasi idolatrato. Mi ha fatto scoppiare a ridere, ma ridere di cuore, all'improvviso. Non me le aspettavo le risate e invece sono arrivate senza annunciarsi prima. Un secondo leggi un rigo, un secondo dopo non hai più il fiato per il troppo ridere. E poi le trovate geniali, quelle trovate che, perdonate il momento campanilistico, ma solo a un napoletano possono venire in mente. Trovate geniali su di uno pseudocampo di calcio, per organizzare uno pseudocampionato con pseudogiocatori. Non pensavo mi sarei appassionata a un romanzo che parla di calcio con annessi e connessi. Mio padre si era detto sicuro che non mi sarebbe piaciuto, conoscendo la mia avversione ai campionati, alle partite in casa, ai derby e ai fuorigioco (ma sì, il calcio per me sono parole a caso senza senso né connessione logica). E invece.
E invece Marsullo mi ha fatta appassionare a qualcosa che non mi appassiona. Mi ha attaccata alle pagine tanto da desiderare di volerne ancora, magari di ricominciare daccapo per rivivere quelle gag, quelle battute, quelle trovate. Mi ha fatto sperare che Vanni Cascione possa essere protagonista non solo di questo ma di una serie di romanzi. E magari non solo lui. Caro Marco, mi sembra quasi di conoscerti, grazie per avermi intrattenuta in questo simpaticissimo modo. Sei uno spasso, scrivi ancora!
Edizioni Einaudi. 224 pagine. €17,00. 4 stelline



Inutile Tentare Imprigionare Sogni Cristiano Cavina
Questo romanzo di Cavina, per me il primo letto di quest'autore, mi ha convinta che mi manchi un pezzo. Un pezzo della sua storia, della sua bibliografia, un pezzo importante di lui. Perché il romanzo si è fatto leggere, si è fatto apprezzare, ha sicuramente dalla sua gli aspetti positivi tipici di un romanzo ben scritto, originale, ben strutturato e pure abbastanza coinvolgente. Eppure non mi ha presa come pensavo. La lettura è stata piacevole ma con riserva. Come se quei personaggi e quelle scene dovessero dirmi di più, ma io non sono riuscita a capire cosa. E allora ho pensato che per apprezzarli a dovere avrei dovuto leggere i suoi libri precedenti. Cominciare a entrare nel mondo Cavina, dargli la possibilità di farsi conoscere per bene e quindi apprezzare maggiormente. Credo che l'autore sia uno di quelli con cui non si ingrana immediatamente. Ha bisogno di tempo e di pagine. Cosa che per uno scrittore non è sicuramente positiva, visto che spesso se il lettore non viene colpito nello spazio di un solo romanzo, allora abbandona e passa al prossimo. Ma nel suo Baldo Creonti e la sua esperienza scolastica, nel mitico personaggio della madre, nella figura di quei terribili professori: in ogni momento si intuisce che c'è qualcosa di vero e profondo. Qualcosa di più di quel che si sta leggendo.
Perciò se siete già dei fan di Cavina (e volete pure suggerirmi qualche titolo...) allora sicuramente apprezzerete questa lettura più di me che sono al mio primo appuntamento con l'autore. Se come me non l'avete ancora incontrato, io forse consiglierei di andare indietro nel tempo e iniziare dai suoi primi romanzi, o magari dai suoi romanzi migliori. O forse di non leggerne solo uno, ma di provarne due o tre insieme, per capirlo meglio. 
Edizioni Marcos y Marcos. 224 pagine. €16,00. 3 stelline



giovedì 3 ottobre 2013

Cosa potremo comprare questo mese? Le uscite di ottobre

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(Ho scritto assai, capirò se non resisterete fino alla fine!)
Anche se decido di darmi una regolata nell'acquisto smodato di libri, non riesco a controllare la mia mania di cercare tutte le uscite interessanti che le case editrici sfornano ogni mese. Il che ovviamente diventa croce e delizia, perché da un lato sono tutta un "ooohhh ma questo libro è davvero davvero quello che aspettavo" e dall'altro "diamoci un taglio a questa posa da lettrice bulimica, dico basta al farmi abbindolare dalle ultime pubblicazioni".
Ok, proverò a darci questo taglio subito dopo aver acquistato Il dandy della reggenza di Georgette Heyer. Perché questo davvero è un "ooooohhhhhh ma da quanto lo aspettavo?" e alla Heyer non si può mica sbattere la porta in faccia, e poi ormai i suoi libri li avrò tutti nella edizione Astoria, e poi posso mai farmi sfuggire proprio questo che dicono sia uno dei migliori?, e ancora: sono delle piccole perle da conservare, tramandare e insomma. Potete trovare tutte le mie motivazioni leggendo qui, sceglietene una a caso. (O due, o sette. O tutte, dai).
Dopo aver mostrato il mio sangue freddo nei confronti del romanzo su citato, mi sarà pure permesso di avere un momento di esaltazione per un romanzo di un autore che mi ha sempre fatta impazzire per la sua sagacia e la sua cultura. Non sto parlando dei vari Carofiglio, Piccolo o Barnes. Parlo di quel fantomatico personaggio che ha creato Daniel Handler e a cui ha dato il nome di Lemony Snicket. Una serie di sfortunati eventi è una saga intelligente e stimolante, e dopo averla finita mi sono sentita un po' orfana come quando portai a termine la lettura di Harry Potter. Sono trascorsi anni e anni dall'ultimo volume di quella serie, quindi è lecito esaltarsi per l'uscita di Chi sarà mai a quest'ora? ad opera dell'intrigante Snicket. Non dico che mi ci fionderò, ma magari potrei nel frattempo immergermici se lo trovo in libreria. Una pagina oggi, dieci domani, venti se ritorno nel pomeriggio... e ops, l'ho finito senza volerlo.
Posso iniziare ora a darmi un contegno, parlando delle altre uscite. Questo mese la fa da padrona l'Einaudi (soppiantando la Neri Pozza, di cui non ho trovato nuove uscite in giro - male, molto male) con le pubblicazioni di autori già affermati nella sua scuderia:
Ritratti in jazz di Murakami, arricchito dalle illustrazioni di Wanda Makoto. Di Murakami ho letto solo tre romanzi, ed è troppo poco per poter dire di conoscerlo. E forse Ritratti in jazz non sarà il prossimo che leggerei (anche perché a casa ne ho già molti altri) ma magari per chi è già un suo affezionato lettore questa uscita può far molto piacere;
Livelli di vita di Julian Barnes (di cui mi riprometto ogni giorno di leggere l'ormai famoso Il senso di una fine ma poi rimando inevitabilmente a data da destinarsi. Perciò non so se l'autore mi possa appassionare o meno, per ora gli concedo il beneficio del dubbio dandogli qualche possibilità);
Il desiderio di essere come tutti di Francesco Piccolo. Ora, di Francesco Piccolo io ho letto solo Momenti di trascurabile felicità e lo adoro come se avessi appena finito di leggerlo. Una semplicità da adorare. Perciò Piccolo può scrivere quel che vuole, io lo leggo, è una questione di principio.
Aggiungo alla carrellata Einaudi il romanzo Istruzioni per cinquantenni innamorate del francese Pascal Morin. Una storia che sembra abbastanza assurda di quelle in cui i francesi sono maestri. E, per chi un po' mi conosce, sa che io vado matta per gli scrittori francesi. Questo sarebbe uno di quelli che comprerei immediatissimamente se non avessi deciso di dire altolà agli acquisti compulsivi. Faccio perciò un appello: compratelo, leggetelo, ditemi che è orribile e distogliete il mio pensiero da questa idea (o magari se lo trovate davvero orribile, liberatevene mandandolo verso questi lidi di inchiostro...)
(un piccolo p.s einaudi: ho letto in giro che a ottobre sarebbe uscito anche il nuovo della Bertola, Ragazze mancine. Ma non ho trovato altre conferme. Insomma, se uscirà in questo mese, sappiate che ve ne avrei parlato!)
Prometto che ho quasi finito, anche perché sono sicura che la maggior parte di voi non è arrivata a leggere fin qui, perciò diciamo che da ora in poi parlo con me stessa e mi ribadisco desideri e divieti. Le stelle brillano a New York è un romanzo che mi affascina pure troppo. Prendi New York e mettila negli anni Venti (ma anche negli anni Cinquanta. O a inizi Novecento, o a fine Ottocento. Insomma prendi New York) e, cavolo, mi hai fregata. È una di quelle trame, questa di Laura Moriarty, fatta su misura per me per farmi cascare nel tranello. Una di quelle che potrebbe promettere qualcosa come fuochi d'artificio ma poi rivelarsi un semplice e banale tric trac (è un termine solo napoletano? se c'è ancora qualcuno in lettura, mi faccia sapere!). Fatto sta che la trama mi piace assai, e se chiudo gli occhi vedo già i fuochi d'artificio. Perché a me piace illudermi.
Ho inserito qui anche il nuovo di Nicolas Barreau, Una sera a Parigi. Che sia messo agli atti che ho iniziato a odiare l'autore quando l'ultimo romanzo si è rivelato una cavolata abissale e si è cominciato a vociferare non solo che non esiste nessun Nicolas Barreau, ma che dietro questo nome non si nasconde una persona in carne e ossa. Si dice si tratti di un progetto creato a tavolino dalla casa editrice tedesca che per prima l'ha pubblicato per dare ai lettori i romanzi che vogliono, infarcendoli di quegli elementi che più possono attirarli. Insomma un mero prodotto commerciale, nato non dalla passione o dalla fantasia di chi vuole raccontare una storia ma dalla mente di chi vuole vendere un prodotto. Insomma, a me puzza di raggiro. E allora perché inserire il romanzo qui? Perché chi mi dice che queste voci siano vere? Per ora si resta nel dubbio.
Meritano sicuramente attenzione sia Un tipo a posto di Miriam Toews, romanzo incentrato su un paesino del Canada che per rimanere il più piccolo paese del continente necessita che nessuno muoia e nessuno nasca. E basta un filo conduttore del genere per far scattare tutta la mia curiosità (e pure la mia stima!).
I due romanzi pubblicati da Sixtysixandsecond edizioni non passano inosservati. Profondi e impegnati, ma sempre tanto umani. Entrambi i titoli, Zitto e muori e Bambina mia, sanno farsi notare - e volere - allo stesso modo. E sono di quelli che, bando ai divieti, faccio scorrere in testa alla mia wish list. Date un'occhiata alle trame e concorderete con la mia decisione.
Per ultimo merita un cenno la graphic novel (ormai mi sto lanciando in questo mondo, anche se ancora non ci capisco molto) di Julie Maroh, Il blu è un colore caldo. Dal fumetto è stato tratto il film La vie d'Adèle, palma d'oro a Cannes. Si vociferava che in Italia sarebbe rimasto il titolo del film (nonostante l'assenza di un'Adèle nella storia di carta) ma fortunatamente la voce pare smentita e il titolo è l'esatta traduzione dal francese Le bleu est une couleur chaude. Julie Maroh parla di una storia d'amore, di omosessualità e di tutto ciò che ne consegue. A me sembra interessantissimo e, insomma, se dovessi comprare una graphic novel mi butterei su questa.

Per oggi è tutto. E dovrei dire che anche per ottobre è tutto. Ma mi resta quel pallino sulla Neri Pozza, e non solo. Perciò se scopro altro magari ci faccio un post "P.s: altre uscite di ottobre". O forse vengo qui e aggiorno semplicemente questo. O forse chissà? Nel frattempo: buone letture e, se voi potete, buoni acquisti!


Istruzioni per cinquantenni innamorate
Pascal Morin
Catherine Tournant insegna in un liceo della periferia di Parigi. È suo dovere, pensa, cercare di colmare i divari tra i ragazzi insegnando loro la letteratura francese ma soprattutto impegnandosi in prima persona, dimostrando di essere per loro un punto di riferimento. Ma le malelingue allignano ovunque. Cosi, quando dopo aver invitato a un tè una studentessa di origini polacche a cui è morta la mamma, a scuola si sparge la voce che Catherine ci prova con le ragazze. E trent'anni di carriera sembra vadano in fumo per uno stupido pettegolezzo. Delusa, umiliata, Catherine decide di prendersi una pausa. E di dar fondo a tutta la sua ironia. E in quella manciata di settimane di lontananza dalla scuola, comincia a guardare il mondo in maniera diversa. Accetta persino l'invito a cena di un uomo il cui profilo aveva consultato su un sito di appuntamenti, senza avere mai il coraggio di fare la prima mossa.
Edizione Einaudi. €16,50. 1 ottobre


Livelli di vita
Julian Barnes
Tre leggendari pionieri ottocenteschi rivivono fra le pagine dell'originale e struggente mescolanza di fatti e finzione che è "Livelli di vita": Fred Burnaby, colonnello della cavalleria della Guardia Reale inglese e viaggiatore per terre esotiche e inesplorate, la "divina" Sarah Bernhardt, la più grande attrice di tutti i tempi a detta di alcuni, e Félix Tournachon, il caricaturista, vignettista, aeronauta e celebre fotografo ritrattista noto come Nadar. Ad accomunarli, un'incomprimibile passione per il volo, l'impulso sacrilego a issarsi a bordo di una cesta di vimini appesa a un pallone e, affidandosi a un precario equilibrio di pesi e correnti, sganciarsi dal regno che ci è deputato per conquistare lo spazio degli dèi. Una buona metafora per ogni storia d'amore. Quella immaginata fra Burnaby e Sarah Bernhardt, ad esempio - l'aria, l'assenza di vincoli, l'eccentricità, lei; la concretezza, l'avventura, la disciplina, lui. O quella, cinquantennale, fra Nadar e l'afasica moglie Ernestine. Oppure la storia d'amore, durata trent'anni e poi proseguita, fra Julian Barnes e la moglie Pat Kavanagh. Storie in cui "metti insieme due cose che insieme non sono mai state e il mondo cambia", esempi di una "devozione uxoria" che travalica ogni barriera. Volare è esaltante e semidivino, volare è pericoloso. Un calcolo sbagliato, un vento contrario, un disegno avverso, o la casuale assenza di esso, e si può precipitare.
Edizione Einaudi. €16,50. 1 ottobre


Zitto e muori
Alain Mabanckou
Il giovane congolese Julien Makambo approda a Parigi con il falso nome di José Montfort e viene preso sotto l’ala protettrice del connazionale Pedro Bolawa, losco trafficante ed elegantissimo membro della Sape, che lo introduce nel variopinto sottobosco della comunità degli espatriati africani. Per un po’ gli affari vanno a gonfie vele, permettendo a Julien di aiutare la famiglia in Congo e di visitare i costosi negozi di rue du Faubourg-Saint-Honoré, perché l’eleganza sartoriale è qualcosa di molto importante nel piccolo universo in cui vive – e aiuta anche a portarsi a letto qualche bellezza bianca attratta dalla sua virilità. Finché un giorno Pedro offre a Julien una missione misteriosa, ma molto ben retribuita. L’unica condizione è non fare domande. E così, un venerdì 13, il ragazzo viene a trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato – nel 18esimo arrondissement, a Rue du Canada, nel punto dove si schianta la bionda Roselyne François, defenestrata da uno degli appartamenti che affacciano sulla strada. Ora è nei guai: qualcuno ha notato la figura di un giovane nero, con un elegante completo color menta, accanto al cadavere insanguinato della bella Roselyne.
Edizioni 66thand2nd. €16,00. 3 ottobre


Le stelle brillano a New York
Laura Moriarty
Nell'estate del 1922, una bellissima quindicenne dal caschetto nero e lo sguardo sveglio sale sul treno che la porterà dalla sua piccola città natale a New York. Ostinata e ambiziosa, sogna di diventare una famosa ballerina, ma neppure lei immagina che, di lì a pochi anni, sarà una stella del cinema muto e il suo nome - Louise Brooks - avrà fatto il giro del mondo. Con suo grande disappunto, viaggia accompagnata. A farle da chaperon è una rispettabile vicina di casa, Cora Carlisle. Trentasei anni, moglie e madre modello, ligia alle convenzioni, Cora non sa ancora cosa l'aspetti con la ribelle e anticonformista Louise. Ma sa che quel viaggio è l'occasione giusta per allontanarsi dal suo matrimonio apparentemente perfetto e intraprendere una ricerca troppo a lungo rimandata. Perché la verità sul suo passato è a New York. Sarà proprio là, sotto le luci sfavillanti di Broadway, dove si respira l'euforia di quegli Anni Ruggenti, che Cora e Louise, seppur così diverse, troveranno ciò che stanno cercando. E, muovendo i primi passi verso i loro sogni, impareranno cosa significhi essere davvero vive e libere.
Edizioni Piemme. €19,00. 8 ottobre


Una sera a Parigi
Nicolas Barreau
In una piccola strada di Parigi, percorrendo rue Bonaparte fino a scorgere la Senna e girando due volte l'angolo, si trova un luogo incantato: il Cinéma Paradis. È questo il regno di Alain Bonnard, l'appassionato e nostalgico proprietario del locale. Ed è qui che ogni mercoledì, al secondo spettacolo, va in scena "Les amours au Paradis", una rassegna dei migliori film d'amore del passato. In quelle sere il Cinéma Paradis è avvolto da una magia particolare: regala sogni, come recita il poster appeso in biglietteria, sopra alla cassa antiquata. La piccola folla di habitué si abbandona volentieri sulle vecchie poltroncine di velluto per farsi rapire dal fascino del grande schermo. Ma da quando al secondo spettacolo partecipa anche una certa ragazza, è Alain a sognare più di tutti. Cappotto rosso, sorriso timido, siede sempre alla stessa fila, la diciassette. Poi, non appena in sala si riaccendono le luci, si allontana solitaria nella notte parigina. Chi è? E qual è la sua storia? Finalmente Alain trova il coraggio di invitarla a cena. È una serata perfetta e in più, il giorno dopo, accade un altro fatto eccezionale: un famoso regista americano annuncia di voler girare il suo prossimo film proprio dentro al Paradis, con protagonista la bellissima e inavvicinabile Solène Avril. Non solo Alain potrà conoscere la sua attrice preferita, ma all'improvviso il minuscolo cinema, in perenne lotta per la sopravvivenza, registra ogni sera il tutto esaurito. Alain è fuori di sé dalla gioia...
Edizoni Feltrinelli. €15,00. 9 ottobre


Chi sarà mai a quest'ora
Lemony Snicket
In una città fantasma, solo e lontano da amici e parenti, il giovane Lemony Snicket inizia il suo apprendistato in una misteriosa organizzazione che nessuno conosce. Fa domande che non avrebbe nemmeno dovuto pensare. Ha scritto un racconto dei fatti in 4 volumi che non avrebbero dovuto essere pubblicati. Questo è il primo.
Edizioni Salani. €12,00. 10 ottobre





Eccoci qui
Dorothy Parker
I dieci racconti che qui presentiamo, introvabili ormai da anni – tra cui Una bella bionda, considerato il suo capolavoro, e Composizione in bianco e nero, una delle più feroci ed efficaci descrizioni del razzismo della buona società – mostrano la straordinaria abilità della scrittrice nel cogliere tutte le sfumature dell’animo americano. Dorothy Parker non si limita a rivelare le ipocrisie, vanità, miti e fobie dei suoi personaggi, ma li trafigge, con uno stile impietoso, estremamente divertente e, spesso, triste. Una donna creativa la cui passione per l’infelicità non aveva limiti. Ritrae con acre ironia pregiudizi e conformismi del mondo alto borghese, scrivendo per le donne di cui capiva la rabbia dalla a alla z.
Edizioni Astoria. €15,00. 16 ottobre


Il blu è un colore caldo
Julie Maroh
Il primo sguardo tra due persone destinate a innamorarsi può essere un evento sconvolgente: una scossa destinata a far tremare le fondamenta di una vita banale, un’esplosione di colore che ravviva un mondo altrimenti grigio. È quello che accade a Clémentine, 15 anni, in un pomeriggio qualsiasi, quando una macchia di colore si fa strada verso di lei tra la folla: una testa dai capelli tinti di blu, due occhi della stessa tonalità che per i mesi a venire invaderanno, notte dopo notte, ogni suo sogno. Eppure, la storia di Clémentine non è solo una storia d’amore. È una storia di vergogna, di negazione, di rabbia, di insicurezza: perché il nome della sua ossessione è Emma, e in un mondo intriso di pregiudizi vivere la propria omosessualità alla luce del sole può provocare fratture emotive insanabili, e deviare per sempre il corso di un’esistenza.
Edizioni Rizzoli Lizard. €16,00. 16 ottobre


Bambina mia
Hassman Tupelo
Rory Dawn Hendrix è la più improbabile delle scout: non ha un distintivo, né una truppa con cui andare all’avventura. Eppure è solita prendere in prestito dalla biblioteca della scuola elementare il Manuale delle girl scout, da cui spera di trarre gli insegnamenti che le serviranno per scappare via da Calle de las Flores, il polveroso parcheggio per roulotte alla periferia di Reno, Nevada, dove vive con la madre e la nonna. Terrorizzata dall’idea di dover condividere il loro stesso destino, fatto di uomini sbagliati, maltrattamenti e sussidi spesi in alcool e nei casinò cittadini, Rory si rifugia nella scrittura e nella lettura, anche se la lotta per liberarsi dalla sua maledizione richiederà ben altri espedienti. Grazie all’originalità di una voce intima e disturbante e alla struttura da raffinato pastiche letterario, che alterna la narrazione in prima persona a pagine di diario, ritagli di giornale, temi di scuola, pagine bianche destinate alle annotazioni delle scout e interi paragrafi cancellati o corretti, Bambina mia è stato salutato come uno degli esordi più interessanti della nuova narrativa americana.
Edizioni 66thand2nd. €18,00. 17 ottobre


Il bordo vertiginoso delle cose
Gianrico Carofiglio
Mentre sorseggia il cappuccino come ogni mattina, seduto in un bar nel centro di Firenze, Enrico Vallesi legge una notizia sul giornale: in un conflitto a fuoco con i carabinieri, è rimasto ucciso un rapitore, da poco uscito di galera. Il nome della vittima riporta Enrico alla fine degli anni Settanta, al primo giorno di liceo, quando in una classe di quindicenni aveva fatto la sua comparsa Salvatore, più volte bocciato, turbolento, il compagno che gli aveva insegnato come difendersi dalla violenza di strada e superare a testa alta quel territorio straniero che è l’adolescenza. Ai ricordi di Enrico si alterna il racconto del suo ritorno nella città dalla quale era partito, quando non aveva ancora conosciuto gioie e delusioni del matrimonio e del suo mestiere di scrittore. Un ritorno a casa in cerca di risposte ai propri tormenti, per scoprire quello che tanti anni prima si era lasciato alle spalle, ma anche per capire cosa è diventata nel frattempo la sua vita.
Edizioni Rizzoli. €18,00. 22 ottobre


ll dandy della reggenza
Georgette Heyer
Cover non definitiva 
Judith e Peregrine Tavernier, una ricchissima coppia di fratelli da poco rimasta orfana, si mettono in viaggio per Londra per andare a conoscere il loro tutore e, sperano, per avere il suo consenso a mettere su casa in città, lasciando così la loro tediosissima tenuta in campagna. Al loro arrivo scoprono sconcertati che il loro tutore, il quinto conte di Worth, non è l’anziano amico del padre che avevano immaginato, ma il di lui figlio, noto per essere il dandy più affascinante e insopportabile di tutta Londra. Amico di Beau Brummel – il dandy per eccellenza, ispiratore del Principe Reggente, il futuro Giorgio iv – Julian Worth acconsente a introdurre in Società i suoi due protetti: affitta loro una casa, affida Judith alle cure della signora Scattergood come chaperon, apre loro il bel mondo,  ma… Ma tra i fratelli Tavernier e il conte di Worth non riesce a svilupparsi simpatia, anzi da lì a poco a Peregrine cominciano a succedere cose strane e i due fratelli si chiedono se per caso non ci sia lo zampino di Worth.
Edizioni Astoria. €17,50. 23 ottobre


Un tipo a posto
Miriam Toews
Millecinquecento, non uno di più, non uno di meno: è il numero di abitanti che deve mantenere Algren per essere la città più piccola del Canada e aggiudicarsi la visita del primo ministro il giorno della festa nazionale. Hosea Funk, il sindaco di Algren, ha una ragione in più per desiderarlo: sua madre, sul letto di morte, gli ha confidato che il primo ministro è il suo vero padre, l'uomo misterioso che tanti anni prima la rapì dal ballo per far l'amore in un campo di colza e poi sparire nella notte. Quindi gli abitanti di Algren non devono assolutamente aumentare né diminuire, almeno fino al primo luglio: per il sindaco Hosea sta diventando un'ossessione. È un disastro, per esempio, se Max, giovane padre ex fuggitivo, torna all'improvviso per riconquistare la sua donna, e spiegare a Summer Feelin', la sua bimba, che non bastano le braccia per volare. Un abitante di troppo. Per fortuna il vecchio Hamm, novant'anni suonati, esala l'ultimo respiro. Meno uno, evviva; ma ecco che un miracoloso parto trigemellare fa saltare di nuovo i conti: più tre! Per quanto Hosea si sforzi di tenere fermo il mondo, mille accidenti cospirano a mettere la gente in movimento. E una partita molto seria si gioca proprio sul suo cuore, perché Lorna, la splendida donna che lui ama, vorrebbe trasferirsi da Winnipeg ad Algren per stargli accanto… Un tipo a posto è un romanzo dolce e sognante di persone che vanno e vengono, entrano dalle finestre aperte nelle notti calde o aspettano l'autobus che porta via. Tra albe arancioni e neve che si sfalda sui tetti a primavera, amori infiniti, finiti e rinnovabili ridisegnano le mappe dell'umana realtà.
Marcos y Marcos. €16,00. 24 ottobre


Ritratti in jazz
Haruki Murakami
Murakami Haruki ha gestito un jazz club per molti anni prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura: ecco, leggendo "Ritratti in jazz" si ha l'impressione di essersi appena seduti a bere qualcosa a uno dei tavoli del club mentre il grande narratore giapponese racconta e commenta quello che si sta ascoltando. "Ritratti in jazz" regala al lettore un Murakami allo stesso tempo inedito e riconoscibile. Riconoscibile perché il jazz, ancora più della corsa, è una delle passioni che formano l'ossatura stessa della sua opera creativa. I suoi romanzi sono ricchi di allusioni a dischi e musicisti: in un'ipotetica ricetta della poetica murakamiana l'ingrediente "jazz" non può mancare. Inedito perché mai come in questo libro si ha l'impressione di sentire la voce autentica e senza mediazioni narrative di Murakami, che conduce il lettore nel suo mondo più quotidiano e sincero. Con un tono amichevole e coinvolgente, privo di tecnicismi eppure capace di regalarci una serie preziosa di informazioni e curiosità, Murakami compone una playlist eccezionale che non solo ci racconta il jazz come mai l'avevamo ascoltato, ma ci svela anche il modo in cui l'autore di "1Q84" osserva il suo universo letterario e la realtà che lo circonda.
Edizioni Einaudi. €19,50. 29 ottobre


Il desiderio di essere come tutti
Francesco Piccolo
Ciò che avviene fuori di noi può passare senza lasciare traccia, o modificare per sempre la traiettoria della nostra vita. L'autobiografia di ciascun italiano è una scheggia impazzita nell'autobiografia del Paese. "Il 22 giugno 1974, al settantottesimo minuto di una partita di calcio, sono diventato comunista". Sono i Mondiali del '74, ai quarti di finale si gioca una partita storica: Germania Ovest contro Germania Est. Un bambino di dieci anni, seduto davanti alla televisione insieme a suo padre, si rende conto tutt'a un tratto di tifare per la squadra sbagliata. "Mentre lo stadio ammutolisce, tra la poltrona di mio padre e la mia, un piccolo muro, invisibile e incompreso, comincia a venire su, come se fossimo nel centro di Berlino". Francesco Piccolo ha scritto un romanzo personale e politico, divertente, serissimo, provocatorio, per raccontare la storia d'amore irrisolvibile che lega ogni uomo al suo tempo. Perché in fondo la nostra vita è il modo che scegliamo ogni giorno per partecipare al mondo.
Edizioni Einaudi. €18,00. 29 ottobre




martedì 1 ottobre 2013

Ricomincio da zero zero zero? Forse

Titolo: Ricomincio da zero zero zero
Autore: Michele Monina
Editore: Barbera Editore
Pagine: 130
Prezzo: €16,90
Data di pubblicazione: 12 settembre 2013

Valutazione:


Da sette anni a questa parte un ragazzo, un uomo, è costretto a vivere sotto scorta. Una vita al buio, per aver avuto il coraggio di fare nomi e cognomi, per aver scoperchiato il vaso di Pandora sul mondo della Camorra. Era il settembre del 2006 quando Roberto Saviano, da poco arrivato in libreria con il suo libro d'esordio, "Gomorra", finiva nel mirino del Clan dei Casalesi, cominciando una vita da esule in patria. Da quel momento è diventato, suo malgrado, lo scrittore italiano più venduto, nonché il più conosciuto al mondo. Michele Monina, biografo delle rockstar si allontana per una volta dal mondo della musica per scrivere la biografia dello scrittore che, più di ogni altro, ha acceso i riflettori sul mondo del crimine organizzato. Una biografia che è anche una fenomenologia, nella tradizione di quel new journalism cui Saviano deve proprio la sua formazione. Luci e ombre dello scrittore più amato e odiato d'Italia.


«Spesso mi si chiede come possono le parole mettere paura alle organizzazioni criminali. In verità ciò che spaventa non sono le parole, ma chi le legge, chi le ascolta. A fare paura sono i lettori che hanno voglia di capire i meccanismi»
(la citazione è di Saviano e non di Monina, visto che nel libro in questione non ho trovato nulla degno di essere citato se non le parole di Saviano stesso)


Arrivo oggi nel blog a parlarvi di un libro di cui sono venuta a conoscenza per caso. Un caso così banale che ho già dimenticato come si sia verificato. Sarà stato attraverso qualche link su facebook, o magari tramite qualche mia incursione nelle librerie online alla ricerca di interessanti novità. 
Non lo so e non ricordo più. So solo che quando l'ho visto ho pensato che meritasse la (mia) lettura. 
Lettura che ho appena conclusa e che mi ha portato via giusto un paio d'ore. Il volume è piccolo, centotrenta pagine, il carattere usato è abbastanza grande e i capitoli, di pochissime pagine l'uno, rendono il tutto ancora più veloce. Quello che al momento non saprei dire, però, è se tale libro meriti o meno quel paio d'ore del nostro tempo. (o forse sì, lo saprei dire, ma lo dirò tra qualche istante).
Ricomincio da zero zero zero è una biografia di Roberto Saviano ad opera di Michele Monina, che molti conosceranno come giornalista e critico musicale. Confesso che ciò che m'interessava non era tanto chi firmasse tale biografia quanto il soggetto della stessa. 
Roberto Saviano rappresenta per me, napoletana, un eroe. Uno di quelli che sfida il male apertamente, che usa le sue armi contro i cattivi, che non accetta facili compromessi. Un eroe che si sacrifica per la verità. Prima ancora che come scrittore e giornalista, la mia stima va a lui come uomo. Ed è il Saviano uomo che ho cercato nelle pagine di Monina. 
Confesso di averci trovato troppo poco, e quel poco è stato poi scritto con uno stile così ingarbugliato e contorto da risultare davvero per niente piacevole. Il giornalista musicale non ha fatto altro che riassumere tutto quel che già sapevo del mio eroe. Riassunto fin troppo striminzito: si va dal successo di Gomorra (la sua vita prima del romanzo viene solo superficialmente sfiorata) alla minaccia di morte, la vita sotto scorta, si passa attraverso le apparizioni televisive fino al discorso a Stoccolma e alla pubblicazione di Zero Zero Zero
Tutto ciò che ho letto, lo conoscevo già. E non perché io sia particolarmente fissata col giornalista-scrittore da andarmi a cercare dettagli della sua vita, ma perché si tratta di episodi o informazioni alla portata di tutti. Notizie che sono sempre andate di pari passo col personaggio Saviano. E forse, chissà, in mano a qualche altro scrittore quella vita avrebbe potuto essere valorizzata in maniera diversa, diventando una biografia di riferimento per i sostenitori e magari pure i detrattori del mio eroe. Ma non è accaduto. Monina non si sbilancia, non osa e non aggiunge nulla. Non va a fondo. Il risultato non è altro che un bignami di ciò che già conoscevamo. Consiglierei la lettura di questa biografia a coloro che hanno vissuto fuori dal mondo negli ultimi sette anni e non sanno chi sia Saviano o Gomorra, giusto per cominciare a farsi un'idea. O a qualche studente molto pigro cui è stata assegnata una ricerca sull'autore (ma a scuola assegnano ancora le ricerche?), perché la voce di Monina è sicuramente più personale di quella anonima enciclopedica. 
Ma se si vuole conoscere la vita di Saviano, forse il miglior modo è ascoltare direttamente le sue parole. Cercare nei suoi libri, andare su youtube e guardare qualche suo monologo. Ascoltare qualche intervista che gli è stata fatta. Si scoprirà molto di più di quanto possa averci svelato Ricomincio da zero zero zero.
Conoscere Saviano attraverso Saviano e non attraverso chi cerca di raccontarcelo.
E quindi ora sì che posso dirvelo: quel paio d'ore del nostro tempo dedicatele alla lettura di Gomorra, di Zero zero zero o magari de La bellezza e l'inferno. O se siete lettori pigri, potreste dare un'occasione guardando qui. Insomma, se desiderate conoscerlo, non iniziate da questo volume.



domenica 22 settembre 2013

Il mio incontro con le graphic novel

Ed eccomi qua, dopo un mese esatto dalla mia ultima comparsa nel blog.
Forse un giorno di questi parlerò anche dei perché e percome della durata del mio silenzio, ma non adesso. Se lo facessi ora, non farei altro che rinviare ciò di cui vi voglio parlare: il mio incontro con le graphic novel.
Sì, perché io le ho sempre evitate-snobbate-ignorate.
Le ho sempre ritenute una scappatoia per i più pigri. Per chi non ha voglia di affrontare pagine fitte di parole ma ha bisogno di pause fatte di immagini e colori, ha bisogno di più respiri tra una battuta e l'altra.
Le ho sempre considerate non paragonabili al romanzo, genere narrativo che prediligo da sempre, perché troppo sbrigative e poco descrittive.
Io ho bisogno di parole laddove altri hanno bisogno di immagini. Io, le immagini, preferisco che si formino nella mia mente grazie al talento di chi sa usare le parole e sa far apparire ciò che racconta.
E poi.
E poi mi ritrovo a leggere ben tre (tre! insomma, un inizio col botto) graphic novel e inizio ad ammorbidirmi.
A pensare quasi che possano essere equiparate a delle opere d'arte, se ben disegnate e ben raccontate.
Che una graphic novel possa incatenare il lettore tanto quanto un romanzo. 
Ma se continuo a chiacchierare così, non riesco nel mio intento: parlarvi dei tre volumi cui mi sono dedicata. Parlarvene da ignorante, da lettrice alle prime armi. 

La lega degli Straordinari Gentlemen, di Alan Moore e Kevin O'Neill

Folgorante è stato l'incontro con Alan Moore e Kevin O'Neill e la loro Lega degli Straordinari Gentlemen
Avevo già avuto a che fare con questi straordinari tizi attraverso l'adattamento cinematografico di Stephen Norrington, cui mi ero dedicata solo perché ho sempre avuto un debole per Sean Connery (e questo è stato il suo ultimo film prima di ritirarsi dalle scene, sigh sigh). Bè, Sean Connery o meno, il film non mi era piaciuto per niente. Potevo pertanto dare alla storia l'occasione di riscattarsi. Ci è riuscita. 
Questo è solo il primo di una serie di volumi che hanno per protagonisti questi personaggi letterari famosi. Ci troveremo di fronte a una alleanza tra persone del calibro di Mina Murray, la coraggiosa - e per me sempre inquietante -. protagonista di Dracula, di un Capitano Nemo, dato ormai per morto, di un Mr Jekill in fuga e di un Alan Quartermain in età ormai avanzata (o almeno così appare dai disegni).
Non sono gli unici personaggi celebri che si incontrano tra le pagine del primo volume, ma non voglio elencarli tutti: uno dei piaceri di questa lettura è stato proprio il riconoscere un nome, o tentare di ricordarne un altro, e magari fermarsi un attimo per andare alla ricerca di quell'altro ancora. Alan Moore gioca col lettore non permettendogli mai di riposare la mente e rilassarsi tra le pagine: la sua narrazione tiene svegli, ci invita a pensare-ricordare-collegare, ci chiama a diventare parte di quella particolare lega. E ci aiuta con la matita di O'Neill che ci presenta immagini spesso crude e violente, una matita che ha un forte impatto su di noi. 
Anch'essa ci obbliga a guardare, a cercare qualcosa che a un primo sguardo non abbiamo notato, a soffermarci su particolari che, se ci sono sfuggiti, ci penserà uno dei personaggi a sottoporre alla nostra attenzione. 
La lega degli straordinari gentlemen è un continuo gioco di ammiccamenti e rimandi tra chi scrive e chi disegna. e il lettore è chiamato a fare la sua parte.
Vorrei essere un'esperta del genere, soffermarmi su particolari, dettagli... ma non so dire di più. Per rendere l'idea di quanto mi sia piaciuto questo volume, posso solo dire che la mia posata e riflessiva reazione - tra me e me - è stata "ma cavolo, è una figata!" 
E questo l'ho pensato-esclamato solo sfogliandolo, prima ancora di iniziare a dedicarmici. Poi è stato amore. È stato voglia di leggere tutta la saga, di riempirmi gli occhi di queste storie dal sapore vittoriano e fantastico. 
(Se leggerò e vi parlerò del secondo volume, magari spenderò qualche parola in più sulla storia... ora sono tutta presa solo dalla bellezza della cosa!). 


Orgoglio e pregiudizio, di Jane Austen e Nancy Butler e Hugo Petrus

Secondo incontro, più desiderato e atteso, è stato con la graphic novel di Orgoglio e pregiudizio pubblicata dalla Marvel. Non mi ritengo una Janeite né posso dire che il romanzo in questione della Austen sia il mio preferito, pur apprezzandolo, ma mi ritrovo ogni volta ad appassionarmi agli adattamenti che ne vengono fatti. Non potevo quindi farmi sfuggire questa occasione. 
Se avete letto qui su la mia reazione alla novel di Moore ("è una figata!") quando mi sono ritrovata tra le mani questo volume la mia reazione è stata di amore e tenerezza. Come se fosse un qualcosa da abbracciare e carezzare. Insomma, l'impatto visivo è stato di innamoramento. E contavo che la lettura avrebbe fatto nascere l'amore. 
Bè, vi dico subito che l'amore non è nato. Non che sia stata una delusione, anzi, ma avevo aspettative diverse. Mi aspettavo qualche differenza sostanziale col romanzo, qualche battuta sagace introdotta qua e là, mi aspettavo l'elemento che mi facesse riconoscere e apprezzare il volume per l'originalità. Quel che ho trovato, invece, è stata la più cieca fedeltà al romanzo. Cosa che, ovviamente, non è certo un difetto né un male - e l'autrice nella prefazione ne spiega anche le ragioni - ma va in contrasto col mio modo di considerare gli adattamenti, di qualsiasi genere essi siano. L'adattamento secondo me deve recare la firma di chi lo produce, la sua visione, la sua interpretazione dell'opera e non si deve limitare a esserne una copia. Ma so che non tutti la pensano in ugual modo, anzi. 
Perciò nulla da dire sulla storia, universalmente conosciuta, quanto ai disegni... si passa da disegni stupendi e meravigliosi a disegni fuorvianti. Le sorelle Bennett hanno bocche e occhi che, non so come spiegare, ma le fanno apparire ben diverse dalle persone che la Austen ci ha descritto. Questo perché il disegnatore, Hugo Petrus, bè, ha una visione delle persone presenti nel romanzo ben diversa da quella che ne ha il lettore medio. Quell'adattamento personale, quell'originalità che ho trovato assente nella storia perciò la fa da padrona nei disegni, creando un equilibrio non troppo stabile. E quella cover, responsabile del mio colpo di fulmine, scopro non esser stata disegnata da Petrus ma da Sonny Liew, l'illustratore del secondo volume dedicato ai romanzi Austeniani, Ragione e Sentimento. Ecco, forse l'amore scoppierà con lui. Ci conto. 

La memoria dell'acqua, di Mathieu Reynès e Valérie Vernay

Ultimo incontro, piacevole e tranquillo, è stato con La memoria dell'acqua, di Mathieu Reynès e Valérie Vernay, pubblicato dalla simpatica Tunué - non li conosco personalmente, ma dalle loro pubblicazioni devono essere tipi davvero simpatici, questi Tunué.
La storia racconta di una mamma e una figlia che traslocano nel luogo dove la mamma è cresciuta da bambina, in un piccolo paese di pescatori. La figlia è attratta dall'acqua, da segni misteriosi che vede intorno al faro e da un uomo ancor più misterioso che vi abita. La storia è semplice, a tratti riesce a mettere un po' di inquietudine grazie all'efficacia delle immagini e al non detto dei dialoghi, e resta decisamente impressa. Tra le tre novel di cui vi ho parlato, questa è stata la prima che ho letto ed è trascorso più di un mese da allora: nella mia mente sono ancora ben vivide le immagini, i colori, e quel mare blu, così familiare nella mia quotidianità. 
La storia è efficace, sia dal punto di vista narrativo che grafico, è semplice ma profonda e i disegni sono tali da essere facilmente amati dai più giovani senza essere snobbati da persone più adulte. Ho trovato La memoria dell'acqua un racconto atemporale ma attuale e, nonostante la presenza del fantastico, anche genuino e credibile. E non posso che consigliarlo.


Termino qui la mia graphic-esperienza. Non so se sarò mai esperta del genere, anche perché, pur essendomi piaciuto dedicarmici, non è riuscito a soppiantare la mia preferenza per il romanzo tout-court. 
Ma è stato piacevole farsi intrattenere da parole e immagini, perciò credo che ogni tanto lo rifarò. 
Anzi, colgo l'occasione: qualche graphic novel da consigliarmi?




mercoledì 21 agosto 2013

(Poche) Uscite (ma interessanti) di fine agosto

Avrei potuto rompere il silenzio estivo con qualche post più interessante, più personale, più incentrato sulle letture fatte e non su quelle che potrei/vorrei fare. Lo so. Ma sono ancora mentalmente in vacanza, il mio cervello è ancora disteso in spiaggia, la mia mente è ancora a nuoto e insomma, anche se il corpo è qui, proprio non ce la fa a elaborare pensieri di senso compiuto se la testa è felicemente e ostinatamente altrove.
Mi limiterò perciò a parlarvi delle uscite della fine del mese di agosto: non sono tante (o almeno io non ne ho trovate tante come al solito. O meglio, ne avrei trovate tante altre ma si trattava - per me - soprattutto di cavolate di scarso interesse).
Nessun Neri Pozza in vista, nessun Marcos y Marcos all'orizzonte: se siamo in cerca di novità, ad agosto dovremo rivolgerci ad altre case editrici e non ai nostri book-dealer di fiducia.
Il primo libro che ho trovato e mi ha colpita è il primo che presento qui sotto: I mastini di Dallas di Peter Gent. Gent non è nato come scrittore ma come giocatore di football e la storia che racconta è in parte autobiografico. Non parla solo di football ma di tutto ciò che gira intorno a quel mondo. Il libro uscì nel 1973 e ne fu ricavato anche un film. Non sono un'appassionata di sport in generale tanto meno di football in particolare ma mi appassionano molto i romanzi che parlano di chi ha vissuto per lo sport. Il libro di Gent è ufficialmente in wish list.
Tra le prossime uscite non ci saranno le case editrici che ho citato su, ma c'è un romanzo dell'Astoria per cui vado sbandierando il mio amore ormai da tempo. Voliera estiva parla di due sorelle dai caratteri diversi e dai destini opposti. Parla della situazione femminile nella metà del '900. E, cavolo, a me bastano le poche frasi della trama per desiderare di leggerlo. Non dico che lo prenderò immediatamente, perché ci sono altri romanzi Astoria cui darò la precedenza, ma ormai è registrato nella mia mente e nella mia lista.
C'è poi Chi resta deve capire di Cristina Lio. Non avevo mai sentito nominare l'autrice, e mentre mi informo scopro essere una scrittrice al suo esordio. Ma scopro qualcosa di più: la Lio ha vissuto in una comunità d'accoglienza fondata da un gruppo di persone disabili e non (tra cui i suoi genitori) in Calabria. E questa parte della sua biografia la si ritrova nella trama del romanzo. Mi fa venire voglia di storie vere. Anche se difficili, anche se pesanti. Ogni tanto ho bisogno di leggere di dolore e degli schiaffi della realtà.
Ben quattro romanzi li ho inseriti sulla fiducia. Fiducia verso gli autori di cui ho già letto altri romanzi e non voglio perdermi i nuovi.
Di Jonathan Coe ho letto quasi tutti i libri alternando momenti di appassionato amore verso alcuni titoli a estrema indifferenza verso altri. Ma Expo 58 non posso e non voglio perdermelo. Ambientato a Bruxelles (città che adoro), in occasione dell'Exposition Universelle (evento che ha per me del magico), durante la guerra fredda (periodo storico che mi piace ritrovare nei libri o, ancor di più, al cinema): spero sia il Coe che mi ha entusiasmata con La banda dei brocchi, La famiglia Winshaw, La casa del sonno. Tra una settimana lo saprò.
Quanto a Sophie Kinsella, io la adoro. È intelligente, è ironica, sa creare dei libri leggeri e piacevoli senza bisogno di ricorrere alle strategie di mercato per vendere. L'ideale sarebbe leggere un suo romanzo ogni estate: uno all'anno è la dose giusta. E per quest'anno io avrei già dato, perciò il suo nuovo Fermate gli sposi! potrebbe andar bene per l'estate prossima. (Ma chissà, potrei anche aver voglia di fare un'eccezione e di bissare).
Di Paul Torday ho letto un solo romanzo finora, Il destino di Hartlepool Hall: niente di eccezionale ma comunque carino. La mia curiosità maggiore è per Pesca al salmone nello Yemen, di cui tanto si è parlato, ma visto che sta per uscire Una luce nella foresta, ne approfitto per rispolverarlo un po'. Scrittore britannico dotato di ironia e trovate interessanti, continuo a tenerlo d'occhio costantemente, senza però aver capito se sia degno di tanta attenzione o meno. Insomma, se non mi decido a leggere almeno un altro suo romanzo, non potrò mai capirlo.
C'è poi Paola Calvetti, di cui ho apprezzato Olivia ovvero la lista dei sogni possibili. Parlo d'amor con me ha una trama romantica e sognante, un po' come mi sembra essere l'autrice dai suoi post sui vari social network. Cover e storia mi hanno incantata in pochi secondi.
Infine non potevo non segnalare uno stupendo romanzo di Dumas, L'arciere del Reno, pubblicato dalla casa editrice Donzelli che mette sempre tanta cura nella creazione dei suoi volumi. Essendo io fissata con Dickens e Dumas, tra i classici, non posso che essere entusiasta per questa uscita e cominciare a spargere la voce tra parenti e amici affinché me lo regalino alla prima occasione (il prezzo non è dei più amichevoli, è vero, ma non si tratta di un volume qualunque. Se avrete la possibilità di osservarlo in libreria, concorderete con me che siamo di fronte a un Signor Libro. - e no, non l'ho ancora visto materialmente, ma ho visto il lavoro che la Donzelli ha fatto col Cavaliere d'Harmental. Insomma, chapeau.)
Segnalo poi La lega degli straordinari gentlemen, vol.1. Non sono un'appassionata di graphic novel, non ero neanche una simpatizzante. Né so se lo diventerò. Però sto diventando possibilista. Insomma, se ne leggessi una tantum non mi accadrebbe nulla di tragico, vero? Questa di Alan Moore mi ispira perché... beh, è Alan Moore! Sarò pure ignorante in materia, ma lui lo conosco. E poi ho visto il film che fu tratto dal fumetto e no, a dire il vero non mi piacque, ma poteva avere delle potenzialità. Che siano nel fumetto? Che la storia sia stata banalizzata? Insomma, uno sguardo voglio darglielo, poi chissà. Potrei esserne rapita e voler continuare fino alla fine. O potrei stopparmi al primo volume. Ma merita una possibilità.
Se vi dico che invece per La vergine dei sussurri sono stata attratta anzitutto dalla cover piuttosto che da titolo, trama e tutto il resto? Ok, ve lo dico. L'immagine è bellissima, mi piace ed è grazie a quell'immagine che il libro viene inserito in questa lista. Poi chissà...

Ecco qui, finita la lista dei romanzi in uscita la prossima settimana. Il grosso delle novità è previsto per settembre, ma non voglio ancora pensarci. Mi piace quando le novità sono poche e posso pensare di riuscire a prenderle, nel tempo tutte.
Intanto cerco di richiamare al lavoro il cervello e di iniziare a parlarvi delle mie letture estive. Che sono state tante e meravigliose, e mi hanno messo addosso una enorme voglia di libri belli. Da leggere e da far leggere. Ma sarà per il prossimo post.
Buone letture!


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I mastini di Dallas
Peter Gent
Phil Elliott ha le «migliori mani di tutta la Nfl», il corpo devastato dai placcaggi e il problema di riprendersi il posto da titolare nell’attacco dei North Dallas Bulls. Pur di giocare è disposto a convivere con «paura e dolore», a imbottirsi di analgesici e fabbricarsi protezioni artigianali, più sottili della norma, in modo da recuperare la velocità che ha perso per via degli infortuni. Dopotutto il football è la sua vita. Ma il «vero divertimento» va in scena nell’attesa tra una partita e l’altra, con le groupie e i parassiti che circondano il club, le rivalità tra i giocatori, il braccio di ferro con i dirigenti, i postumi di un matrimonio fallito, le dosi di speed e mescalina per tirare avanti: un vortice di autodistruzione da cui Phil sembra poter fuggire solo grazie a Charlotte, una vedova di guerra incontrata per caso in uno dei deliranti festini della squadra. Attraversato dalle canzoni di Bob Dylan e dei Rolling Stones e dal soffio libertario della controcultura, I mastini di Dallas racconta l’altra faccia dello sport, mettendo a nudo le logiche del business milionario dietro le carriere degli atleti. Nel mondo del football Gent proietta con effetti grotteschi – come fa DeLillo in End Zone – le paranoie e le distorsioni di quel «complesso tecnomilitare» che era l’America ai tempi del Vietnam.
Edizioni 66thand2nd. €18,00. 29 agosto


Fermate gli sposi!
Sophie Kinsella
Lottie è stufa di avere lunghe relazioni con fidanzati che sul più bello non se la sentono di impegnarsi davvero con lei. Vuole assolutamente sposarsi. Così, dopo l'ennesima delusione, decide su due piedi che è ora di passare all'azione e accetta di convolare a nozze con Ben, un flirt estivo conosciuto per caso su un'isola greca molti anni prima e mai più rivisto. Ben si è appena rifatto vivo e basta una cena per fare riscoccare la scintilla tra i due: perché perdere tempo in inutili preparativi? Presto, ci si sposa in quattro e quattr'otto e via per un'indimenticabile luna di miele nell'isola greca che ha visto nascere il loro amore. Ma non tutti la pensano come loro: Fliss, la sorella di Lottie, e Lorcan, il socio in affari di Ben, sono contrarissimi e preoccupatissimi. Bisogna intervenire subito! I due sabotatori partono all'inseguimento dei neosposi, che vanno fermati a tutti i costi. Le conseguenze saranno per tutti disastrosamente comiche.
Edizioni Mondadori. €20,00. 27 agosto


Expo 58
Jonathan Coe
L'Exposition Universelle et Internationale de Bruxelles del 1958 è il primo evento del genere dopo la Seconda guerra mondiale. La tensione politica tra la Nato e i paesi del blocco sovietico è al suo culmine. In piena Guerra fredda, dietro la facciata di una manifestazione che si propone di avvicinare i popoli della Terra, fervono operazioni d'intelligence in cui le grandi potenze si spiano a vicenda. Incaricato di sovrintendere alla gestione del pub Britannia nel padiglione inglese è un giovane copywriter del Central Office of Information di Londra, Thomas Foley, che si trova così catapultato al centro di un mondo d'intrighi internazionali di cui diventa un'inconsapevole pedina.
Edizioni Feltrinelli. €17,00. 28 agosto


Voliera estiva
Margaret Drabble
Due sorelle: Louise, bellissima e sofisticata; Sarah, spiritosa e intelligente. Il loro rapporto è da anni all’insegna dell’incomunicabilità. Louise sposa a sorpresa Stephen Halifax, ricco scrittore di rara antipatia, e i due scompaiono per mesi in viaggio di nozze. Sarah, laureata a pieni voti a Oxford, decide di trasferirsi a Londra, dove trova un modesto lavoro alla BBC e condivide un appartamento con un’amica. La vita domestica la deprime: lavare i panni, aprire scatolette di cibo non fanno per lei. D’altra parte, “se non peli tu le patate, nessuno lo fa al posto tuo”. Sarah talvolta pensa che il matrimonio potrebbe risolvere tutti i suoi problemi: non dovrebbe più andare da sola alle feste né fare un lavoro noioso nonostante la prestigiosissima laurea. Poi Louise torna, Sarah è invitata a un suo party, e comincia a percepire che il matrimonio della sorella non funziona. Voliera estiva, scritto nel 1963, è un romanzo brillante e acuto che mostra una società dove finalmente alle donne è concessa la possibilità di un’educazione superiore. Peccato che nessuno abbia pensato cosa fare dopo di queste giovani donne. Neppure Sarah: l’idea di una carriera le pare estranea, l’alternativa classica e ancora in voga, il matrimonio, la attira e la repelle allo stesso tempo; se ci fosse, prenderebbe una scorciatoia. Ma sembra non esserci.
Edizioni Astoria. €17,00. 28 agosto

Chi resta deve capire
Cristina Lio
La protagonista di questa storia è una ragazzina che vive nella Calabria degli anni ‘80, in una comunità d’accoglienza. Protagonista insieme a lei è un’umanità variegata fatta di disabili, tossicodipendenti, preti, obiettori, volontari, che attraverso il suo sguardo ironico e disincantato sono insieme adulti e bambini, forti e fragili. La loro è una quotidianità speciale, a tratti buffa, a tratti dolorosa, piena di domande a cui la bambina, nella sua inconsueta forma di solitudine, non riesce a trovare risposta. Un giorno in comunità arriva Veronica, una giovane tossica con un talento speciale per il disegno e una grande carica vitale. E la bambina si lega intensamente a lei, in un rapporto che la porterà a uscire pian piano dal proprio guscio e a incamminarsi nella vita adulta con un senso nuovo dell’affetto e della perdita. La storia di una vita fuori dal comune che, mettendo il lettore di fronte alle sue responsabilità, costringe ad aprire gli occhi su un’umanità dolente e coraggiosa.
Edizioni E/O. €16,00. 28 agosto


L'arciere del Reno
Alexandre Dumas
«E i quattro arcieri che rimanevano in lizza erano l'oggetto di tutti gli sguardi. Tre di loro avevano già raggiunto la fama per aver disputato e vinto numerosi premi. Del quarto, che era anche il più giovane, tutti si chiedevano quale fosse il nome». «Sul finire dell’anno 1340, in una fredda ma ancora bella notte d’autunno, un cavaliere percorreva il sentiero che costeggia la riva sinistra del Reno. La luna cominciava a irradiare la sua luce d’argento; e noi approfitteremo di quel furtivo raggio di luce per dare una rapida occhiata al notturno viaggiatore»… L’inquietante sospetto di una falsa paternità e di un matrimonio tradito. La rabbia. La sete di vendetta. È questa la temperie di sentimenti che il conte Ludwig di Godesberg rivela all’amico Karl di Hombourg – il cavaliere in cui si è imbattuto il lettore alle prime righe. A fare le spese delle inquietudini e dei sospetti di Ludwig è il figlio Ottone, che viene rinchiuso in monastero, al pari di sua madre, confinata in un convento. Saranno le acque del Reno a salvare Ottone, che gettandosi da una finestra si darà alla fuga e si unirà a una banda di arcieri. L’abilità con l’arco sarà l’arma del suo riscatto che, di torneo in torneo, in una serie di riti d’iniziazione, lo porterà alla scoperta del coraggio, dell’amore, dell’onore, della lealtà e dell’amicizia. Questo racconto dumasiano degli esordi, scritto nel 1838, inaugura uno dei temi preferiti dal suo autore: quello della vendetta, che toccherà il culmine nel Conte di Montecristo. Anche Ottone, infatti, alla fine getterà la maschera e svelerà la sua nobile identità, celata a lungo sotto un’austera armatura e dietro un leggendario scudo fregiato da un cigno altero. Ma a conquistare il cuore della bella Elena ci aveva già pensato la nobiltà del suo animo, prima che quella dei suoi natali… Una storia che, al susseguirsi di emozioni e colpi di scena, unisce le tinte fosche del romanzo cavalleresco, in cui spiriti maligni e benigni tramano e si scontrano per determinare i destini all’ombra del vecchio castello sul Reno. Alle avventure di Ottone seguono quelle del primo conte di Fiandra, Lyderic, narrate nel secondo racconto dumasiano tradotto in questo volume, scritto nel 1839. Cresciuto in una foresta e allattato da una cerva, il conte Lyderic, spinto dal desiderio di conoscere le sue vere origini, parte per un lungo viaggio che lo condurrà fino in Scozia e in Islanda. Lotte contro i draghi, vendette, duelli, segreti inconfessabili: i migliori ingredienti del romanzo dumasiano, a comporre un intreccio che spinge inesorabilmente il lettore a sognare sul filo delle pagine.
Edizioni Donzelli. €23,00. 28 agosto

Parlo d'amor con me
Paola Calvetti
Unica al mondo nel suo genere, la Casa di Riposo Giuseppe Verdi è considerata l'ultimo capolavoro del Maestro di Busseto, che dedicò a questo progetto gli ultimi due anni della sua vita, prima di morire nel 1901. "Delle mie opere, quella che mi piace di più è la Casa che ho fatto costruire a Milano per accogliervi i vecchi artisti di canto non favoriti dalla fortuna, o che non possedettero da giovani la virtù del risparmio. Poveri e cari compagni della mia vita! Credimi, amico, quella Casa è veramente l'opera mia più bella": così scrive Verdi in una lettera. E così, ancora oggi, tutti a Milano sanno dove si trova Casa Verdi, tra le cui mura austere e accoglienti vivono decine di anziani musicisti, ciascuno con un suo appartamento privato ma riunendosi per le occasioni conviviali, dai pasti ai molti concerti. Bartolomeo, il tenore ultranovantenne, Piera, che muove ancora con grazia le mani sul pianoforte, Kimiko, soprano giapponese, Luisa, la famosa Annina che fece la Traviata insieme alla Callas, e tanti altri... Tra gli ospiti di questa Casa speciale si muove in punta di piedi Ada, la cameriera, che entra in contatto con tutti e si fa raccontare le loro vite incredibili e le loro passioni non sopite. Come la musica, che non teme il tempo, come l'amore, che può (ri)nascere anche tra le pareti di Casa Verdi
Edizioni Mondadori. €10,00. 27 agosto

Una luce nella foresta
Paul Torday
Cover originale
Norman Stokoe nella sua lunga attività di tranquillo funzionario statale non ha mai preso decisioni affrettate, ha sempre avuto una vita privata molto solitaria e tanto tranquilla quanto gli incarichi che ha ricoperto nel corso della sua carriera. Quando viene promosso responsabile del dipartimento per la sicurezza dell’infanzia, si trasferisce nella regione del Northumberland, restando in attesa che l’ufficio da lui diretto diventi davvero operativo. Nel frattempo viene però coinvolto suo malgrado, da un giornalista che sta per essere licenziato e da una madre sconvolta dal dolore, nel caso di due bambini scomparsi. Da quel momento Norman si troverà ad affrontare qualcosa di assolutamente sconosciuto per lui e sarà testimone di avvenimenti talmente sconvolgenti che non solo gli faranno mettere in discussione il sistema di cui ha fatto parte finora, ma cambieranno per sempre la sua stessa visione della vita.
Edizioni Elliot. €18,50. 28 agosto

La vergine dei sussurri
Carole Martinez
Siamo nella Francia del XII secolo, e Esclarmonde scandalizza la nobile società medievale rifiutandosi di pronunciare il "sì" davanti all'altare. Sceglie invece di dire no: agli uomini, a suo padre, alle tradizioni e a un matrimonio forzato. Rinuncia alle nozze con il giovane e bel Lotario, va contro la volontà del padre, signore temuto del castello, e chiede invece il rispetto della sua scelta di reclusione volontaria in una cella murata, dove nella più buia solitudine si voterà a Dio. Quella che appare come la morte per una ragazzina di quindici anni si trasforma invece in un ritorno alla vita. La sua cella infatti è presto meta di pellegrinaggio per centinaia di fedeli che vanno da lei per lasciarle un messaggio, un sussurro, e riceverne in cambio conforto e salvezza. Quel luogo di reclusione diventa allora per Esclarmonde un crocevia che unisce il suo destino a quello del mondo, la realtà dei vivi con il luogo dei morti, e trasforma l'immobilità in un viaggio interiore senza confini. Profetessa di anime, abitata da ciò che sente e da ciò che vede con gli occhi dello spirito, Esclarmonde sembra l'incarnazione di un miracolo. E del miracoloso ha anche la nascita, in quella cella murata, di suo figlio...
Edizioni Mondadori. €12,00. 27 agosto

La lega degli straordinari gentlemen: vol.1
Alan Moore, Kevin O'Neill
Londra, 1898. L'età vittoriana è prossima alla sua conclusione e il ventesimo secolo si avvicina. E' un tempo di grandi cambiamenti e un'epoca di ristagno, un periodo di casto ordine e di ignobile caos. E' un'era alla quale servono campioni. Allan Quatermain, il Capitano Nemo, Hawley Griffin, il Dr. Henry Jekyll, Mr Edward Hyde e Mina Murray sono questi campioni e insieme costituiscono la Lega degli straordinari gentlemen. Un romanzo grafico spettacolare dall'autore di "V for vendetta" e "From hell". Da questo fumetto è stato tratto il film della 20th Century Fox con Sean Connery.
Edizioni Bao publishing. €19,00. 29 agosto