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venerdì 26 aprile 2013

Recensione: Ogni giorno di David Levithan

Titolo: Ogni giorno
Titolo originale: Every Day
Autore: David Levithan
Traduttore: Alessandro Mari
Editore: Rizzoli
Pagine: 378
Prezzo: €15,00
Isbn: 9788817065337
Data di pubblicazione: 24 Aprile 2013

Valutazione:

Trama
Da quando è nato, A si risveglia ogni giorno in un corpo diverso. Per ventiquattr'ore abita il corpo di un suo coetaneo, che poi è costretto ad abbandonare quando il giorno finisce. Affezionarsi alle esistenze che sfiora è un lusso che non può permettersi, influenzarle un peccato di cui non vuole macchiarsi. Quando però conosce Rhiannon, chiudere gli occhi e riprendere il cammino da nomade è impossibile: per la prima volta innamorato, A cerca di stabilire un contatto, di spiegare la sua maledizione, fino a convincere Rhiannon che è tutto vero, che quello che ogni giorno si presenta da lei è la stessa persona, anche se in un corpo diverso. Rhiannon s'innamora a sua volta dell'anima di A, ma dimenticare il suo involucro è difficile, e pian piano la relazione con i mille volti di A si fa più delicata di un vetro sottile. Nel disperato tentativo di non perderla, A tradisce le sue regole, inizia a lasciare nelle esistenze quotidiane tracce e strascichi del suo passaggio, e qualcuno se ne accorge...

Recensione
Il mio primo e unico incontro con David Levithan non era stato troppo entusiasmante. L'ho conosciuto leggendo un libro scritto in coppia con John Green, il libro in questione si intitolava Will ti presento Will, da cui non avevo ricavato un'impressione troppo positiva. Anzi. Avevo attribuito la colpa alla scrittura a quattro mani e avevo dimenticato l'esistenza dell'autore. (Lo so, ha scritto anche altro, ma dopo quell'occasione non mi è mai venuta la curiosità di approfondire la sua conoscenza).
Ora David Levithan si ripresenta con un nuovo romanzo che ha come target gli adolescenti. Uno young-adult  a tutti gli effetti, discostandosi però da quella letteratura di consumo degli ultimi anni che sembra elaborata a tavolino per colpire e affondare i suoi destinatari. Ogni giorno parte da una bella idea ma non riesce a svilupparla con l'originalità che avrebbe meritato. Aggiungiamo poi che la scarsità di informazioni, dei perché e dei per come accadano determinati eventi, rende la lettura poco convincente e tutta la narrazione perde - per me lettrice fin troppo esigente - gran parte della sua forza. 
Protagonista di Ogni giorno è un ragazzo, un sedicenne, che chiameremo semplicemente A. data l'assenza del suo vero nome, che ogni mattina della sua vita si sveglia nel corpo di qualcun altro e per quel giorno dovrà vivere la vita di quella persona fino alla mezzanotte. A. si ritrova a saltare da un corpo all'altro, da una città all'altra sapendo che c'è un'unica costante: i corpi che abiterà apparterranno esclusivamente a dei coetanei. Perciò si ritrova immerso nella vita di ragazzi e ragazze di ogni religione e razza, che siano malati e depressi, felici e sicuri di sé, che siano drogati all'ultimo stadio o semplicemente innamorati, che siano etero o gay: A. accetta la quotidianità di chiunque gli capiti, senza esprimere giudizi o fare discriminazioni, ma pronto a viverla, a prenderne il positivo, a imparare qualcosa, a maturare. 
Ecco, a me una trama così in un romanzo destinato a degli adolescenti non dispiaceva troppo: so che sembra recare in sé necessariamente un intento educativo, un messaggio da passare e far recepire e che possa far storcere il naso, ma in questo caso che ben venga. Ogni tanto c'è bisogno anche di libri del genere, se ben scritti e con storie meritevoli. La storia però dichiara immediatamente la sua natura: se voi lettori vi aspettate un romanzo che possa essere di formazione e crescita, se cercate un personaggio che parte da un punto della sua vita e arriva a un altro attraversando momenti catartici, bé, perdete ogni speranza. 
Qui il centro di tutto è l'amore, l'amore, l'amore. 
Amore che non vede limiti, non vede ostacoli, amore che ha bisogno di andare oltre lo spazio, oltre le barriere fisiche e mentali, oltre ogni pregiudizio. Il protagonista si innamora fin dalle prime pagine e userà ogni corpo che indosserà per cercare la sua amata, per convincerla a innamorarsi, per farle capire che l'amore va oltre. 
Leggendo il romanzo, sono stata combattuta fino alla fine, oscillando tra "speriamo che ci sia la svolta matura, realistica e credibile" e il "No, belle frasi, bei pensieri, ma tutto fumo e niente arrosto. Non mi convinci per niente". 
Alla fine della lettura, sono i difetti della storia che mi sono saltati agli occhi più che i pregi. 
A partire dall'idea: ingenuamente la trovavo il punto forte e originale del romanzo anche se poi lo sviluppo non aveva saputo mantenere quella originalità. Leggo poi qui  la recensione di questa brava e simpatica blogger e scopro, o meglio ricordo - che lo vedevo anch'io, ma troppi anni sono passati - che l'idea l'aveva già avuta uno sceneggiatore televisivo in quella serie tv che ebbe un gran successo quando fu trasmessa, Quantum Leap. Accantono quindi i complimenti per l'originalità e mi butto sulla storia: l'ho trovata fin troppo ripetitiva, e pur sapendo che la trama necessita tale ripetitività, ritengo che potesse essere affrontata in maniera più piacevole. Ho trovato poi qualche forzatura nel voler necessariamente far capire come l'amore debba andare al di là delle apparenze e al di là delle differenze sessuali: all'autore interessa innanzitutto che il lettore comprenda che si può amare allo stesso modo sia uomo che donna, perché ciò che conta non è l'involucro ma ciò che lo abita. Purtroppo questo messaggio, invece di essere veicolato naturalmente, viene forzato, viene ripetuto a voce, viene più volte inserito nei dialoghi... insomma la volontà dell'autore di inculcarlo nella mente dei lettori gli ha fatto perdere una buona dose di spontaneità (se si considera poi che l'innamoramento di A. verso Rhiannon ha la velocità che potrebbe appartenere a un colpo di fulmine, la questione risulta ancora meno credibile. Prima ancora di capire davvero chi si nasconda dietro il bel volto della ragazza, A. è cotto. In uno sguardo d'insieme, mi è sembrata una scelta un po' incoerente.)
Aggiungiamo poi che Levithan vorrebbe spacciare l'amore tra A. e Rhiannon come il vero, il grande, l'unico Amore. Quando è successo? Come? Un rapporto che si sviluppa per il novanta percento del libro a senso unico dovrebbe poi risultare ai nostri occhi il vero amore solo perché a un certo punto vengono pronunciate le paroline magiche da entrambi? Io questo amore non l'ho visto, non l'ho sentito e non ci ho creduto. Non mi ha presa, non mi ha convinta. 
Ho dovuto perciò mettere da parte anche questo aspetto per riuscire a trovare qualcosa di convincente nel romanzo. E l'ho trovato, ma non è stato abbastanza. L'ho trovato nella volontà di Levithan di far vivere ad A., e quindi a me lettrice, l'esperienza di mettermi nei panni dell'altro. Di tanti altri. Esperienza che avrebbe potuto arricchirmi in mille modi diversi, avrebbe potuto insegnarmi come si soffre, come si ama, come si gioisce e come si tira avanti, come si sperimenta la perdita e il dolore, come si vive la spensieratezza e il benessere. Eppure. 
Eppure anche questo a un certo punto è diventato sfocato, è diventato lo sfondo dove il primo piano era riservato esclusivamente ai sentimenti per Rhiannon. Nel momento in cui si innamora, A. se ne frega di tutto il resto e le esperienze altrui contano ben poco. Che senso ha? Caro David Levithan, ma quanta confusione mi hai trasmesso con queste pagine? 
Avrei avuto bisogno, almeno alla fine, di qualcosa in più. Di una motivazione. Perché A. è così? Chi è? Un alieno, il diavolo, un'anima vagante, un fantasma? Qual è lo scopo della sua vita? Vagare per l'eternità di corpo in corpo? Trovare la sua vera forma? E poi, avrà mai la possibilità di morire? o scoprirà i mille diversi modi in cui si può morire?
Niente. 
Non ci sono risposte ed è inutile porsi domande.
Un romanzo, che per quante spiegazioni io cerchi di darmi, non riesco a comprendere. O forse ci sono riuscita, ma quel che ho capito non è bastato a risolvere la natura di Ogni giorno. Una storia che ha i suoi aspetti piacevoli, ma è insufficiente. Volevo di più.

martedì 5 marzo 2013

Inchiostro in avvistamento: i titoli di Marzo

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Una bella carrellata di titoli per il mese di marzo. 
In realtà ce ne sono ancora altri (tre o quattro, credo) di cui avrei voluto parlare ma, non avendo trovate informazioni dettagliate, preferisco rinviare la presentazione a quando sarò più certa dei dati che li riguardano. Questi sono i romanzi che nel mese di marzo hanno più attirato la mia attenzione, anche se non desidero tutti con la stessa intensità. 
Sicuramente il primo post nella wish list di marzo spetta a Il Weekend, nuovo romanzo di Peter Cameron. Ho letto i suoi precedenti tre, ammiro il suo stile e le sue storie, e non ho bisogno di riflettere se sia il caso o meno di leggerlo. Sarà mio senza dubbio. 
Secondo posto merita il romanzo della von Arnim, Una principessa in fuga, della quale mi sto lentamente innamorando: sono felice che la Bollati Boringhieri continui a tradurli con una velocità tale da non farmene mai sentire la mancanza. Anche i suoi romanzi li comprerei a scatola chiusa, finora non mi ha delusa. 
Salti di gioia li farò quando avrò tra le mie mani le illustrazioni di Benjamin Lacombe della sua Ondine: Lacombe si è guadagnato tutta la mia ammirazione per la sua arte e ogni sua pubblicazione ha un posto di riguardo nella mia libreria. 
La distopia gioca un ruolo importante in questo mese con ben tre titoli: The selection, Hybrid e Chaos. 
Sono ugualmente attirata da tutti e tre, anche se so che il rischio di cadere nel solito banale ya è alto. Ma lo correrò! Anger meriterebbe invece un discorso a parte non essendo ambientato in una società distopica. Ma  c'è da sottolineare che nella presentazione viene accostato ad Hunger Games, quindi forse ci sarà qualcosa che richiami le atmosfere del genere narrativo. 
Un occhio di riguardo va a Evelina e le fate di Simona Baldelli, finalista al premio Calvino 2012, e che appare come un romanzo profondo e delicato. 
Ho ritagliato uno spazio anche per Una piccola stella, romanzo di John Lindqvist, autore riconosciuto come tra i migliori nel genere horror, genere per cui non vado assolutamente pazza ma che ho saputo apprezzare nel suo più famoso Lasciami entrare. Ho deciso pertanto di dargli di nuovo l'occasione di stupirmi. 
Quanto ai titoli restanti, ognuno ha il suo perché nella mia testa e nel mio cuore: un libro mi ha incantata per la copertina (eh, ogni tanto mi capita, e se vi domandaste di quale parlo, sappiate che l'arancione è il mio colore preferito); un altro mi ha conquistata perché nel titolo c'è la mia città preferita; uno mi ha incuriosita perché protagonisti sono i libri; uno perché è scritto dalla regina del chick-lit anche se sotto mentite spoglie; uno perché ha per protagonista una ragazza con uno strano proposito, e un altro perché protagonisti sono degli anziani che sembrano davvero simpatici; uno perché ha le sfumature del classico, uno perché parla di amicizia, un altro perché il titolo è davvero carino ed è italiano (quindi nessuna traduzione fuorviante). 
Credo di aver detto tutto. E voi? Da quale titolo vi lascerete conquistare?





Sotto il cielo di Buenos Aires
Daniela Palumbo
1952. Addio, Italia. Un lungo viaggio su una grande nave dovrebbe essere un'avventura magica, un sogno ad occhi aperti per chiunque¿ Invece per Ines significa abbandonare tutto - la scuola, l'amore, l'adorata cavalla Lucerna - e partire con un grande punto interrogativo nella testa e un peso sul cuore. Destinazione: Argentina. A Buenos Aires non mancano colori e odori nuovi, idee e amicizie da scoprire, ma ben presto Ines incontra sulla sua strada una dittatura sanguinaria, e impara una parola che la segnerà nel profondo: desaparecidos . Si può davvero sparire per sempre? La ricerca della verità fa il giro del mondo e arriva ai nostri giorni, toccando le vite di Angela Maria, Ines, Estela, Luna, Pablo, tutti parte di un grande segreto da svelare e di un unico destino da ricostruire. Un romanzo che affronta con forza, intensità e speranza una delle pagine più crudeli della Storia.
Edizioni Mondadori. €15,00. 4 Marzo

Paris in love
Eloisa James
Paris in love racconta di un anno immensamente gioioso, che a volte mi capita di ricordare attraverso una nuvola di cioccolato e lingerie. Ma la gioia non veniva solo dal cioccolato. Circondati da persone che parlavano un’altra lingua, abbiamo iniziato a comunicare tra noi. Abbiamo costituito una piccolissima tribù che mangiava insieme, battibeccava insieme, soprattutto si divertiva insieme. Abbiamo imparato a sprecare il tempo, insieme. E poi ci siamo portati a casa la lezione. Per liberarsi dei ricordi (e dei fantasmi) del passato, Eloisa e suo marito Alessandro decidono di lasciarsi alle spalle la vita del New Jersey per tuffarsi nel sogno di un anno a Parigi. Giorno dopo giorno i ritmi e i sapori della città conquistano tutta la famiglia. Tra passeggiate al Bois de Boulogne, shopping alle Galeries Lafayette, assaggi di cioccolato e formaggi, Eloisa, a volte controllata al limite della mania, impara che non è necessario vivere momento per momento, ma che i momenti si possono anche buttare via senza che il mondo smetta di girare. Questa è la vera joie de vivre.Piacevole come una commedia di Woody Allen, romantico come Colazione da Tiffany, un quadro perfetto di una città magica, delizioso mix tra una guida turistico sentimentale e il romanzo autobiografico. Colori e profumi, cucina e abbigliamento, un vero atto d’amore nei confronti della Ville Lumière.
Edizioni Piemme. €17,00. 5 marzo


Chaos 
Lauren Oliver
Nel mondo di Lena l'amore è bollato come delirium, una terribile malattia che va estirpata da ogni ragazza. Lena non vede l'ora di ricevere la cura, perché ha paura di innamorarsi, ma proprio il giorno dell'esame conosce Alex, un ragazzo bellissimo e ribelle. L'amore tra Lena e Alex cresce ogni giorno di più, fino a che i due innamorati non decidono di scappara nelle Terre Selvagge. Ma purtroppo i piani non vanno come previsto... Lena si ritrova sola, senza Alex, che è rimasto dall'altra parte della rete, e senza la vita che conosceva. Vuole dimenticare quello che è successo, perché ricordare fa troppo male. Adesso è il tempo di farsi nuovi amici ed è il tempo di unirsi alla ribellione: contro chi vuole estirpare la possibilità di amare dal cuore di tutti gli uomini e contro chi le ha portato via Alex...
Edizioni Piemme. €17,00. 5 Marzo


Hybrid - Quel che resta di me
Kat Zhang
In un futuro distopico, ogni persona nasce con due diverse personalità, due anime. Con il passare del tempo, in modo naturale, l'anima dominante prende il sopravvento e quella recessiva viene dimenticata, scompare come un amico immaginario che ci ha tenuto compagnia solo nell'infanzia. Il sopravvivere delle due anime dopo la pubertà è illegale e visto dalla società come un'aberrazione da correggere. Ma in Addie, nonostante i suoi sedici anni, è ancora presente Eva, la sua seconda anima ancora attiva. È proprio Eva la voce narrante che ci fa vivere le emozioni dal suo punto di vista. Rannicchiata nella mente di Addie, Eva interagisce con l'altra parte di sé: come due vere sorelle si amano, si proteggono, ma possono diventare anche gelose l'una dell'altra. Nonostante tutti i tentativi per difendere e nascondere l'esistenza della debole Eva, il segreto di Addie viene scoperto e le due vengono rinchiuse in un agghiacciante centro per ibridi non resettati. L'unico modo per sopravvivere entrambe è una fuga impossibile.
Edizioni Giunti Y. €14,50. 6 Marzo


Evelina e le fate
Simona Baldelli
La narrazione si apre con una scena memorabile, l'arrivo degli sfollati: a Evelina pare che dalla neve stiano uscendo le anime dei morti. La bambina vede due fate: la Nera, dai tratti cupi, e la Scepa, la fata allegra, colorata, con una veste a fiori, che ride sempre. Nei dintorni del casolare girano i partigiani: il loro capo, il Toscano, ottiene dal padre di Evelina, che con loro simpatizza, del cibo. Evelina e i suoi fratelli Sergio e Maria trovano il cadavere di un tedesco ammazzato dai partigiani: la Nera li fa scappare in tempo, e li spinge a nascondersi, pochi attimi prima dell'arrivo dei tedeschi. In un succedersi incalzante di colpi di scena, sulle colline attraversate dalla linea gotica alle spalle di Pesaro, in attesa dell'arrivo degli Alleati, trascorre l'ultimo anno della Seconda guerra mondiale filtrato dallo sguardo magico dell'infanzia, e travolge tutta la famiglia di Evelina, padre e madre molto malata, i fratelli, e il segreto di una bambina ebrea nascosta sotto una botola dentro la stalla. Realtà e magia si mescolano e si intrecciano, facendo rivivere il mondo contadino e quello delle fiabe, l'intrico complesso della guerra civile e di quella mondiale. Lo stile asciutto, arricchito di elementi dialettali, rende il racconto più reale: parole magiche, parole amuleti, filastrocche, che aprono la porta al sogno o alla profezia. E alla comprensione possibile di quello che accade.
Edizioni Giunti. €12,00. 6 Marzo


Una principessa in fuga
Elizabeth von Arnim
La giovane principessa Priscilla è stanca, stanca morta della vita di corte, del protocollo, delle dame di compagnia e di tutti gli obblighi cui deve sottostare per il solo fatto di essere figlia del granduca di Lothen-Kunitiz. Così progetta la fuga da palazzo, una fuga inesorabilmente e frettolosamente anticipata non appena il granduca decide di dare Priscilla in moglie a un cugino. Accompagnano Priscilla il bibliotecario Fritzing – ufficialmente bibliotecario, in realtà una via di mezzo tra un padre, troppo assente quello vero, e la madre che Priscilla ha perso anni prima – e la cameriera Annalise, ignara del fatto che la principessa abbia deciso di trasferirsi in un piccolo cottage della campagna inglese soffocato dai rampicanti, senza servitù, per condurre finalmente una vita del tutto normale. Priscilla può adesso cominciare la vita che sogna da sempre: non avere nessun obbligo, se non quello di essere buona e aiutare i bisognosi. Ma la sua idea di bontà – distribuire banconote di grosso taglio tra i paesani allibiti, rimpinzare di dolciumi i bambini, somministrare del rum a una vecchietta malata – non è delle più canoniche. Neanche a dirlo, presto i sogni si infrangono: i soldi finiscono, la cameriera avvilita tesse un ricatto ai danni di Priscilla, le famiglie del villaggio mal tollerano lo scompiglio che l’arrivo della principessa ha portato con sé. Ma come in ogni fiaba che si rispetti, non manca il lieto fine. O quasi.
Edizioni Bollati Boringhieri. €16,50. 14 marzo

Anger
Isabel Abedi
Ce l'hanno fatta: tre settimane su un'isola deserta al largo di Rio de Janeiro, dove telecamere nascoste li riprenderanno ventiquattr'ore al giorno: saranno attori di un film dalla trama imprevedibile. Sono dodici ragazzi e ognuno di loro ha un motivo particolare per partecipare, sogni da coltivare e segreti da custodire. L'isola è un paradiso, ma il ruolo che i ragazzi scoprono di dover ricoprire è inquietante: undici vittime e un assassino... È solo un gioco, nessuno morirà per davvero, eppure quando Joker viene trovato sfracellato sugli scogli capiscono che il film dei loro sogni si è trasformato in un horror...
Edizioni Corbaccio. €16,40. 7 Marzo



Lo scaffale infinito 
Andrea Kerbaker
"Lo scaffale infinito" racconta l'amore per i libri nell'età moderna, dal XIV secolo ai giorni nostri. È un viaggio molto personale tra collezionisti, volumi e biblioteche del mondo, concepito come un'ideale staffetta in cui, per ogni epoca, il testimone viene portato da una figura chiave. Si parte da Francesco Petrarca e la sua straordinaria collezione di manoscritti e si viaggia nei secoli e nei luoghi, dall'umanesimo toscano fino al mondo globale del terzo millennio, attraverso l'Europa rinascimentale e la Russia degli zar, gli Stati Uniti della smodata crescita economica di fine Ottocento e la sciagurata parentesi nazista. Si alternano così personaggi come Hernando Colón, figlio illegittimo di Cristoforo Colombo, e Monaldo Leopardi, padre non amato di Giacomo, cardinali come Federigo Borromeo e Mazarino, industriali ricchissimi e attori squattrinati (i primi stampatori di Shakespeare), e decine di altre figure, tutte possedute dal "furore di aver libri" e dal desiderio di fondare una biblioteca. In conclusione, nume tutelare del collezionismo di oggi, Umberto Eco con la sua ecletticissima raccolta. A far da cicerone, l'autore con i suoi molteplici viaggi, incontri, esperienze, rivisitati all'insegna del mondo dei libri con un tono ironico, mai pedante.
Edizioni Ponte alle Grazie. €16,80. 7 Marzo



La piccola dea della fertilità
Paul Mesa
A Bianca ha ventisei anni ed è alta solo un metro e quarantanove centimetri, ma è grande abbastanza da desiderare il grande amore e la nascita di un bambino. Il piccolo albergo tedesco, curato e familiare, dove fa la cameriera, è la cornice delle sue stravaganti avventure. La sua mamma, che era di Lisbona e che l’ha soprannominata Bica come si chiama in Portogallo il caffè ristretto, è morta da tredici giorni quando comincia il romanzo, ma continua ad apparire alla figlia per ricordarle fiabescamente il fantastico potere della matermità. Bica, per assicurare agli ospiti dell’albergo una magica soluzione alle loro incertezze esistenziali, comincia a bucare tutti i preservativi che trova nei loro cassetti... Paul Mesa è riuscito a creare un personaggio nuovo, evocando con mano lieve le atmosfere nostalgiche del Portogallo, la sensualità degli aromi che si allacciano ai sentimenti, e ha dato vita a una nuova Amélie, leggera come una fata, pasticciona come una bambina, spiritosa e travolgente come una ragazza di oggi.
Edizioni Sperling & Kupfer. €15,90. 12 Marzo



The Selection
Keira Cass
In un futuro lontano, in un Paese devastato dalla guerra e dalla fame, l’erede al trono seleziona la propria moglie grazie a un reality show spettacolare. Per molte ragazze la Selezione è l’occasione di una vita. L’opportunità di sfuggire a un destino di miseria e sognare un futuro migliore. Un futuro di feste, gioielli e abiti scintillanti. Ma per America è un incubo. A sedici anni, l’ultima cosa che vorrebbe è lasciare la casa in cui è cresciuta per essere rinchiusa in un Palazzo che non conosce. Perdendo così l’unica persona che abbia mai amato, il coraggioso e irrequieto Aspen. Poi però America conosce il Principe Maxon e le cose si complicano. Perché Maxon è affascinante, dolce e premuroso. E può regalarle un’esistenza che lei non ha mai nemmeno osato immaginare…
Edizioni Sperling & Kupfer. €17,90. 12 Marzo



Una piccola stella
John A. Lindqvist
Mentre è a caccia di funghi in un giorno d'autunno, Lennart Cederström, un tempo famoso cantante pop, scopre una neonata avvolta in un sacchetto di plastica. Con un bacio, le ridà la vita, ma il primo grido della bambina lo sbalordisce: una nota perfetta, un puro e limpido mi risuona nella foresta. Un giorno Teres, cresciuta nascosta agli sguardi dei curiosi, diventerà famosa, lanciata sul palco di un concorso per talenti in erba. L'amicizia via internet con Teresa, una bambina sola e infelice come lei, creerà un legame potente e fortissimo: ormai adolescenti, le due ragazzine sono pronte a dar seguito al loro desiderio di vendetta.
Edizioni Marsilio. €19,00. 13 Marzo



Ondine
Benjamin Lacombe
Una fiaba romantica e gotica intrisa di fantastico, di sogno e di incanto. Nata in un palazzo di cristallo in fondo al mare, Ondine è una bellissima ninfa che si innamora del nobile cavaliere Hans di Ringstetten. Riadattando la novella dello scrittore bretone Friedrich La Motte-Fouqué, che per primo nel 1811 aveva tradotto in francese il mito tedesco, Benjamin Lacombe firma testo e illustrazioni di una favola dove amore e morte, fascino e paura, fantastico e bellezza si intrecciano continuamente. Mondi onirici, surreali e impalpabili sono interpretati da Lacombe con delicate tonalità preraffaellite, mentre rarefatti disegni su pagine trasparenti, che aggiungono magia alle illustrazioni, evocano l’evanescente mondo acquatico delle ninfe.
Edizioni Rizzoli. €18,00. 13 Marzo



La banda degli insoliti ottantenni
Catharina Ingelman Sundberg
Märtha e la sua banda di cinque simpatici vecchietti vivono in una casa di riposo. I loro giorni trascorrono all’insegna della noia e dell’avvilimento, specie da quando il nuovo proprietario dell’istituto ha tagliato tutte le spese: cibo, divertimenti e persino le decorazioni natalizie! Tanto che arrivano a pensare che starebbero meglio in prigione, dove almeno la mensa funziona. Perché allora non evadere e commettere una rapina, per venire incarcerati? Il primo colpo della scombinata gang non va però come avevano previsto, così decidono di rimediare pianificando il furto del secolo. Ma essere arrestati non è semplice come si immagina e quando finalmente finiscono al fresco si accorgono di aver sopravvalutato la vita e gli agi di quel “ricovero”. Anzi, tra rigide gerarchie, mafiosi slavi e criminali senza scrupoli che farebbero di tutto per impossessarsi del loro bottino devono far ricorso a ogni possibile stratagemma per uscirne incolumi. Dove porterà la rocambolesca avventura di questa banda di intrepidi Lupin dai capelli grigi? Chiunque li incontri farebbe meglio a mettersi al riparo... Evasi dall’ospizio, inseguiti dalla mafia, riusciranno a compiere il furto del secolo? Da questo romanzo la serie televisiva svedese presto in onda anche in Italia.
Edizioni Newton Compton. €12,90. 21 Marzo



A che gioco giochiamo?
Madeleine Wickham
È stato Patrick ad avere l'idea di invitare gli amici per un weekend di tennis e relax. Non vede l'ora di esibire la favolosa residenza di campagna acquistata grazie ai lauti guadagni della sua attività per così dire... spregiudicata di consulente finanziario. Ma alla bella moglie Caroline non ha rivelato il vero motivo di questa riunione a cui tiene così tanto. Caroline è una donna senza peli sulla lingua che conosce bene il caro maritino, quindi non si fa certo problemi a dire la sua in merito a questa iniziativa. È ben contenta di accogliere Stephen e Annie, i vecchi vicini di casa con qualche problema finanziario, un po' meno di vedere l'arricchito Charles e la sua aristocratica moglie Cressida, ed è scontentissima di dover avere a che fare con il competitivo e pedante Don, cliente di Patrick, e la sua sciocca figlia Valerie. Quando le quattro coppie si riuniscono, sembra già chiaro chi siano i vincitori e chi i vinti nella vita. Ma nel momento in cui la prima palla viene lanciata oltre la rete l'impeccabile campo da tennis in erba diventa teatro di qualcosa di molto diverso da un piacevole torneo fra amici. Ha inizio infatti una due giorni di ripicche, scenate e rivelazioni, culminante nell'arrivo di un ospite inatteso che sovvertirà completamente gli equilibri... In A che gioco giochiamo? Madeleine Wickham racconta senza mai perdere l'usuale leggerezza il rapporto che intratteniamo con il denaro, scegliendo come bersaglio della sua tagliente ironia il mondo fatuo dei nuovi ricchi. In questa fiera di vanità e opportunismo, dietro l'ostentazione si nascondono tante piccole miserie e in nome dei soldi sembra lecito sacrificare tutto, persino l'amicizia.
Edizioni Mondadori. €19,00. 19 Marzo


Il weekend
Peter Cameron
John e Marian, coppia di facoltosi quarantenni, attendono nella loro villa di campagna l'arrivo di Lyle, critico d'arte di New York, nell'anniversario della morte di Tony, fratello di John e amante di Lyle per nove anni. Quest'ultimo si presenta però in compagnia di Robert, ventiquattrenne pittore di origini indiane: circostanza fatalmente destinata a trasformare il placido soggiorno che i tre avevano programmato in una sequenza di momenti imbarazzanti e carichi di tensione. Ma se l'ansiosa Marian sembra essere l'unica ad accorgersene e John si chiude in un laconico riserbo, Lyle fa di tutto per apparire disinvolto. Il suo ultimo libro, Neo qua, neo là - in cui descrive la pittura contemporanea come «un'arte moribonda» -, ha avuto un successo di pubblico inaspettato, e l'adorazione del giovane Robert lo fa sentire, dopo tanto tempo, di nuovo desiderato. Il che sarebbe ideale per elaborare il lutto e guardare con fiducia al futuro. Eppure, come Lyle imparerà a proprie spese, «lo scorrere dei giorni leviga il dolore ma non lo consuma: quello che il tempo si porta via è andato, e poi si resta con un qualcosa di freddo e duro, un souvenir che non si perde mai». È infatti nelle situazioni più ordinarie - una cena in giardino, una nuotata nel fiume accanto alla casa - che l'assenza di Tony si fa insopportabile, costringendo i tre amici a sollevare il velo di falsa naturalezza che maschera ansie inespresse e antichi dolori. Con la consueta sagacia, in questo romanzo avvolgente Cameron si mostra come pochi capace di dosare satira sociale e introspezione, per condurci fino a quel luogo della coscienza dove si celano le domande più importanti: è possibile conoscere davvero una persona? Su quali basi poggiano i nostri rapporti con gli altri?
Edizioni Adelphi. €16,00. 20 Marzo

Lucky Jim
Amis Kingsley
Jim Dixon è un giovane studioso di letteratura inglese medievale in un’oscura università delle Midlands. La seconda guerra mondiale è finita da poco, il vecchio ordine si è sgretolato e quello nuovo non è ancora sorto dalle macerie. Jim cerca il proprio spazio nel mondo, convinto che «innumerevoli sono i modi in cui le cose belle possono essere più belle di quelle brutte» e che lo studio e l’amore possano, forse, regalargli una vita diversa. Definito il primo «campus novel» moderno, Lucky Jim è innanzitutto un romanzo di inesauribile comicità – capace di rinnovare e rilanciare la tradizione della commedia satirica inglese di costume da Dickens a Fielding fino a Wodehouse e Waugh – ma è anche una grande storia d’amore, un romanzo di riscatto e rivincita, un attacco sferrato contro la noia e il conformismo. Un capolavoro
Edizioni Dalai. €16,90. 12 Marzo


Io la signora Tamara la terrei
Giorgia Manzi
Quando Lilli arriva in Grecia con i genitori, nell'estate che precede l'inizio del liceo, non può immaginare quanto la sua vita cambierà in poco tempo. Si sono trasferiti lì per il lavoro di suo padre, e a lei tocca ricominciare tutto da capo. Clelia, sua madre, critica tutto e tutti, suo padre porta a casa i soldi, nient'altro. I suoi compagni di classe sembrano macchiette e la professoressa d'italiano non fa che appiopparle brutti voti per i suoi temi fantasiosi. Per fortuna c'è Tamara, la signora rumena che è stata assunta come colf a casa loro. Per fortuna, sì. Perché quando Clelia si ammala di un cancro incurabile e Lello, il ragazzo a cui Lilli ha dato il suo primo bacio, deve partire per l'Italia, è proprio Tamara l'unica su cui Lilli può ancora contare. Per imparare a guardare avanti. Età di lettura: da 12 anni.
Edizioni Rizzoli. €11,00. 13 Marzo

La mia unica amica
Eliana Bouchard
In un giorno di ottobre due bambine si trovano a condividere l'unico banco rimasto libero proprio accanto alla cattedra; ci rimarranno per nove mesi, tanto durerà la loro nascente e progressiva amicizia, segnata da provenienze sociali molto diverse. Il conflitto tra loro sempre in agguato nasconde la tenacia di un sentimento purissimo, talmente forte da resistere per un tempo molto superiore alla durata di quell'anno scolastico. Nei dialoghi delle due amiche si condensano i temi eterni del bene e del male, dell'odio e della gelosia, dell'invidia, della conoscenza, e il rovello tagliente della verità. Vale più la verità o l'amicizia? Su questo e altri nodi si avvolge e si svolge l'intera storia, in compagnia di una natura che occhieggia dalle finestre e spinge, per entrare e infrangere le barriere del sapere. Sullo sfondo si muovono i compagni di scuola, descritti nelle forme caricaturali così congeniali alla perfidia delle menti infantili; una maestra regna sovrana, arbitro indiscusso di una corte in eterno subbuglio. L'anno della grande eclissi offre alla classe un'occasione, una sfida, e tutti in fila, su per la montagna, chi con un binocolo, chi con un vetrino affumicato, si inerpicano sul viottolo incerto della conoscenza. Non lontano dall'edificio scolastico, tuttavia, saettano gli slittini di legno raspando la neve, sfidando la sorte e quindi la vita, nel punto di incontro del piacere sfrenato e del botto mortale. L'esperienza dice che è bene non incontrarsi mai più, dopo che l'esistenza ci ha piegati in forme talvolta non più riconoscibili, eppure la scoperta di una minima traccia dell'altro può far risuonare, improvvise, le corde del cuore, e riportare alla mente le sensazioni e le immagini di passioni non spente.
Edizioni Bollati Boringhieri. €16,50. 14 Marzo

mercoledì 30 gennaio 2013

Audrey d'Inchiostro: Audrey Gli anni '60

Image and video hosting by TinyPic


Sono mesi che penso di dare inizio a questa rubrica ma ogni volta c'è qualcosa mi blocca. 
Che siano fattori esterni o personali, sono sempre indecisa sul da farsi. 
Ora è arrivato il momento di confessare.
Ho una smodata passione per Audrey Hepburn. Quando mi ritrovo a fare questa rivelazione, penso sempre che la giusta replica alle mie parole debba essere: e chi non ce l'ha?
Amare Audrey Hepburn mi vien facile come leggere: la cerco ovunque, sfoglio sognante le immagini, che siano reali o virtuali, mi perdo nei ricordi dei suoi  film come se fossero sogni a occhi aperti.
E' iniziato tutto tant(issim)i anni orsono. Non saprei (né vorrei) dire quanti ne siano trascorsi esattamente, ma azzarderei tra i 25 e i 30. 
Ero piccola e in televisione davano Vacanze Romane
Ero davvero piccola e quello mi sembrò il film più bello del mondo. Non esisteva ancora il videoregistratore (o forse ancora non era arrivato in tutte le case), né altri mezzi che consentissero di ripetere l'esperienza vissuta guardando quello spettacolo. Una volta che le parole The End apparivano sullo schermo, bisognava andare di ricordi, rassegnandosi ad accettare che prima o poi quelle immagini sarebbero sfumate e che per riprenderle toccava sperare che l'anno successivo il film venisse programmato nuovamente in tv. Tempi duri. Se ci penso oggi, non mi sembra vero aver vissuto un'infanzia e un'adolescenza senza la tecnologia odierna. Ma questa è un'altra storia. 
Vacanze Romane, vi dicevo. Ma voi l'avete visto? Una meravigliosa Audrey e un affascinante Gregory Peck sullo sfondo della città eterna. Un sogno. Una favola.
Quello è il momento in cui è nato il mio amore per l'attrice. Molti anni dopo ho iniziato a collezionare libri su di lei. Da qui l'idea di Audrey D'inchiostro
Non vi so dire con che cadenza pubblicherò la rubrica, sicuramente seguirà i ritmi del mio umore, perciò perdonatemi da subito. 
Ogni tanto vi basterà cliccare sull'immagine che troverete alla vostra destra, per vedere se c'è qualche novità.

Audrey
Gli anni '60
a cura di David Wills e Stephen Schmidt

Contenuto:
Chi è Audrey?
Un’icona senza tempo di bellezza, eleganza, grazia, intelligenza, sensibilità. Dopo aver affascinato il pubblico negli anni Cinquanta con la sua personalità fresca e ingenua, nel decennio del suo massimo splendore Audrey si trasforma in una diva sofisticata e in un’inarrivabile trend setter.
Il curatore, David Wills, ha creato una delle raccolte di immagini più esclusive della diva e ha selezionato per questo volume ritratti di fotografi come Richard Avedon, Cecil Beaton, Douglas Kirkland, William Klein, Terry O’Neill. Fra le perle del libro, fotografie rare e inedite ottenute direttamente dai negativi originali, scatti rubati sui set di Colazione da Tiffany, Sciarada, My Fair Lady, Come rubare un milione di dollari e vivere felici e immagini di photo session di moda comparse prima d’ora soltanto su “Vogue”. Accanto alle immagini, riflessioni di amici, fotografi, stilisti, attori e della stessa Audrey.

Il curatore: 
David Wills è un curatore di libri fotografici e archivista. È responsabile di uno dei più grandi archivi di negativi originali e fotocolor del mondo. Ha fornito i materiali per numerosi musei e pubblicazioni, collaborando fra gli altri con il MoMA e il Metropolitan Museum of Art di New York. Nel 2011 ha curato il volume Marilyn Monroe: Metamorfosi, pubblicato in Italia da Rizzoli.

"Non c'è donna al mondo
 che non desideri somigliare a Audrey Hepburn"
Hubert de Givenchy

"Da bambina mi hanno insegnato che era maleducazione richiamare l'attenzione su di sé, e mi dicevano che non dovevo dare spettacolo, mai... e oggi mi guadagno da vivere proprio così"
Audrey Hepburn


Fermatevi un attimo e provate a elencare i sinonimi di meraviglioso: saranno tutti perfettamente adatti alla descrizione di questo libro. Il primo meraviglioso volume con cui inaugurerò questa rubrica è l'ultimo arrivo sui miei scaffali: Audrey Gli anni '60.
Un cartonato di 23x29 cm, di quelli che che riempiono un abbraccio. Una copertina che non reca la solita immagine di una Audrey-Holly Golightly (che appare invece sulla quarta) ma una posa dal set di Come rubare un milione di dollari e vivere felici.

"In una scena del film dovevamo baciarci, e Audrey era piuttosto alta. 
Mi guardò con un sorriso e disse: Mi toglierò le scarpe. Ribattei: Oh, come ti adoro. Si tolse le scarpe e interpretò la scena." 
Eli Wallach, 
coprotagonista di Come rubare un milione di dollari e vivere felici, 1966


All'interno: 13 interessantissime pagine introduttive a cura di David Wills e poi lo spettacolo ha inizio. Seguono 250 pagine di foto a tutta pagina, di scatti tra i più esclusivi, affiancati dalle testimonianze di coloro che hanno lavorato o vissuto o condiviso affetti con la diva. Riflessioni, ricordi, aneddoti di Audrey e su Audrey. Si sfogliano le pagine, ci si sofferma sulle immagini più incantevoli, ci si riempie gli occhi di quella eleganza, si rabbrividisce nel leggere quelle parole. Ci si dimentica di avere tra le mani un libro e ci sembra di andare a spasso tra le sale di una mostra fotografica: restiamo senza parole, a parte troppi oh di stupore, vorremmo quasi prendere il nostro cellulare e fotografare le immagini che ci colpiscono di più. O magari farci fotografare accanto a quelle foto, quasi fossero a grandezza naturale.



"La prima volta che vidi Audrey Hepburn fu in Vacanze Romane. Poche prime volte in vita mia mi hanno scosso altrettanto: la prima volta in cui ho visto Fred Astaire o Marlon Brando. Mi fu subito chiaro che sarebbe entrata a far parte di quel gruppo ristretto di artisti".
Stanley Donen, 
regista di Sciarada, 1963




Il libro si sofferma solo sui film e gli eventi degli anni '60. Del mio adorato Vacanze romane non c'è traccia, essendo stato girato nel 1953, ma non ne ho sentito troppo la mancanza. Gli anni '60 sono gli anni d'oro di Audrey, gli anni in cui diventa una vera e propria icona di stile, fascino, eleganza. Gli anni in cui non sbaglia un colpo, e ogni suo film è un successo. Qui sopra la vediamo durante le riprese del film Sciarada, un'altra pellicola di cui innamorarsi e da guardare ripetutamente. Thriller, ironia e amore si mescolano e danno vita a un film unico, grazie ovviamente a due attori del calibro della Hepburn e Grant.
Sono gli anni in cui Givenchy trova in lei tutto ciò che una sua modella deve avere. E sono soprattutto gli anni dell'indimenticabile Colazione da Tiffany.





"Per lei, tutto ciò che era vistoso non era davvero glamour né chic. Non ostentava."
John Loring,
direttore emerito del design, Tiffany & Co

"Audrey avrebbe potuto fare la stilista: aveva un gusto impeccabile"
Edith Head, costumista



Non ho potuto mostrarvi molto, lo so. So anche che ammirare le immagini nel formato blog non ha quel magico effetto che si ottiene sfogliandole direttamente. Se in libreria lo trovate, non vi fate spaventare dalla mole o dal peso: prendetelo, cercatevi una poltroncina, dedicategli un po' di tempo.
Troverete aneddoti che non ho avuto modo di trascrivere, foto che vi abbaglieranno, colori che vi rallegreranno.
Chissà che non ne restiate incantati quanto me, chissà che non decidiate anche voi di collezionare i volumi su di lei.
Buona visione!



"Due per la strada è una celebrazione dello stile Mod e dimostra che non c'è nulla che Audrey Hepburn non possa indossare alla perfezione. Passa dai tradizionali ensemble Givenchy Chic dei film precedenti a un look più giovanile e di tendenza. Nei panni di Joanna, brilla in classici capi sportivi e interpreta le tendenze del 1966-67 (...). Le sta tutto benissimo: la sua figura asciutta da ballerina è un sogno per qualsiasi stilista"
Trina Turk, stilista





Titolo: Audrey. Gli anni '60
Titolo originale: Audrey. The 60s
Autore: David Wills & Stephen Schmidt
Traduttore: Ilaria Katerinov
Editore: Rizzoli
Pagine: 288
Isbn: 9788817061414
Prezzo: €35,00
Valutazione: 5 stelline
Data di pubblicazione: 21 novembre 2012

lunedì 24 settembre 2012

Avvistamento: Colpa delle stelle di John Green

Una miscela di malinconia e dolcezza, 
un romanzo al tempo stesso filosofico e divertente. 
Green mette in scena il vero amore…
ed è più romantico di un tramonto sulla
spiaggia.” 
 New York Times

Quanti sono i lettori stregati dalla penna di John Green?
Quanti i lettori che si sono sentiti diversi, più consapevoli, più maturi dopo aver letto uno dei suoi romanzi?
Quanti i lettori andati in crisi d'astinenza tra la pubblicazione di una storia e l'altra?
John Green riesce a mettere d'accordo un po' tutti, regalandoci storie di vita intensa, bella, a volte dolorosa ma sempre emozionante. Io credo che l'autore non solo sia innamorato del suo essere scrittore ma ami i suoi lettori al punto da elaborare per loro storie che risultano doni inaspettati. Tra pochi giorni finalmente uscirà uno dei suoi romanzi più attesi, The Fault in our stars (titolo preso in prestito dal Julius Caesar di Shakespeare: The fault, dear Brutus, is not in our stars but in ourselves), che ha già riscosso un gran successo di pubblica e di critica. Dal 10 ottobre potremo dire anche la nostra. 

Colpa delle stelle
di John Green

Cover definitiva o provvisoria?
Mistero! Nel dubbio, chiedo la cortesia di
non prelevarla. Grazie!
Trama:
Il nuovo bestseller dell’autore di Cercando Alaska: l’incontro, l’amore e l’addio di due ragazzi toccati da un destino amarissimo.

L'amore è una malattia dalla quale non vuoi guarire.
Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi i cui pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.

L'autore:
JOHN GREEN è nato nel 1977 a Indianapolis, dove è tornato a vivere dopo anni trascorsi tra la Florida, l’Alabama e l’Illinois. Rizzoli ha pubblicato tutti i suoi romanzi: Cercando Alaska, vincitore del Michael Printz Award, Teorema Katherine e Città di carta.
Sito dell'autorehttp://johngreenbooks.com/

Colpa delle stelle,
che ha debuttato direttamente al primo posto della classifica del New York Times,
dove è rimasto per nove settimane consecutive, 
è stato venduto in 30 Paesi. 
I diritti cinematografici del libro sono stati acquisiti da Fox.


Titolo: Colpa delle stelle
Titolo originale: The Fault in Our Stars
Autore: John Green
Editore: Rizzoli
Pagine: 360
Isbn: 9788817060578
Prezzo: €16,00
Data di pubblicazione: 10 ottobre 2012

sabato 8 settembre 2012

Avvistamento: La corsa delle onde di Maggie Stiefvater

Un’isola ai confini del sogno, 
una ragazza decisa a sfidare antiche regole, 
un orfano solitario e tormentato che per amore rinuncia a tutto:
l’autrice di Shiver ritorna con una storia che
oltreoceano ha già conquistato pubblico e critica.

Probabilmente molti tra voi avranno già avuto l'occasione di incontrare l'autrice nei suoi precedenti lavori. Personalmente mi ero innamorata - qualche anno fa -  di Shiver, il primo volume della trilogia dei Lupi di Mercy Falls, a cui erano seguiti due volumi meno intensi e coinvolgenti - Deeper e Forever -  ma comunque piacevoli; mi ero invece annoiata con Destiny e Whisper: due romanzi che mi avevano totalmente estraniata e portata a detestare l'autrice.
Ecco che la Rizzoli porta in Italia l'ultimo romanzo, La corsa delle onde
Aspettative? Non troppo alte, per il momento, sia per la delusione ricevuta con i volumi incentrati sulle fate, sia per la trama di quest'ultimo che non ci ha colpiti immediatamente. Ma la curiosità è alta, e tenendo conto che dovrebbe essere un volume autoconclusivo... bé si può sicuramente dargli un'occasione!

La corsa delle onde
di Maggie Stiefvater

Trama:
“Oggi è il primo giorno di novembre, e quindi oggi qualcuno morirà.” All’inizio di novembre, la spuma del mare regala alla spiaggia dell’isola di Thisby i cavalli d’acqua, creature leggendarie e selvagge che gli abitanti montano nelle Corse dello Scorpione, le gare senza esclusione di colpi capaci di regalare ai vincitori fama e denaro, ma anche la morte. Così è successo al padre di Sean, che a diciannove anni è ora il più abile domatore di cavalli dell’isola, ma anche a Kate, a cui i cavalli d’acqua hanno strappato entrambi i genitori, e che nella Corsa dello Scorpione vede l’occasione per garantire ai fratellini un futuro migliore. Tutti e due nella Corsa cercano qualcosa, e qualcosa troveranno: l’amore, la vera forza che spingerà Kate alla vittoria.

L'autrice:
MAGGIE STIEFVATER ha trent’anni e vive in Virginia insieme al marito e ai due figli. È l’autrice della fortunata trilogia dei Lupi di Mercy Falls, iniziata con Shiver, e proseguita con gli altrettanto fortunati Deeper e Forever.
Sito dell'autrice: http://maggiestiefvater.com/
Sito del libro: http://maggiestiefvater.com/the-scorpio-races/


Titolo: La corsa delle onde
Titolo originale: The Scorpio Races
Autore: Maggie Stiefvater
Editore: Rizzoli
Pagine: 450
Isbn: 9788817058735
Prezzo: €17,00
Data di pubblicazione: 19 Settembre 2012

giovedì 21 giugno 2012

Recensione: Schegge di me di Tahereh Mafi

Shatter Me



Trama
264 GIORNI SEGREGATA IN UNA CELLA.
Senza contatti con il mondo. Juliette non può parlare con nessuno, e nessuno deve avvicinarla, perchè ha un potere terribile: se tocca una persona la uccide. Agli occhi dell'organizzazione che l'ha rapita il suo potere è un'arma stupefacente, per lei è una maledizione. Un giorno però nella sua cella viene spinto Adam. Juliette non vuole fargli del male, e così lo tiene a distanza. Ma Adam non sa del suo potere, e mentre lei dorme in preda agli incubi la prende tra le braccia per confortarla. Da quel momento tutto cambia, perchè Adam, immune al tocco di Juliette, è l'unico che può accettarla così come è. Insieme progettano la fuga. alla ricerca di un mondo che non la consideri più nè un'arma nè un mostro, ma una persona speciale, che con il suo potere può fare la differenza.

L'autrice:
Tahereh Mafi ha ventiquattro anni. Ultima di cinque fratelli, è nata nel Connecticut e vive in California. Questo è il suo primo romanzo, che è stato venduto in quindici Paesi. I diritti cinematografici sono stati acquisiti dalla Twentieth Century Fox. 
Sito dell'autrice: www.taherehmafi.com 
Sito italiano del libro: http://www.scheggedime.it/

Recensione:
In questi giorni di frenetiche letture (sto mantenendo il difficile ritmo di un libro letto al giorno) corro il rischio di non assaporare ciò che leggo. Temo di non accorgermi quando tra le mani mi capita una di quelle storie di cui in altri - più tranquilli - momenti mi sarei innamorata. Il mio timore è che la fretta non mi faccia riconoscere la bellezza di determinati romanzi, allontanandomi da loro troppo alla svelta. 
Schegge di me mi ha dimostrato che non è così. 
L'ho iniziato nel pomeriggio e terminato di sera: 364 pagine che si fanno leggere in poche ore. E non solo. In quelle poche ore si ha il tempo di assaporarle, apprezzarle, di soffermarcisi su e, ogni tanto, di incantarsi rileggendole. Questo romanzo è la prova che quando un libro è lì per colpirci dritto alla mente e al cuore, non ha bisogno di tempo, non ha bisogno di giorni e giorni di lettura: il colpo di fulmine scatta appena può, è questione di attimi. Attimi in cui sono stata conquistata dallo stile dell'autrice, dalla particolare storia che mi ha raccontato, dai suoi personaggi e soprattutto dalla sua protagonista, Juliette. 
Schegge di me è il primo volume di una trilogia distopica che pare preveda, oltre ai due seguiti (Unravel me e l'ultimo ancora senza titolo) anche un racconto - Destroy me - in cui la storia viene raccontata dal punto di vista del "cattivo", Warner. 
Ormai la distopia sta prendendo sempre più piede e per ora non può farmi che piacere, essendo un genere originale e solitamente mai superficiale (quando poi se ne comincerà ad abusare, ne riparleremo). 
Protagonista della storia è Juliette, una ragazza di diciassette anni che vive reclusa da ben 264 giorni. Non ha nessuno con cui parlare, niente con cui distrarsi: solo lei e i suoi pensieri che la ossessionano. Che le fanno correre il rischio di diventare pazza. La sua reclusione è dovuta al suo potere: uccide le persone con il solo tocco. Involontariamente, certo, ma il rischio è altissimo. I genitori l'hanno abbandonata, a scuola l'hanno sempre tenuta lontana. Rinchiusa tra quelle quattro mura non ha più speranze, non ha più vita. La situazione cambia quando le viene affiancato un compagno di stanza, che poi si rivelerà essere un soldato mandato da lei per osservarla e controllarla. Alla ragazza sarà offerta la possibilità di uscire da quella prigionia per poter finalmente vivere in un luogo decente, purché accetti le condizioni di quello che sembra essere il capo di quel luogo: usare il suo potere per tenere sotto controllo gli altri. Magari per torturarli, se necessario ucciderli. 
In realtà la ragazza non ha scelta: Warner, il capo, sceglie per lei, affiancandole Adam, il soldato con cui aveva diviso la cella. Da quel momento la situazione inizia a precipitare. 
Ok, stoppo qui il mio riassunto personale per non rivelare troppo. 
A parte la storia, che raccontata così, a parole mie, non ha niente di accattivante, c'è lo stile dell'autrice a renderla perfetta. Leggendo commenti sparsi in anobii mi son resa conto che la mia opinione non è assolutamente condivisa dalla maggior parte dei lettori: c'è chi ha odiato il modo di scrivere dell'autrice e di conseguenza ha trovato debole anche la storia. Con Shatter me (titolo originale) ci troviamo di fronte ad uno young adult cui bene o male siamo abituati. E siamo fin troppo abituati alla mancanza di stile degli autori che si dedicano a questi romanzi: si tratta spesso di scritture piatte, frasi inutili e ripetitive, dialoghi banali. La Mafi (presumo che sia questo il cognome, ma non ci giurerei) usa la poesia. Prende le parole e ci gioca, le lancia in aria, le riprende, le mescola, le dipinge e le fa diventare racconto, a volte immagini. Non si limita a raccontarci gli stati d'animo della protagonista: ce li descrive in modi impensabili. Fa uno smodato uso di metafore. Lei scrive, descrive, dipinge e io leggo sognante. Mi trascina in un'altra dimensione. E' proprio grazie a questo stile che la storia, seppur non originalissima, si fa apprezzare. 
Gli elementi tipici di uno young adult, infatti, son presenti anche qui: una ragazza che scopre di non essere normale, l'incontro con un ragazzo che non sa se temere o amare, l'arrivo del terzo incomodo da cui si sente attratta pur non volendo e infine quel che sarà una lotta tra il bene e il male. I soliti elementi ci sono, è vero, ma attraverso la penna dell'autrice acquistano nuova forma, nuove sfumature. 
La narrazione acquista credibilità. Ciò che accade è giustificato, verosimile. 
Apprezziamo il cambiamento di Juliette: dallo stato di follia iniziale alla ragazza forte e decisa alla fine. Dalle insicurezze e paure alla consapevolezza di sé. Trasformazione inevitabile dati i cambiamenti che deve affrontare. Accettiamo la presenza dell'elemento romantico. Juliette ha 17 anni, il romanzo è destinato agli adolescenti: non si può pensare che l'amore ne sia tenuto fuori. E' vero che a volte sembra essere l'elemento preponderante, ma anche questa a me è sembrata una scelta inevitabile: la protagonista ha vissuto i suoi anni priva di qualsiasi forma d'affetto, senza poter essere mai sfiorata da nessuno. Nel momento in cui questo diventa possibile, il suo cervello va in tilt: ha bisogno di un amore tangibile, ha bisogno di sentirlo, toccarlo, credere che non sia solo la sua immaginazione. Il suo mondo ne è sconvolto: la novità non può passare in secondo piano, diventa la sua priorità.
Si avverte la mancanza di una più puntuale descrizione della società. Si parla di Restaurazione, di povertà, di dittatura. Di scomparsa degli animali, della natura. Ma non viene spiegato nulla e non riusciamo neanche a immaginare come sia strutturata la società. Com'era prima che Juliette venisse rinchiusa? Com'è ora? Contro cosa o chi ci si ribella? Essendo un distopico, questo elemento è ovviamente indispensabile. I nostri occhi sono gli occhi di Juliette: non ha le risposte alle nostre domande, ma le sta cercando lei stessa. Non sa com'è diventato il mondo, ma vuole scoprirlo. 
La speranza è che i dubbi vengano risolti nel secondo volume. Siamo sicuri che sarà così. Per ora ci limitiamo a dire che questo romanzo crea assuefazione: una volta terminato ne vogliamo di più. Ancora. Aspettare chissà quanti mesi per leggere il seguito diventa una tortura.



Titolo: Schegge di me
(Shatter me #1)
Titolo originale: Shatter me
Autore: Tahereh Mafi
Traduttore: Mariella Martucci
Editore: Rizzoli
Pagine: 368
Isbn: 9788817056564
Prezzo: €17,00
Valutazione: 4 stelline
Data di pubblicazione: 2 Maggio 2012

giovedì 12 aprile 2012

Recensione: La Dogana Volante di François Place

La Douane Volante

Trama:
Bretagna 1914. La Guerra è alle porte. Una notte il carro dell’Ankou, il messaggero della Morte nella tradizione bretone, si ferma davanti alla casa di Gwen, il giovane apprendista di un guaritore, per portarlo via con sé. Inizia così il suo viaggio nel paese delle Dodici Province, un mondo magico, minaccioso ma affascinante, in cui il giovane Gwen vive avventure straordinarie alla ricerca della strada per diventare uomo. Il suo destino si lega a quello dell’enigmatico Jorn, capo di una speciale dogana che controlla gli abitanti delle Province, fino a quando il pressante desiderio di ritrovare la libertà perduta lo spinge a fuggire per provare a volare finalmente con le sue ali.

L'autore:
François Place è nato in Francia nel 1957. Scrittore e illustratore di successo, nei suoi libri illustrati ha spesso evocato mondi fantastici, come nel suo album più premiato, Gli ultimi giganti. La dogana volante è il suo primo romanzo ed è stato eletto da Lire miglior romanzo per ragazzi in Francia nel 2010.

Recensione
La Dogana Volante è uno di quei romanzi che ho letto a scatola chiusa. 
Non avendo trovati pareri in giro, avevo lasciato che il titolo e la cover mi conquistassero così, immediatamente.
Non che la cover sia stupenda, anzi. Ma contiene quel non so che di fiabesco che mi ha attirata subito. Speravo di ritrovarmi a tra le mani un romanzo di formazione, profondo ma delicato. Leggendo, penso che l'intento dell'autore fosse esattamente quello, ma diciamo pure che con me non è riuscito a centrare l'obiettivo. 
Tutta la storia verte intorno a Gwen, ragazzino apprendista di un guaritore. Nel bel mezzo di una guerra, Gwen si ritrova in un mondo magico, in cui inizierà il suo cammino di crescita attraverso la paura, la solitudine, il tradimento, l'amore e l'amicizia. Gwen non si arrende mai, lotta con tutto se stesso per affrontare e cambiare quel mondo, o forse solo per poterne scappare. 
Non c'è molto da raccontare. Per poter vivere il romanzo bisogna seguire il protagonista e vivere le sue esperienze come se fossero le nostre. Eppure quell'incantesimo non scatta, quell'incantesimo fatto di immedesimazione nel personaggio principale e preoccupazione per il suo presente e futuro. L'autore ha uno stile impeccabile ma che non lascia spazio alle emozioni del lettore: ci ritroviamo osservatori freddi e distanti di una storia che, non appartenendoci, non riscuote il nostro interesse. Ci perdiamo nei dettagli e ci chiediamo continuamente il perché di determinate scelte, che non otterranno grandi risposte neanche alla fine.
Eppure si tratta di un romanzo scritto per ragazzini, per bambini: prima ancora di raccontare loro delle storie, dovrebbe fargliele sentire, fargliele scorrere sotto pelle, dovrebbe spaventarli, stupirli, emozionarli. Un romanzo con questo target dovrebbe essere vivo prima ancora che il lettore lo apra. In Francia gli è stato attribuito addirittura un premio come Miglior romanzo per ragazzi nel 2010. 
Tutto quel che mi ha trasmesso mi ha lasciata tiepida. Speravo di trovarci un'avventura ma in realtà c'erano sole parole, e non me la sento di consigliarlo.

Titolo: La Dogana Volante
Titolo originale: La Douane Volante
Autore: François Place
Editore: Rizzoli
Traduttore: Giulia Palmieri
Pagine: 392
Isbn: 9788817054348
Prezzo: €17,00
Valutazione: 2 stelline