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giovedì 17 maggio 2012

Avvistamento: Un ballo ancora di Katherine Pancol

Un romanzo tenero e trascinante in cui ogni donna troverà qualcosa di sé.

Quante di voi (come me) in passato si sono fatte conquistare dalle parole della Pancol?
Quante (sì, mi sono accorta di rivolgermi ad un pubblico esclusivamente femminile: lo faccio con coscienza, la Pancol mi è sempre sembrata una scrittrice per donne) si sono imbattute ne Gli occhi gialli dei coccodrilli (qui la mia recensione), sentendosene attratte al punto da acquistare e leggere immediatamente anche i due volumi successivi?
L'anno scorso mi sono innamorata dei suoi personaggi e della sua capacità di creare ed intrecciare storie attorno ad essi, ripromettendomi di leggere altri suoi romanzi non appena fossero stati pubblicati.
Ecco che al Salone del Libro scopro la prossima uscita di Un ballo ancora, dalla cover molto simile ai tre romanzi della trilogia di cui vi ho accennato.
Andando alla ricerca di notizie nel web, scopro solo ora che in realtà non si tratta dell'ultimo romanzo dell'autrice, ma di una ripubblicazione di una storia che era già uscita per Rizzoli qualche anno fa e che poi era stata ripubblicata anche nell'edizione Superpocket (la si può ancora trovare in qualche sito di libri usati).
Tutto ciò non fa che accrescere la mia curiosità e il mio interesse, che potranno essere placati dal 22 maggio, quando l'edizione Dalai sarà disponibile in tutte le librerie.

Un ballo ancora
di Katherine Pancol

Trama:
Le quattro giovani donne protagoniste di questo romanzo sono cresciute in un anonimo sobborgo parigino negli anni Settanta e hanno condiviso l’infanzia e l’adolescenza, poi ognuna ha seguito la propria strada. Ma non si sono mai perse di vista e si ritrovano spesso: per confidarsi, ricordare il passato e ridere insieme. Quattro donne di oggi, alle prese con la solitudine, il sesso, la fedeltà e il tradimento, i figli, il lavoro. E soprattutto l’amore. Cinica e dura in apparenza, ma in realtà fragile e insicura, Clara è legata a un giornalista, che non ama e vuole lasciare. Non riesce a dimenticare Rapha, il compagno della sua gioventù, diventato un artista geniale, con il quale ha vissuto un amore tempestoso e passionale. Figlia di panettieri, Joséphine si è rifugiata fra le braccia di Ambroise, uno stimato chirurgo, conquistando un’elevata posizione sociale. Ma un’insoddisfacente vita amorosa la spinge, nonostante i tre figli, ad abbuffate di sesso con sconosciuti. Lucille, la più raffinata e affascinante del gruppo, frequenta il jetset con il marito ricchissimo ma vanesio, che preferisce le battute di caccia in Scozia a lei, spingendola così a tradirlo. Madre di due figli, casalinga e saggia, Agnès sembra la più tranquilla: in realtà è tormentata da inquietudini che hanno profonde radici nel passato. Una sconvolgente rivelazione fa esplodere il dramma. E l’amicizia che da anni regna fra queste quattro donne rischia di spezzarsi per sempre.

L'autrice:
Katherine Pancol (Casablanca, 1954) giunge in Francia all’età di cinque anni. Dopo aver insegnato lettere classiche, è diventata giornalista, collaborando con «Paris-Match» e «Cosmopolitan». Per Dalai editore ha pubblicato la trilogia di successo Gli occhi gialli dei coccodrilli, Il valzer lento delle tartarughe, Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì.
Sito dell'autrice: http://www.katherine-pancol.com/



Titolo: Un Ballo Ancora
Titolo originale: Encore une Danse
Autore: Katherine Pancol
Editore: Dalai Editore
Pagine: 288
Isbn: 9788866205746
Prezzo: €16,00
Data di pubblicazione: 22 Maggio 2012

lunedì 29 agosto 2011

Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì di Katherine Pancol

Les écureuils de Central Park 
sont tristes le lundi

Sai cosa bisogna fare nella vita, luv?
Bisogna amare. Con tutte le forze.
Dare tutto senza aspettarsi nulla in cambio. 
Così funziona.
E' una cosa talmente semplice che nessuno ci crede!
Quando ami qualcuno non hai più paura di morire, non hai più paura di niente...
Per esempio, da quando ci vediamo, da quando so
che ogni giorno ti incontrerò dopo la scuola, 
che ti fermerai o che mi passerai davanti salutandomi con un cenno della mano,
bé,,, sono felice! 
Per me già vederti è un momento di felicità. 
Mi fa venire voglia di alzarmi e di saltare... 
E' il mio modo di essere felice.
(n.d.r. non vi ricorda tanto la volpe del piccolo principe? quanta Francia si respira in queste pagine!)
Trama:
I personaggi di Katherine Pancol sono ancora affannosamente in cerca della felicità pur scansandola per mille, buone ragioni. Hortense, la sua sfacciataggine e la carriera che decolla, l'odio ostinato per i sentimentalismi e Dio sa quanta fatica per abbandonarsi all'amore. Shirley, un valzer serrato tra relazioni sbagliate che dura da troppo e ormai l'ha sfinita. E poi lei, Josephine. Timidezza incurabile e maglioni sformati. Che attraversa Parigi per prendersi cura di un fiore. Gary che non ha la pazienza di aspettare, Philippe che invece non fa altro, e infine Oliver - "faccia da re umile" - che fa l'amore come s'impasta del buon pane. Un girotondo di vorrei ma non posso che finalmente ha la forza di interrompersi: fare i conti con quello che è stato, farlo adesso e senza riserve, per afferrare un lembo di felicità. D'altronde, gli scoiattoli di Central Park insegnano: la felicità ci inganna e dura un istante. La domenica i turisti affollano il parco, ma il lunedì?

 L'autrice:
Katherine Pancol (Casablanca, 1954) giunge in Francia all’età di cinque anni. Dopo aver insegnato lettere classiche, è diventata giornalista, collaborando con «Paris-Match» e «Cosmopolitan». Per Dalai editore ha pubblicato Gli occhi gialli dei coccodrilli (2009) e Il valzer lento delle tartarughe (2010), i primi due volumi della trilogia best seller in Francia.

Recensione:
Arrivati al terzo volume della trilogia, lo si apre con circospezione, un po' intimiditi dalla mole, un po' spaventati perché si è coscienti che alla fine di quelle 750 pagine dovremo dire addio a quei personaggi che ci hanno tenuto compagnia per tanti giorni, che abbiamo iniziato a conoscere e ad apprezzare nonostante i difetti, quei personaggi che ci hanno detto tanto con le loro parole e i loro silenzi.
Abbiamo abbandonato i coccodrilli e strizzato un occhio alle tartarughe dando il benvenuto agli scoiattoli.
Gli scoiattoli di Central Park, felicissimi quando arriva il weekend perché c'è gente che li riempie di attenzioni, di foto, di cibo, perché non vengono mai lasciati soli e quando poi arriva il lunedì e non trovano nessuno, gli scoiattoli non capiscono quella solitudine, sono tristi, si sentono abbandonati
Anche il lettore diventa vittiima della stessa sindrome: sa che dopo questo volume verrà il lunedì e se nei giorni precedenti la Pancol ci ha riempiti di attenzioni, di parole, di storie, senza abbandonarci mai, ora sta per lasciarci... qual è la reazione dell'essere umano a questo pericolo?
Evitare che arrivi il lunedì.
Evitare di andare incontro alla felicità, se si corre il rischio poi di perderla; prolungare la straordinarietà seppur effimera di ciò che viviamo per non dover affrontare il vuoto della quotidianità...
E cosa pensate che accada in questo ultimo volume?
Che Joséphine abbia imparato la lezione e vada a prendersi finalmente Philippe senza se e senza ma??
Che Hortense abbia capito che l'amore conta e che tutti ne hanno bisogno, compresa lei, e che una volta per tutte le sue scelte dovrebbero essere guidate anche da quel sentimento?
Che ancora Joséphine si tuffi nella composizione del secondo romanzo senza paure?
No, no e no.
Le mille pagine precedenti non hanno annullato le paure delle due donne, non le hanno convinte ad andare a prendersi la loro vera felicità prima che questa scappi.
Aspettano che sia la felicità a bussare alla loro porta, e non è detto che le apriranno. Sono ancora decise a vivere in maniera triste, perché sono loro ad averlo scelto, piuttosto che rischiare una felicità che qualcuno o qualcosa potrebbe sottrarre, come accade agli scoiattoli il lunedì.
Non è il tipo di romanzo che mi piace riassumere, perché più della storia sono le sensazioni che questa comunica al lettore, le impressioni che se ne ricavano, il senso di perdita che si vive alla fine di quelle pagine, accompagnato da un senso di soddisfazione di aver assistito a una storia così piena e completa.

Autore: Katherine Pancol
Editore: Dalai Editore
Pagine: 768
Prezzo: €20,00



Booktrailer:

domenica 28 agosto 2011

Il valzer lento delle tartarughe di Katherine Pancol

Le valse lente des tortues

Il fuoco crepitava nel camino. 
I regali di Natale brillavano ammucchiati sul parquet ungherese a spina di pesce.
Si stavano formando due clan:
i grandi che attendevano solo la gioia di distribuirli, 
con la segreta speranza di aver fatto centro,
i giovani che aspettavano trepidanti la realizzazione dei sogni elaborati
nel segreto dei desideri notturni.
Alla leggera tensione dei primi faceva eco l'attesa ansiosa dei secondi,
che si domandavano se avrebbero dovuto dissimulare la delusione 
o se avrebbero potuto fare salti di gioia 
senza doversi sforzare.

Trama:
Sapere se davvero un coccodrillo dagli occhi gialli ha divorato oppure no suo marito Antoine, scomparso in Kenya, per Joséphine non è più importante. Grazie ai soldi guadagnati con le vendite del suo best seller, ha lasciato Courbevoie, nella banlieue parigina, per un appartamento chic nell’elegante quartiere di Passy. Invece sua sorella Iris, che aveva tentato di attribuirsi la scrittura del romanzo, ha finito con il pagare la follia del proprio inganno in una clinica per malati di depressione. Ormai libera, sempre timida e insoddisfatta, attenta spettatrice della commedia strampalata e talvolta ostile che le offrono i suoi nuovi vicini, Joséphine sembra alla ricerca del grande amore. Veglia sulla figlia minore Zoé, adolescente ribelle e tormentata, e assiste al successo dell’ambiziosa primogenita Hortense, che a Londra si lancia nella carriera di stilista. Fino al giorno in cui una serie di omicidi distrugge la serenità borghese del suo quartiere e lei stessa sfugge per poco a un’aggressione… Ancora una volta intorno all’irresistibile e discreta Joséphine gravita tutto un mondo di seduttori, carogne, imbroglioni ma anche di persone buone e generose. Ancora una volta la straordinaria penna di Katherine Pancol ci proietta in un vortice di eventi e personaggi all’affannosa ricerca di un senso nella inesauribile complessità della vita.

L'autrice.
Katherine Pancol (Casablanca, 1954) giunge in Francia all’età di cinque anni. Dopo avere insegnato lettere classiche, è diventata giornalista, collaborando con “Paris-Match” e “Cosmopolitan”. A Il valzer lento delle tartarughe – secondo volume della trilogia iniziata con Gli occhi gialli dei coccodrilli – segue Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì.
  
Recensione:
 Ho letto il secondo volume della trilogia senza mai staccarmi dal primo e da quello successivo. E' naturale che a questo punto, dopo le 520 pagine del primo, avvertissi un po' di stanchezza. Ma non credo di essere stata la sola.
Credo che anche la Pancol in questo volume abbia rallentato, tirato il freno a mano e si sia adagiata un po'. Se ci aveva regalato un inizio travolgente e scoppiettante, dove ad ogni pagina ci si aspettava tutta quella dose di vita e di realtà, raccontata incredibilmente bene, qui invece la situazione cambia un po'.
Personalmente mi ero talmente affezionata a Joséphine e al suo entourage di personaggi che niente mi avrebbe dissuasa dal continuarne la lettura per tutti e tre i volumi, però ho storto un po' il naso quando mi sono resa conto dell'espediente utlizzato dalla scrittrice per tenere alta l'attenzione e la curiosità del lettore.
Da romanzo (quasi) rosa qual era stato Gli occhi gialli dei coccodrilli, questo si tinge di giallo, di nero, con ben due misteri da risolvere e un assassino a piede libero.
Ho trovato questo aspetto, così come l'inserimento di nuovi personaggi, i condomini dell'edificio in cui si trasferisce Joséphine con le figlie, un po' forzato, come se ci fosse bisogno di altra carne a cuocere per non deludere i lettori.
Il piacere di leggere la storia della nostra protagonista fortunatamente non cala. Joséphine inizia a vivere la propria vita alzando la testa, finalmente, anche se sempre più spesso si frena, non riesce a buttarsi a capofitto come vorrebbe, come dovrebbe.
Qui quegli occhi gialli che osservano sono scomparsi, lasciando il posto alle piccole tartarughe.
Ogni scelta, ogni novità accade lentamente, frutto di un lungo processo. Josephine non riesce a tuffarsi nella vita, ci va piano, coi piedi di piombo, per ogni passo avanti che fa, ce ne sono almeno tre indietro. 
E il romanzo diventa un valzer, che prende il suo ritmo seguendo la nostra protagonista nelle sue insicurezze, nei suoi dubbi, nel suo amore non rivelato né accettato, un valzer che lei ad un certo punto decide di danzare per poi fermarsi e tornare a sedersi, tornare nella sua immobilità, continuando a danzarlo solo nei suoi sogni...
Se vuole qualcosa, Joséphine non ha la forza né la velocità per andarsela a prendere. Aspetta, rimugina, si alza, fa un passo, torna seduta, ci riprova... La sua vita è un valzer costante che prima o poi dovrà trasformarsi in un ritmo più deciso.
Il giallo, gli omicidi, i misteri non appartengono a questa storia: sono solo un contorno. Unica protagonista è lei, e tutti gli altri personaggi sono i suoi partners di danza, che prendono consistenza di volta in volta nel rapporto con lei. Ci sarà chi la farà andare più veloce, chi la rallenterà, chi la farà andare a tempo.
Un romanzo fatto di piccoli passi.

Autore: Katherine Pancol
Editore: Dalai editore
Pagine: 602
Prezzo: €11,90
 

Gli occhi gialli dei coccodrilli di Katherine Pancol

Les yeux jaunes des crocodiles

Joséphine avrebbe vooluto sospendere il tempo,
impadronirsi di quel momento di felicità e mettelo in bottiglia.
La felicità, si sa, è fatta di piccole cose. 
La aspettiamo sempre con la maiuscola, e invece ci viene incontro
su due gambette fragili e può passarci sotto il naso
senza che ce ne accorgiamo. 
Quella sera lei la afferrò e non la lasciò più andare. 
Guardando dalla finestra vide il cielo stellato e alzò il bicchiere
per brindare alle sue stelle.

Trama:
Questo romanzo si svolge a Parigi. Eppure si incontrano coccodrilli. Questo romanzo è la storia di una menzogna. Ma anche una storia di amori, di amicizie, di tradimenti, di denaro, di sogni.
Questo romanzo è pieno di lacrime e sorrisi. Questo romanzo è la vita.

La prima è bella, ricca e vive un matrimonio in apparenza felice; la seconda è stata abbandonata dal marito e deve fare i conti con due figlie da crescere e una serie infinita di difficoltà finanziarie. Anche i loro sogni sono differenti: Iris spera in una brillante carriera da sceneggiatrice, Joséphine vuole affermarsi come studiosa di storia medievale. Ma le loro esistenze subiscono un’imprevista trasformazione. Durante una cena, Iris conosce un editore e gli fa credere, per darsi un tono, di essere alle prese con la stesura di un romanzo, restando però preda della propria bugia. Davanti all’offerta dell’uomo di pubblicarlo, si rivolgerà alla sorella chiedendo la sua complicità per scriverlo: l’una intascherà il successo, l’altra il denaro. In un crescendo di tensioni, il destino riserverà alle protagoniste incredibili sorprese, soprattutto quando il libro diventerà un best-seller. Una girandola di eventi che si susseguono fino all’ultima pagina, esplorando le pieghe più intime della natura umana, in special modo quella femminile. Su tutto, l’orgoglio di non cedere mai né al vittimismo né allo sconforto, nonostante le ferite e i dolori. Perché ognuno ha la sua stella da inseguire, gialla e brillante come gli occhi dei coccodrilli che osservandoci e scrutando le nostre paure, le illusioni e le ossessioni, illuminano la via per raggiungere la felicità. 

L'autrice:
Katherine Pancol (Casablanca, 1954) giunge in Francia all’età di cinque anni. Dopo avere insegnato lettere classiche, è diventata giornalista, collaborando con “Paris-Match” e “Cosmopolitan”. A Gli occhi gialli dei coccodrilli fa seguito Il valzer lento delle tartarughe, il secondo volume della trilogia che si conclude con Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì

Recensione:
Come rinunciare alla mia passione per le scrittrici francesi, quando la Pancol mi offre su un vassoio d'argento non uno ma ben tre romanzi, e dalla mole sostanziosa?
Non mi sono immediatamente tuffata su di loro, perché avevo bisogno di leggerli uno dopo l'altro, senza interruzioni, avevo bisogno di immergermi in un'atmosfera francese per un tempo prolungato.
E la Pancol mi ha regalato davvero dei bei momenti, grazie alle sue pagine ironiche, leggere, piene di vita.
Ho vissuto questa storia in maniera totale da non riuscire a separare nettamente i momenti che appartengono all'uno o all'altro volume, e mi è stato difficile separare i commenti ai tre, ma ci proverò.
I primi complimenti vanno necessariamente a questo primo libro della trilogia, per aver saputo creare dei personaggi così reali e così energici, da aver sollecitato il mio animo di lettrice a interessarsi a loro, a interrogarsi su di loro, a seguirli, necessariamente, per i libri successivi.
Gli occhi gialli dei coccodrilli è stato uno dei miei libri da spiaggia e ombrellone di questa estate.
Che ci fosse il solleone o che tirasse un vento forte, io restavo lì ad assaporare quelle pagine che sembrava non finissero mai e che invece sono volate via troppo presto.
E' la storia di Joséphine, ricercatrice universitaria medievalista, sposata con Tonio e con due figlie, Hortense e Zoé. La quotidianità viene immediatamente rovesciata da Tonio, che la lascia per un'altra donna e per un lavoro in Africa: un allevamento di coccodrilli.
La storia (e la vita) di Joséphine è questa: un lavoro che paga poco, una figlia che non la stima, una sorella che ha sempre approfittato di lei e della sua debolezza, una mamma che non sembra averle mai voluto bene. Accanto a lei c'è Shirley, l'amica inglese della porta accanto, che sembra nascondere qualche segreto.
Joséphine non è solo il ricettacolo di tutte le disgrazie che la vita può regalarti: Joséphine è anche una scrittrice, pur non sapendo ancora di esserlo, è una donna innamorata, è un'amica leale, una mamma che farebbe di tutto per le figlie.
Cosa distingue questa storia dalle tante altre simili che si trovano negli scaffali di tutte le librerie?
La Pancol ha creato un mondo di personaggi che dopo qualche pagina diventano persone. Ha dato personalità, una storia, un passato e dei sogni a ognuno di loro tanto da renderli credibili, reali, renderli come noi.
Ha creato un romanzo dove ci si sente addosso costantemente gli occhi dei coccodrilli. Niente sfugge a quello sguardo, neanche di notte.
Gli inganni non avranno vita lunga, le scelte sbagliate sembreranno amplificate davanti a quegli occhi, i ricordi rimossi non potranno che tornare a galla. Il coccodrillo non perdona: se ti individua, non ti mollerà più. Sembra ci siano un paio di occhi apposta per ogni personaggio. E così la scelta di Joséphine di acconsentire a scrivere il libro per la sorella, di nascondere alle figlie la morte del padre, di innamorarsi di un uomo ma senza avere il coraggio di provarci, di rassegnarsi al trattamento a volte cattivo a volte indifferente della madre non potranno durare a lungo.
Quegli occhi gialli scoprono ciò che non va e inducono a rimediare agli errori, anche se il rischio è di affogare.
Joséphine non affoga, ma sembra tornare a galla più forte che mai. 
Alla fine del romanzo i nostri occhi non resteranno completamente asciutti e il nostro buon senso critico sarà andato a farsi una passeggiata lontano da noi: il romanzo ci è piaciuto, forse anche di più, e non possiamo che continuare a seguire la Pancol, cercando di immaginare dove ci porterà la prossima volta. 

Autore: Katherine Pancol
Editore: Dalai Editore
Pagine: 524
Prezzo: €11,90