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venerdì 20 gennaio 2012

Avvistamento: I segreti di Sible Pelden di Stella Gibbons

Ciao a tutti!
Proprio ieri ho pubblicato nel blog la recensione al romanzo di Stella Gibbons: La fattoria delle Magre Consolazioni. Un romanzo adorabile, che non smetterò mai di consigliare.
Sono felicissima perciò di questa notizia: Astoria ha deciso di continuare nella pubblicazione della bibliografia dell'autrice e ad inizi febbraio avremo un altro suo romanzo: I segreti di Sible Pelden.
Imperdibile!

Dall’autrice de
LA FATTORIA DELLE MAGRE CONSOLAZIONI
l’ironica riscrittura della favola di Cenerentola.


I Segreti di Sible Pelden
di Stella Gibbons

“È difficile creare un giardino noioso ma il signor Wither c’era riuscito. Non che avesse lavorato con le sue mani il terreno che circondava la casa di Chesterbourne, nell’Essex, ma aveva influenzato il giardiniere con la sua mancanza d’interesse e la scarsa propensione a spendere denari. Il risultato era stato un prato miserevole con un giardino roccioso di gesso praticamente vuoto a perdita d’occhio, e un sacco di cespugli squallidi che al signor Wither piacevano perché riempivano lo spazio e davano poco da fare.” 
Trama:
Viola Thompson è una commessa senza prospettive e, non avendo prospettive, accetta di sposare il noioso Theodore Wither, il quale tuttavia è così opportuno o inopportuno, da morire di polmonite un anno dopo il matrimonio. Senza un soldo Viola, ventunenne, deve andare a vivere con i parenti di lui nell’Essex: l’orrendo signor Wither, ossessionato dai soldi, la sbiadita signora Wither, che disapprova chiunque non sia serioso, insignificante e assennato, e le cognate che hanno da tempo superato la trentina. Madge, tutta sport e cani, trova disgustoso qualsiasi cosa abbia a che fare con l’amore e gli uomini, e la nevrotica Tina ha tentato molte carriere senza riuscire in nessuna. L’allegra compagnia vive a Le Aquile, una casa respingente e strapiena di mobili deprimenti.
Viola, di suo non particolarmente intelligente né di profondi sentimenti, ben presto si sente più sola e depressa di quanto riesca a comprendere: e con nessun futuro a cui guardare e niente a cui pensare, si appassiona all’altra casa della zona, dove un ragazzo estremamente ricco e piuttosto bello di nome Victor vive con la madre (che non prende a servizio cameriere brutte perché la deprimono) e con la cugina Hetty, organizza feste eleganti e piene di fascino ed è il sogno di tutte le ragazze della zona. È pure fidanzato. Anche Victor ha i suoi difetti – come tutti nel romanzo – e nei confronti delle donne ha un atteggiamento “bizzarro”:
“Ammirava le donne solo se erano carine, docili e ben vestite. Doveva pretendere di ammirare anche i loro altri successi perché tutti gli altri li ammiravano (o dicevano di farlo) ma in cuor suo pensava con una certa volgarità che fossero Tutte delle P. E quando si trovava con altri uomini, che erano d’accordo con lui, si sorridevano in un certo modo, si guardavano l’un l’altro mormorando Tutte delle P. Donne intelligenti, donne sportive, donne artistiche: tutte delle P. La causa di questa atteggiamento forse stava in un’inconscia gelosia soppressa. O forse nel naturale risentimento di creature sane, che esistevano in modo efficiente nella loro propria sfera, che vedevano altre creature con poteri e scopi diversi farsi strada a forza in un confortevole modo di vivere”.
Ma non è esclusivamente la storia di Viola.
Tina, che “aveva tenuto il cervello in esercizio leggendo libri pesantucci, che magari non erano sempre pieni di vera saggezza, ma almeno non erano quelle meringhe intellettuali, quei brandy con soda mentali – romanzi,” è innamorata dell’autista, Saxon, che ha dodici anni meno di lei e la cui madre è la lavandaia ubriacona del villaggio, ma è davvero molto bello tanto con tanto senza la divisa (“a differenza di tanti altri autisti che senza la divisa sembrano degli evasi”).
E poi c’è Hetty, la cugina orfana di Victor, una giovanetta che non vede l’ora di compiere i 21 anni per poter finalmente lasciare l’Essex e andare a vivere a Londra in mezzo al maggior numero possibile di libri.
Ciascuno dei personaggi parla con voce assolutamente propria e riconoscibile e la capacità della scrittrice di passare da una prospettiva all’altra, da una storia all’altra è davvero magistrale.
Trattandosi della fiaba di Cenerentola, ci deve essere un ballo, che infatti ha luogo e al quale Viola partecipa. Bellissima nel suo abito nuovo, viene notata da Victor di cui ovviamente s’innamora. Ma poi deve tornare nella gelida frigida casa dove non c’è mai niente da fare.
Gibbons è superba nel mostrarci la straordinaria infinita noia della vita delle ragazze borghesi dell’epoca, che in linea di massima potevano solo aspirare al matrimonio. E se rimanevano zitelle (o vedove) la vita si stendeva davanti a loro come un eterno deserto.

L'autrice:
Stella Gibbons (1902-1989) si diplomò in giornalismo nel 1923 e lavorò per la British United Press, “Evening Standard” e “Lady”. La Fattoria delle Magre Consolazioni (astoria, 2010), il suo primo romanzo, fu pubblicato nel 1932 e divenne un immediato successo.
Nel ’34 vinse il Prix Femina – Vie Heureuse: Virginia Woolf, che aveva apprezzato un suo volume di poesie, alla notizia sbottò: “Mi ha fatto infuriare vedere che hanno dato 40 sterline alla Gibbons… Chi è? Cos’è questo libro?”.
La Gibbons scrisse poi molti altri romanzi, ma nessuno ebbe lo stesso successo de La Fattoria delle Magre Consolazioni e per moltissimo tempo gli altri suoi libri sono stati introvabili. Per fortuna al momento sta finalmente vivendo una grande riscoperta (Vintage Classics si sta preparando a ripubblicare gran parte della sua produzione) ed è davvero un bene, perché “Gibbons ha la rara abilità di penetrare i sentimenti dei silenziosi e di dar vita alle emozioni delle persone comuni” (Enciclopedia delle Scrittrici Britanniche) e ha anche la capacità non solo di “vedere le idiosincrasie nella natura e nell’umanità, ma di dar loro vita” (“The Observer”).
Nel 1950 divenne membro della Royal Society of Literature.


Titolo: I Segreti di Sible Pelden
Titolo originale: Nightingale Wood
Autore: Stella Gibbons
Traduttore: Marina Morpurgo
Editore: Astoria Edizioni
Pagine: 400
Isbn: 9788896919279
Prezzo: €18,00
Data di pubblicazione: 22 Febbraio

giovedì 19 gennaio 2012

Recensione: La fattoria delle magre consolazioni di Stella Gibbons

Cold Comfort Farm

"In effetti, quando avrò cinquantatrè anni o giù di lì 
mi piacerebbe scrivere un romanzo all’altezza di Persuasione, 
con un’ambientazione moderna ovviamente. 
Quindi, per i prossimi trent’anni raccoglierò materiale per il romanzo. 
Se qualcuno mi chiederà a cosa sto lavorando, 
risponderò
"raccolgo materiale". 
Nessuno avrà nulla da obbiettare. E del resto, lo farò davvero." 
Trama:
Flora Poste è stata educata in modo eccellente a fare tutto tranne che a guadagnarsi da vivere. Rimasta orfana a vent’anni e dotata di una rendita esigua, va a vivere presso dei lontani parenti alla Fattoria delle Magre Consolazioni nel Sussex. Il suo arrivo alla fattoria coincide con l’inizio di uno dei romanzi più divertenti mai scritti. I parenti sono a dir poco eccentrici e la fattoria è sgangherata e in rovina: i piatti vengono lavati con rametti di biancospino e le mucche hanno nomi come Rozza, Senzascopo, Inetta e Superflua. La vecchia matriarca settantanovenne, zia Ada, che non è più stata giusta nella testa da quando ha “visto qualcosa di orribile nella legnaia” circa settant’anni prima, tiene in scacco l’intera famiglia. Come Alice di Lewis Carroll, Flora non si fa intimidire da chi dice cose senza senso e si rifiuta di essere trascinata in un mondo di matti. Non si può, pensa Flora, rovinare la vita propria e altrui invocando disgrazie infantili, non si può sottostare alla follia per quanto interessante, bisogna ribellarsi… e nel giro di pochi mesi le cose alle Magre Consolazioni cambiano in modo radicale.

L'autrice:
Stella Gibbons (1902-1989) si diplomò in giornalismo alla London University nel 1923 e lavorò per la “British United Press”, l’“Evening Standard” e “The Lady”.
La Fattoria delle Magre Consolazioni, il suo primo romanzo, fu pubblicato nel 1932 e divenne un immediato bestseller (tranne che nello Stato Libero d’Irlanda, da cui fu bandito per l’esplicita approvazione delle pratiche contraccettive). Da allora è sempre stato in commercio, evento piuttosto raro nel mondo editoriale.
Nel ’34 vinse il Prix Femina Vie Heureuse. Più volte adattato per la televisione e la radio dalla BBC, nel 1995 John Schlesinger diresse il film, la cui sceneggiatura fu scritta da Malcolm Bradbury.
Le critiche furono in ugual misura positive e negative per lo stesso motivo: era una donna ed era divertente. Inoltre l’aver distrutto un genere, quello rurale, passionale-gotico molto in voga all’epoca (si pensi a Thomas Hardy e D.H. Lawrence tra gli altri) non le guadagnò una grande simpatia tra i critici.
La Fattoria delle Magre Consolazioni non ha perso nulla del proprio charme anche perché la Gibbons, con insolito acume, tra le nascenti mode di quegli anni ne aveva colte e ridicolizzate alcune, che ancora oggi dominano la nostra esistenza: la psicoanalisi, il cinema e le star di Hollywood, un maschilismo mascherato da intellettualismo.

Recensione:
Colpo di fulmine.
Scattò non appena sentii il titolo di questo romanzo. Fu confermato dopo aver dato uno sguardo a quella cover così semplicemente seria, si trasformò in innamoramento nel momento in cui gettai un occhio alla trama.
Stella Gibbons e Astoria Edizioni avete colpito nel segno: vi amo!
Quando inizierete a leggere la storia vi troverete di fronte una protagonista inizialmente comune, un luogo altrettanto comune, e uno svolgimento della storia che avrebbe sicuramente mantenuto quei tratti se fosse uscito dalla penna di un altro scrittore. Ma la penna è quella di Stella Gibbons, un'autrice inglesissima ma ben diversa dai suoi predecessori dell'epoca vittoriana. Una penna intenzionata a prendere di mira la letteratura di moda in quel periodo: quella passionale, romantica, coinvolgente. Che fosse Hardy, o D.H. Lawrence o le sorelle Brontee, la Gibbons non si intimorisce e colpisce con ironia e sagacia.
Ci racconta la storia di Flora Poste, una ragazza rimasta orfana all'età di vent'anni, e che per tirare avanti - invece di cercare lavoro - cercherà dei familiari che possano accoglierla dandole vitto e alloggio. In cambio la ragazza li aiuterà nel suo modo migliore.
Non siamo di fronte a una ragazza triste e sfortunata per la perdita dei genitori: Flora non ne risente troppo, in quanto anche in vita la loro è sempre stata un'assenza. Non si preoccupa troppo del denaro, o del futuro: ci saranno di sicuro dei parenti che l'accoglieranno e che le permetteranno di vivere senza dover pensare al lavoro. E al momento giusto, ne è sicura, spunterà l'uomo che la sposerà.
La figura di Flora non è la donna eroina che tira avanti nonostante le sventure, non è la donna fragile che ha bisogno di un uomo accanto: è una donna pratica, ironica e molto, molto snob. Tra tutti i parenti che avrebbero potuto darle un tetto, deciderà di recarsi presso la fattoria delle Magre Consolazioni, dove ogni zio, zia, cugino o parente lontano sembra aver decisamente qualche rotella fuori posto. Accanto alla famiglia, anche gli animali della fattoria risultano strambi e originali, a partire dai loro nomi: Rozza, Inetta, Superflua, Senza Scopo sono le mucche e poi c'è il toro Grande Affare.
Una famiglia matriarcale con a capo la zia Ada Funesta, che resta chiusa nella sua camera ogni giorno della sua vita e le cui uniche parole sembrano essere: Ho visto qualcosa di orribile nella legnaia...
Un cugino dongiovanni, ma in realtà innamorato solo del cinema, una cugina timorosa, il marito della cugina un predicatore convinto... ogni appartenente alla famiglia Desoladder potrebbe risultare inquietante ma in realtà ci appare divertente grazie alla descrizione che la Gibbons ci regala.
All'interno di questa famiglia allargata, una di quelle che Garçia Marquez avrebbe raccontato nei suoi romanzi  - seppur trasportandola a migliaia di chilometri lontana dal Sussex - la nostra protagonista arriva col suo senso pratico, con un po' di snobismo e con un forte senso del dovere. Deve cambiare le cose. Solo quando avrà stravolto ma migliorato la vita di ognuno di loro, potrà tornare a godere della propria vita e a costruire il proprio futuro.
Risultato?
Sorprendente! La nostra cara autrice (sì, ci è diventata Cara e non vediamo l'ora di incrociarla in altri romanzi) ha saputo organizzare un romanzo che fosse simpatico, malizioso, irriverente. Il suo stile è preciso, va dritto al punto senza incertezze. Il lettore si accorge di trovarsi di fronte a delle pagine che non hanno il solo scopo di raccontare una storia, ma di colpire le menti, di sconvolgere i benpensanti (il romanzo fu bandito  in Irlanda per l'approvazione delle pratiche contraccettive), parodiare i grandi romanzieri del passato. Tutto ciò si percepisce ad ogni parola e gode l'approvazione del pubblico. E se non si fosse in grado di comprendere quali sono i passaggi che rendono particolarmente profondo e innovativo il romanzo, è la stessa autrice a fornirci le coordinate: nella lettera che precede l'inizio del romanzo, la Gibbons, rivolgendosi a dei fantomatici scrittori, dice loro che ha evidenziato quelli che ritiene i passaggi migliori facendoli precedere da uno, due o tre asterischi. E se non è genialmente ironica una trovata del genere...
Promosso a pieni voti!

Titolo: La fattoria delle magre consolazioni
Titolo originale: Cold Comfort Farm
Autore: Stella Gibbons
Editore: Astoria Edizioni
Traduttore: Bruna Mora
Pagine: 287
Isbn: 9788896919002
Prezzo: €17,00
Valutazione: 5 stelline