Visualizzazione post con etichetta Borgo Propizio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Borgo Propizio. Mostra tutti i post

lunedì 7 aprile 2014

E si ritorna a Borgo Propizio! (E le stelle non stanno a guardare di Loredana Limone)

Titolo: E le stelle non stanno a guardare
Autore: Loredana Limone
Editore: Salani
Pagine: 384
Prezzo: €14,90
Isbn: 9788867155163
Data di pubblicazione: 6 Marzo 2014

Valutazione:

Trama
Tanti sono gli avvenimenti che scombussolano le giornate di Borgo Propizio e dei suoi numerosi abitanti, come la sempreverde zia Letizia, indaffarata a gestire la latteria insieme a Belinda, nipote acidina; le due sorelle Mariolina e Marietta, con il loro teatrino di litigi e riappacificazioni; l’amabile Ruggero, rozzo-che-piace; Dora, più pettegola che giornalaia; il maresciallo capo Bartolomeo Saltalamacchia... Con a capo il sindaco Rondinella, il paese sfoggia una nuova zelante giunta, il cui assessore alla Cultura, il nevrotico professor Tranquillo Conforti, incarica Ornella di organizzare un evento per l’inaugurazione della biblioteca. Sì, perché il paese ora vuole la sua biblioteca civica. E dovrà essere un evento speciale, o meglio spaziale, addirittura un festival letterario, sotto le luccicanti e propizie stelle del borgo. Be’, non sempre propizie. Le chiacchiere ricominciano il giorno in cui giunge Antonia, una forestiera dai boccoli ramati, che porta un misterioso bagaglio interiore. Scappando da se stessa, è alla ricerca di un luogo dove curare l’anima,tanto da decidere che lì organizzerà la propria vendetta d’amore. Una vendetta contro chi? E perché? Quale che sia il motivo, è un piatto che andrà servito freddo. Ma Antonia non sa che Borgo Propizio ha il dono di cambiare la vita di coloro che varcano la sue mura merlate…



Non vedevo l'ora di mettere di nuovo piede a Borgo Propizio.
Un po' come quando andiamo in vacanza in un luogo che sentiamo perfetto per noi e facciamo i salti mortali per tornarci sempre più spesso. In fondo ogni nuova città è un po come un libro: ha la sua immagine, la sua storia, i suoi personaggi, la sua vita e pure la sua conclusione, ahimé, quando siamo costretti a lasciarla. E come ogni libro, ha la possibilità di essere rivissuta ogni volta che vogliamo (o, almeno, possiamo).
Ecco, io a Borgo Propizio ci ero stata già due volte (se non vi ricordate... qui). La Limone mi aveva dato l'occasione per recarmici la prima volta, ma a distanza di mesi avevo già sentito l'esigenza di farvi ritorno: ho ripercorso le stesse strade, incontrato gli stessi personaggi, assistito agli stessi dialoghi. Tutto brillava e sorrideva come sempre.
Chissà, se qualche settimana fa  non fosse uscito questo secondo romanzo, magari ci sarebbe stata una mia terza volta nel Borgo Propizio di sempre, fino ad imparare a memoria: il paese e il libro. Ma ecco che giunge in libreria E le stelle non stanno a guardare e io non ho più bisogno di accontentarmi di rivivere il passato, sono pronta a fare un passo avanti.
L'impatto con questo secondo romanzo è stato, da un certo punto di vista, più rassicurante. Mi sono dedicata alla lettura come se già sapessi ciò che vi avrei trovato, e quella consapevolezza mi confortava. Avevo bisogno di rivedere il paese e la sua latteria, di sapere che tra Mariolina e Ruggero tutto procedeva alla grande, di sentire che Cesare e Claudia, di nuovo insieme, confermavano di essere fatti l'uno per l'altra.
E volevo essere sicura che Letizia non avesse perso la sua passione per il G.M e che Belinda... beh, per Belinda mi aspettavo una svolta, mi aspettavo che Borgo tutto si muovesse per portare nella sua vita qualcosa di grande. Ecco, ero lì, col libro tra le mani, in attesa di sapere che tutti i miei pensieri - o forse desideri - diventassero realtà. E, soprattutto, volevo il sorriso. Volevo quel sorriso che per ben due volte il primo volume mi aveva regalato per tutte le sue pagine, volevo che mi spuntasse in volto e non se ne andasse più.
...nessuna aspettativa particolare, in pratica, no??
Il romanzo è stato davvero un toccasana. Uno di quei romanzi che arrivano nel momento giusto, che confortano con le loro certezze, che ti fanno sentire in pace col mondo e ti fanno percepire ancora di più la primavera. Sì, E le stelle non stanno a guardare è un romanzo primaverile. Una storia che fa sbocciare altre storie, che porta novità: i suoi personaggi sono pronti a darsi una scossa, a cambiare, ad agire. Il lettore si fa facilmente trasportare da vecchie e nuove amicizie (e si fa conquistare tantissimo dalla possibilità Belinda-Francesco, sghignazzando come una matta - sì, "il lettore" sono diventata improvvisamente ed esclusivamente "io" - ad ogni loro incontro e dialogo) e si rilassa, tira un sospiro di sollievo e si rilassa. Arriva alla fine pensando: è andato tutto bene, grazie Loredana.
Allora perché tre stelline invece di quattro? Cosa è successo?
È successo che mentre mi trovavo ad amare il romanzo, venivo distratta da alcuni aspetti che non mi andavano giù. Ero come un'innamorata al primo stadio: all'inizio vede tutto perfetto e roseo, ma basta far passare un po' di tempo per cominciare a notare che non è tutto una meraviglia. Che c'è qualcosa che non va. Il bello dell'amore è che continuiamo ad amare nonostante quelli che per noi sono difetti, nonostante ci sia qualcosa che non ci piace. Così è accaduto col Borgo. Amore amore, sorriso stampato ma. C'è qualche piccolo ma.
A tratti mi è sembrato troppo lungo, o meglio: troppo concentrato su troppe storie.
La storia di Belinda e l'amore, quella di Ornella e del festival, di Antonia e del suo passato amoroso, di Mariolina e il suo destreggiarsi tra matrimonio e lavoro, di Marietta e la sua ricerca di una compagnia nella vita, di Saltalamacchia e la sua famiglia, di Cesare e Claudia e l'adozione... Troppe, ecco.
Tutte storie interessanti e piacevoli e pure spassose, ma non tutte hanno avuto l'approfondimento che si meritavano. Alla fine la sensazione è quella di un'occasione mancata.
In alcuni casi ci sono aspetti che mi sono rimasti oscuri, non spiegati e ho pensato che forse è il modo dell'autrice per dirmi: non ti preoccupare, le risposte te le darò nel prossimo volume. Il che sarebbe ovviamente accettabile, ma Borgo Propizio ci aveva abituato in maniera diversa: tutto comincia e finisce in quel volume. Non c'è attesa, è tutto compiuto.
Perché non raccontare meglio il rapporto tra Cesare e Claudia? Perché non spiegare meglio quel che ha fatto Antonia e svelare una volta per tutte i segreti dello scrittore? Perché non dare un seppur momentaneo happy ending (o magari unhappy) alla relazione tra Marietta e il sindaco?
Non so, mi sembra che alla chiarezza del primo Borgo Propizio si sia sostituito un modo di raccontare meno diretto, più ambiguo. 
Il bello è che la storia me la sono totalmente goduta, ma solo dopo averla finita mi sono resa conto che qualcosa non mi tornava. Come se per riuscire a raccontare tutte quelle storie, fosse stato detto tanto ma non abbastanza. Questo romanzo è di quelli gustosi da leccarsi i baffi ma non ci sazia, anzi, ci fa venire ancora più fame. Terminiamo l'ultima pagina pensando: Loredana, non è finita qui.
Questo è il motivo delle 3 stelline: per mettere la quarta, voglio qualcosa di più, che al momento non c'è.
In conclusione E le stelle non stanno a guardare non ha tradito le mie aspettative: nonostante manchi qualcosa, il romanzo è divertente, è rilassante, è ironico... è di una carineria unica. Però per essere soddisfatta voglio un seguito dove tutto possa compiersi. Al più presto.

giovedì 24 maggio 2012

Recensione: Borgo Propizio di Loredana Limone

Trama:
Tutte le fiabe cominciano con C’era una volta… ma questa è diversa, questa comincia con “C’è una volta…”, al presente, sì, perché c’è la volta in cui si decide di cambiare tutto. E ricominciare.
Tutto ruota attorno a una latteria, che la giovane Belinda vuole aprire nel centro di un delizioso paesino medievale. Certo, il paesino più che delizioso sembra sonnolento, a causa di una giunta comunale poco attiva; certo, nel negozio che Belinda sta ristrutturando si dice aleggi la presenza di un fantasma. Ma la ragazza vuol cambiar vita a tutti i costi, per superare il divorzio dei suoi, per riprendersi da una delusione amorosa, per rompere con tanti legami. La circonda una folla di personaggi divertenti e scombinati, sinceri e misteriosi... come la vita.
Un libro autentico, sincero, divertente. Una voce nuova che ci farà amare questa simpatica Armata Brancaleone del ventesimo secolo perché presenta la vita nella sua semplice complessità, quasi a dirci: osa essere te stesso… e non sarà poi così dura.


L'autrice:
Loredana Limone ha composto la prima poesia a nove anni, ma è passata molta acqua sotto i ponti prima che i suoi scritti uscissero dal cassetto. Ha al suo attivo alcuni libri gastronomici e per bambini. Se non abitasse sulla sponda del Naviglio Martesana, dove si è trasferita per amore, Borgo Propizio è il luogo dove le piacerebbe vivere.



Recensione:
Questa è una delle storie rivelazione (per me, almeno!) di questo 2012.
Uno di quei romanzi che mai avrei scelto di leggere se mi fossi fermata al solo titolo e cover. Se Borgo Propizio mi fosse capitato davanti agli occhi in libreria, l'avrei forse preso e rigirato tra le mani per poi riporlo immediatamente lì dov'era. Il titolo non mi ispirava, la cover neanche... probabilmente non mi sarei neanche soffermata sulla trama.
Un libro che avrei superficialmente bocciato a causa della primissima (e mi ripeto) superficiale impressione.
Siamo nell'era dell'immagine, anche i libri hanno bisogno di una veste particolare per affascinare gli eventuali lettori e questo proprio non ce l'aveva.
Fortuna che esiste internet. Fortuna che Borgo Propizio non me lo sono ritrovato davanti in libreria ma on line,  mentre scoprivo che Barbara Fiorio è nelle mani di un'agenzia letteraria. Leggi qua, scorri là, mi appare il nome di Sara Rattaro, anche lei della stessa agenzia... Due autrici delle quali nell'ultimo anno ho letto un romanzo a testa e ho amato tantissimo entrambi. Scoprire dell'esistenza di questa nuova scrittrice italiana, rappresentata dalla stessa agenzia e che sarebbe stata presto pubblicata da Guanda, è stato un colpo di fortuna. Le ho dato una chance grazie a quella trama che mi ha colpita fin dalla prima frase: "Tutte le fiabe cominciano con C’era una volta… ma questa è diversa, questa comincia con “C’è una volta…”, al presente, sì, perché c’è la volta in cui si decide di cambiare tutto" per convincermi poi con l'ultima: "Come finisce? Finisce bene e male, perché questa è, sí, una fiaba, ma una fiaba realistica."
Fiaba è la password per legarmi ad un libro, è la parola magica che mi costringe a leggere una storia anche se non ne avevo nessuna intenzione.
Oddio ma quanto chiacchiero, vi ho raccontato il mio incontro con Borgo Propizio senza però parlarvi direttamente di lui, di questo divertente, ironico, piacevole, originale romanzo.
Cosa dirvi per farvi capire quanto questa storia meriti di essere letta?
Bé, prima di tutto, sappiate che quando lo leggerete non riuscirete a togliervi dal viso un sorriso - quasi - ebete. Perciò sarà forse meglio che lo leggiate chiusi in una stanza, se non volete essere osservati: insomma non fate come me, che l'ho iniziato e finito sul treno da Napoli a Torino e le persone che mi sedevano di fronte e accanto avranno pensato che avessi una paralisi facciale. La Limone racconta e noi sorridiamo. Ci presenta i suoi personaggi un po' sopra le righe, ma tanto umani, e noi sorridiamo. Ci spiazza con scelte avventate dei suoi protagonisti e noi sorridiamo.
Ci racconta la vita facendoci sorridere.
Ci fa sentire abitanti di quel villaggio dove le chiacchiere si trasformano velocemente in pettegolezzi, e nonostante tutto, noi sorridiamo. Ci descrive un piccolo paesino italiano, dove tutti si conoscono, dove la privacy non esiste (non lo dirò più che sorridiamo, promesso!) ma non ne restiamo disturbati, innervositi, contrariati. Sembra davvero di essere nel bel mezzo di una fiaba, anche se una fiaba molto realistica. E se essere realistici nel nostro paese significa spesso essere tristi, amareggiati e disillusi, qui il senso è un altro. Il realismo incontra la possibilità di essere felici senza andare a scomodare l'utopia. Si tratta di un lieto fine realisticamente possibile.
Borgo Propizio potrebbe trasformarsi nella storia di ognuno di noi: c'è l'amore, quello di un colpo di fulmine improvviso e quello duraturo di un lungo matrimonio, c'è la voglia di realizzare il proprio sogno (e qui c'è il sogno carinissimo di aprire una latteria di cui non vi dirò il nome, perché sarà divertente scoprirlo), c'è il calore di una famiglia, l'affetto fraterno, ci sono gli ostacoli, le paure (... i fantasmi?), i tesori nascosti, le persone intorno che un po' ti sostengono un po' ti giudicano, e poi c'è la passione... c'è la vita. E c'è il Gran Musicante, elemento geniale.
Un romanzo che fa venir voglia al lettore di andare alla ricerca del proprio personale Borgo Propizio. 


Titolo: Borgo Propizio
Autore: Loredana Limone
Editore: Guanda
Pagine: 240
Isbn: 9788860886576
Prezzo: €16,50
Valutazione: 4 stelline
Data di pubblicazione: 10 Maggio 2012

mercoledì 2 maggio 2012

Avvistamento: Borgo Propizio di Loredana Limone

Un incrocio tra fiaba e realtà, tra un c'era una volta e c'è ancora adesso.
Imbattermi in questo romanzo è stato per me un piccolo colpo di fortuna. I romanzi della casa editrice Guanda trovano sempre poco spazio nei blog in generale (non chiedetemi il perché: dipenderà dagli argomenti trattati - forse troppo seri? o dalle cover - per niente attraenti?) e devo dire, con dispiacere, anche nel mio.
Borgo Propizio mi ha urlato, dalla pagina web in cui l'ho scovato, per farsi notare e per chiedermi se potessi presentarlo anche ad altri lettori. Eccolo qui per tutti noi: romanzo d'esordio di Loredana Limone, già autrice di libri gastronomici e per bambini, che ora si cimenta mettendo su carta il sogno che ha sempre avuto nella vita: aprire una latteria!

Borgo Propizio
di Loredana Limone

Trama:
Tutte le fiabe cominciano con C’era una volta… ma questa è diversa, questa comincia con “C’è una volta…”, al presente, sì, perché c’è la volta in cui si decide di cambiare tutto. E ricominciare.
Tutto ruota attorno a una latteria, che la giovane Belinda vuole aprire nel centro di un delizioso paesino medievale. Certo, il paesino più che delizioso sembra sonnolento, a causa di una giunta comunale poco attiva; certo, nel negozio che Belinda sta ristrutturando si dice aleggi la presenza di un fantasma. Ma la ragazza vuol cambiar vita a tutti i costi, per superare il divorzio dei suoi, per riprendersi da una delusione amorosa, per rompere con tanti legami. La circonda una folla di personaggi divertenti e scombinati, sinceri e misteriosi... come la vita.
Un libro autentico, sincero, divertente. Una voce nuova che ci farà amare questa simpatica Armata Brancaleone del ventesimo secolo perché presenta la vita nella sua semplice complessità, quasi a dirci: osa essere te stesso… e non sarà poi così dura.



L'autrice:
Loredana Limone ha composto la prima poesia a nove anni, ma è passata molta acqua sotto i ponti prima che i suoi scritti uscissero dal cassetto. Ha al suo attivo alcuni libri gastronomici e per bambini. Se non abitasse sulla sponda del Naviglio Martesana, dove si è trasferita per amore, Borgo Propizio è il luogo dove le piacerebbe vivere.




Titolo: Borgo Propizio
Autore: Loredana Limone
Editore: Guanda
Pagine: 240
Isbn: 9788860886576
Prezzo: €16,50
Data di pubblicazione: 10 Maggio 2012