venerdì 4 aprile 2014

Libri interessanti nel mese di aprile

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È quasi un mese che gironzolo on line per riuscire a beccare tutte le prossime uscite interessanti di questo mese. È un'attività che mi diverte, mi entusiasma e mi rassicura: per ogni libro interessante che becco, sto lì a pensare che nella vita i libri che vorrò leggere non finiranno mai. (Che poi mi ritrovi a pensare anche che non basterà una vita per leggerli tutti è un pensiero che mi angoscia, ma decido di non ascoltarlo e nasconderlo dietro gli entusiasmi).
Stavolta mi sono resa conto, però, che le nuove uscite che trovavo in giro mi stavano lasciando fin troppo insoddisfatta. Sempre i soliti titoli, le solite trame, la solita sbobba. Allora ho preso tutti i titoli, li ho riuniti tutti in un lunghissimo elenco e mi sono divertita a depennarli uno dopo l'altro: questo no, sarà banale; questo no, mi ha stufata; questo via, copertina imbarazzante; questo off limits, titolo tremendo; e così via. Li ho abbattuti uno dopo l'altro, col rischio di non ritrovarmi a desiderare più nulla. Qualcuno ha resistito perché era - nella mia mente - decisamente meritevole; altri hanno superato la selezione ma con qualche riserva (riserva che si scioglierà solo se li leggerò... vedremo).
Ok, diamo inizio ai "Perché ho scelto questi libri". Presenterò motivazioni brevi e poco intelligenti, statene certi ;)

Sto leggendo, o almeno finora ho letto solo le prime due pagine ma spero di continuare, Suite francese di Iréne Némirovsky, una delle scrittrici che più ammiro al mondo. Da quando i diritti sulla sua opera sono scaduti, le case editrici ormai fanno a gara nel pubblicare o ripubblicare vecchi romanzi o racconti inediti. Passigli editore si è concentrato su questi ed è in uscita Speranze e destini, ultimo di quattro volumi in cui vengono raccolti gran parte dei suoi racconti.
Parlando di questa autrice, non poteva sfuggire alla mia ricerca Un paesaggio di ceneri di Élisabeth Gille, romanzo della figlia della Némirovsky. L'hanno definito, nella scheda, seguito ideale di Suite francese. Definizione ambiziosa sicuramente, ma che mi ha incuriosita e convinta a leggere - per l'appunto - Suite francese. Per poi meditare se sia il caso o meno di dare una chance alla figlia. Se voi avete già letto il capolavoro della madre e decidete di provare questo, fatemi sapere.
Parlando di figli d'arte, mi è nato spontaneo  il collegamento con il romanzo di Elisa Fuksas, Figlia di. Forse la trama non presenterà nessun elemento particolarmente originale, ma mi attirava la connessione col romanzo sopra, che ho deciso di leggere solo perché l'autrice è "figlia di". Insomma la Fuksas mi ha fregata, io ci sono cascata. Ma magari il libro potrebbe rivelarsi un gran Libro. Magari. 
Rimanendo in tema familiare, il nuovo libro di Concita De Gregorio (leggo tutti i suoi libri, sono una calamita) è scritto in tandem col figlio Lorenzo, ed è incentrato sulle storie che madre e figlio hanno da raccontarsi. Non ho ancora capito quale sia il titolo, perché alcuni siti portano una copertina indicante Le storie smarrite del gatto e del corvo, altri Un giorno sull'isola. Ma pare che quest'ultimo sia quello vincente... chissà. Comunque la De Gregorio va letta, anche se i suoi non sono romanzi (e io ho una forte predilezione per questa forma narrativa): sa usare le parole per arrivare al lettore e farlo riflettere e capire. È davvero una donna in gamba.
È invece la voce di un padre quella di Serva del signore: un padre alle prese con la scelta drastica della figlia, ossia quella di dedicare la vita a Dio. Scelta che la porterà per sempre lontana da lui. La voce del padre guiderà l'intero romanzo per poi lasciare le ultime pagine alla risposta della figlia. Qui mi fido della E/O e delle loro scelte editoriali: il tema, se ben trattato, potrebbe essere interessantissimo. 
E se invece i genitori mancano e restano solo i figli? Se quei figli possono vivere la loro vita senza essere figli di? Ce lo racconta Giorgio Scianna in Qualcosa c'inventeremo, romanzo ambientato ai nostri tempi dove i protagonisti sono due adolescenti rimasti orfani che decidono di continuare la loro vita come se niente fosse accaduto. Passando da un orfano all'altro ci imbattiamo subito in Roderick Duddle - che dalla sola trama già mi sembra di conoscere - di Michele Mari alle prese con il destino, a volte beffardo a volte benigno. 
Un'intera famiglia, invece, è la grande protagonista del ritorno di Gianluca Morozzi con Radiomorte. Leggete la trama, dai, leggetela ora (leggetela. ora.) e poi venite a dirmi se non vi attira. Di Morozzi non ho ancora letto nulla (shame on me) ma ne ho sentito dire gran bene. E questo romanzo lo voglio tanto, e non vi sto a dire il perché, se avete letto la trama (e leggetela, dai!) capirete. 
Si parte con una famiglia per arrivare a una storia di guerra e d'amore nel romanzo di Theresa Revay, Le luci bianche di Parigi. Dalla Russia verso Parigi, una mamma e due figlie iniziano un viaggio che le porterà attraverso la Rivoluzione d'ottobre fino all'occupazione nazista. Durante il percorso: la perdita della mamma, la nascita di un amore.
Ancora anni '20, ma questa volta in Inghilterra: niente guerra nella vita di Lucia (Lucia a Londra) tra Riseholme e Londra, ma solo un tranquillo e - almeno all'apparenza - piacevole romanzo di costume. 
Ci pensano Milena Agus e Luciana Castellina a ricostruire la storia immediatamente successiva a quell'epoca: le due donne ci trasportano nel dopoguerra, in Italia, attraverso un resoconto ottenuto sia parlando con chi quel periodo l'ha direttamente vissuto, sia osservando dall'esterno quel che è accaduto. Se siete interessati: Guardati dalla mia fame è il titolo che fa per voi.
Cronologicamente facciamo un passo avanti e ci dirigiamo verso gli anni '60, in America: un gruppo di giovani e i loro tentativi di fondare una Comune, presumibilmente chiamata Arcadia. Questo mi interessa assai, l'ha scritto Lauren Groff e il titolo è - per l'appunto - Arcadia.
Giovani meno sognatori ma molto più disamorati sono i protagonisti di Cazzimma, romanzo d'esordio di Stefano Crupi. Spiegare a un non napoletano cos'è la cazzimma non è cosa facile, anche perché ha diverse sfumature. Non è questo il fulcro del romanzo: se però volete capirne di più, il 15 aprile correte a prendere questo romanzo. Non so perché (non è vero, lo so) ma mi ispira assai. 
E poi... e poi ho parlato troppo. Perciò qualcuno lo lascerò fuori e sarete voi a decidere cosa possa attrarvi. 
Spendo le ultime parole solo per i tre saggi che ho deciso di mettere in luce qui: Dantzig cerca di riuscire a definire il concetto di capolavoro passeggiando per i capolavori della letteratura mondiale (e sfido a non essere curiosi al riguardo)con il suo A proposito di capolavori; Chiuso per kindle racconta la difficile ma soddisfacente vita di librai e librerie nell'epoca dell'ebook (specchietto per le allodole? ok, sono un'allodola); Leggere di Giusi Marchetta (scusate l'assenza di cover, ma mica l'ho capito se sto libro verrà davvero pubblicato o meno) racconta le gioie del leggere e le difficoltà di avvicinarsi alla lettura. 
Ah, visto che sono in tema, Il risveglio della signorina Prim ha come protagonista una donna che diventa bibliotecaria. Poi magari la biblioteca non apparirà nel romanzo manco di striscio, ma hai visto mai. 
Ah, stavolta non sono in tema ma un a proposito degli spropositi ci sta bene di tanto in tanto, Paola Cereda (al suo esordio con Se chiedi al vento di restare - prima o poi reperirò la cover, lo prometto!) fa parte della scuderia Meucci Agency. Giuro che ogni volta che ho letto un romanzo uscito da questa agenzia letteraria me ne sono sempre innamorata, perciò via, appuntiamoci il titolo anche se non abbiamo la copertina.
E poi mille grazie ad Astoria, che pubblica un nuovo esilarante capitolo di Agatha Raisin
Posso chiudere qui, e scusate le chiacchiere. E pure il ritardo (che il post doveva uscire il primo aprile ma una parola di qua, una trama di là, siamo giunti al 4.)

(P.S: l'ultima cosa, giurin giurello. Aspetto con ansia Gli illuminati di Eleanor Catton, che doveva uscire per Fandango a gennaio. Poi a febbraio. E a marzo. Ora voci di corridoio pare affermino esca ad aprile: io ormai non ci credo più, ma se sapete qualcosa fatemi sapere! Passo e chiudo)

(P.S bis: il mio giuramento che quel p.s. sarebbe stata l'ultima cosa che avrei scritto purtroppo va a farsi benedire. Ho inserito un altro romanzo, un Neri Pozza: ma ci rendiamo conto che avevo fatto un post di uscite senza romanzi Neri Pozza, la mia amata? Bé, finalmente ho data e cover: si tratta di uno dei romanzi che erano arrivati tra i finalisti al Premio Neri Pozza 2013, perciò bisogna assolutamente leggerlo. Si trova qui sotto, Dentro c'è una strada per Parigi - il titolo non vi basta? a me sì! - di Nòvita Amadei.)



Maschio bianco etero
di John Niven
Kennedy Marr è un donnaiolo, un egocentrico, un narciso. Un uomo baciato dal successo, uno di quei bastardi a cui la vita ha servito le carte migliori. E ha scoperto che Hollywood è un posto formidabile per praticare gli eccessi. Nulla al mondo lo convincerebbe a lasciare la California per tornare nello sprofondo inglese. Ma non ha fatto i conti con l'Agenzia delle entrate. Cosí, quando inopinatamente viene insignito di un prestigioso - e ricco - premio letterario è costretto ad accettare. Anche se ciò significa passare un anno in un college inglese a insegnare scrittura creativa a dei pivelli senza talento. E soprattutto ritrovarsi faccia a faccia coi fantasmi del passato. Dopo lo strepitoso Gesú Cristo protagonista di A volte ritorno, John Niven inventa un altro personaggio iperbolico e irresistibile, un uomo capace di fare a pezzi per sempre la reputazione del maschio contemporaneo.
Edizioni Einaudi, €18,50. 1 aprile


Un paesaggio di ceneri
Élisabeth Gille
Nella Francia occupata dai nazisti, un giorno del 1942 Léa Lévy, di 5 anni, separata dai genitori, ebrei russi, nella speranza che così le sia più facile sfuggire alla deportazione, viene accolta in un collegio religioso della regione di Bordeaux. Testarda e ribelle, la bambina semina lo scompiglio, dando filo da torcere alle suore che la nascondono e proteggono. Sarà la grande amicizia che la lega a Bénédicte, di due anni più grande, ad aiutarla a evadere in un mondo infantile, lontano dalla violenza degli adulti. Ad accomunare le due bambine, il pesante tormento di non sapere più nulla dei genitori scomparsi. Ma se alla Liberazione per l’una ogni cosa si chiarisce, tutto rimane immerso nella tenebra più fitta per l’altra, che niente e nessuno riuscirà a distogliere dalla sua ostinata ricerca della verità. Bénédicte si batterà per restituire un futuro a Léa. Ma quando l’identità di una ragazzina è stata distrutta, la sua coscienza saccheggiata e devastato il suo immaginario, è ancora possibile rinascere dalle proprie ceneri? Salutato all’uscita in Francia nel 1996 come un avvenimento letterario, Un paesaggio di ceneri costituisce sotto molti aspetti il seguito ideale di Suite francese, il romanzo capolavoro di Irène Némirovsky, madre dell’autrice. Nella drammatica e struggente storia della piccola Léa si rispecchiano, trasfigurate in grande letteratura, le vicissitudini personali e famigliari della Gille.
Edizioni Marsilio. €16,50. 2 aprile


A proposito di capolavori

Charles Dantzig
Dantzig cerca di definire il concetto di “capolavoro” in letteratura (soprattutto ma non solo, perché vengono chiamati in causa anche dettagli pittorici o sequenze cinematografiche) attraverso un'opera colta e briosa, composta di brevi capitoli, meditati e divertiti allo stesso tempo, in cui confluiscono analisi letterarie, squarci autobiografici, umorismo e passioni personali. Dispiegando la sua vivace erudizione, lo scrittore ci guida in una passeggiata fra le opere della letteratura cinese, greca, latina, francese, italiana, inglese, russa, portoghese, americana ecc. per mostrarci come definire un capolavoro sia operazione paradossale, poiché 1'essenza del capolavoro è sottrarsi a ogni tentativo di definizione. Ogni capolavoro è unico, non è frutto di applicazione artigianale, non nasce dalla fatica e dall'impegno; al contrario, è un opus irripetibile e, pur legato alla sua epoca e ai suoi luoghi, non risente delle mode, ma contribuisce invece a crearle, regalando al lettore una tregua dalla quotidianità e forse anche un momento di eternità: “Il capolavoro ci trasforma in capolavoro”.
Archinto Editore. €19,00. 2 aprile


Chiuso per Kindle - Diario di un libraio in trincea
M. Timpano - P.Francesco Leofreddi
Insidiato dai negozi online e dai supermercati, minacciato dall'e-book e dalla crisi, il libraio resiste come un soldato che crede molto, moltissimo, nella sua missione: presentare ogni giorno ai lettori storie e idee in forma di libro, scegliendo con esperienza e passione tra le migliaia di proposte che affollano i cataloghi degli editori. Tra gli scaffali, Don Chisciotte e Maigret, libri di ricette e casi letterari nelle varie sfumature si spartiscono l'attenzione degli acquirenti senza risparmiarsi colpi bassi. Loro, i lettori, si difendono come possono, confortati dall'inserto del giornale di fiducia e da una sana diffidenza. "Chiuso per Kindle" è un viaggio nella vita quotidiana di una libreria, un'irresistibile galleria di clienti raccontata da chi lavora dietro la cassa, la cronaca senza omissioni delle cattive abitudini dell'editoria nell'era del best-seller a tutti i costi. Ma è anche, e soprattutto, un atto d'orgoglio nei confronti di un mestiere insostituibile, che nessun tablet potrà sconfiggere. Massimiliano Timpano e Pier Francesco Leofreddi sono due librai, vivono e lavorano a Roma.
Edizioni Bompiani. €9,50. 2 aprile


La figlia di
Elisa Fuksas
Se non portasse quel cognome, il suo ragazzo l’avrebbe amata lo stesso? Con un altro padre, sarebbe stata scelta da quelle amiche impeccabili e in carriera? Con una famiglia qualunque, avrebbe trovato qualcuno disposto a pubblicare il suo libro – l’astrusa biografia di un’intellettuale comunista? La risposta è no, questo è pronta a credere Olimpia Reale, il giorno in cui un editore, rifiutando il frutto di anni di lavoro, le propone un volume su suo padre. Perché Valerio Reale non è solo uno dei fotografi più noti d’Italia ma tiene una rubrica di successo in tv. E lei, neanche trent’anni e un attico in centro a Roma, si trova in balia di questi pensieri nel momento peggiore, con la sorella appena tornata da Londra per Natale, un prosciutto Pata Negra nella borsa e un bouledogue francese al guinzaglio (i due improbabili regali per i genitori). Ma è allora che la vita riesce a sorprenderla davvero: il fidanzato la lascia senza motivo, una noiosa cena formale si trasforma in un gioco di seduzione e il ritmo delle giornate cambia all’improvviso. E Olimpia si scopre diversa, agguerrita, decisa, come e più di suo padre.
Edizioni Rizzoli. €18,50. 2 aprile


Chez Maxim's - Ricordi di un fattorino
José Roman
I ricordi del fattorino José Roman del leggendario ristorante Maxim’s, uno dei luoghi esemplari di Parigi e della sua storia, riscritti, solo per la forma, da un giovane Raymond Queneau. «Monarchi e maragià, principi e milionari, magnati della finanza e dell’industria, diplomatici e uomini politici, tutta la nobiltà dell’universo, tutti i notabili mondiali sono venuti da Chez Maxim’s a “DIVERTIRSI” in una atmosfera di lusso e di ebbrezza, nella società delle mondane raffinate, con l’élite delle cortigiane. Se anche in quell’ambiente s’insinuavano parassiti di gran classe, spie, avventurieri, la volgarità però non era mai ammessa». Con questa filosofia, José Roman, nelle memorie del 1939 raccontava i primi quattro decenni di esistenza del vero tempio della Belle époque. Gli erano corsi davanti, dall’osservatorio privilegiato di fattorino in realtà factotum al servizio dei capricci e delle necessità di quegli elegantissimi dandy, di quelle provocanti divoratrici di patrimoni. Al Maxim’s, per obbligo di buon gusto mancando ogni numerazione, non c’era altro modo di accontentare i clienti se non conoscendone perfettamente nomi, compagnie e gusti. Un fattorino, ricercato come l’autore di queste indiscrezioni, diventava così, obbligatoriamente, uno scrigno di segreti e un confidente, quando non anche un complice di debosce. È l’ambiente di Feydeau che Roman racconta, fatto di un’aristocrazia malinconicamente decaduta e un patriziato del denaro famelico, tanto diverso da quello del Moulin Rouge di Toulouse-Lautrec, da far credere a una lotta di classe allo champagne. I ricordi del fattorino di Maxim’s furono riscritti, solo per la forma, da un giovane Raymond Queneau. L’autore di Zazie nel metró riesce a nascondere perfettamente la sua mano, come scrive Giuseppe Scaraffia nella Nota finale. «Ma erano proprio l’estraneità del mondo e del linguaggio di Roman a interessare quel trentenne introverso, impegnato nell’impossibile scommessa di avvicinare la lingua scritta a quella parlata».
Edizioni Sellerio.€14,00. 3 aprile


Speranze e destini
Irene Némirovsky
Ma l’opera della Némirovsky non è ancora del tutto conosciuta: sono numerosi i racconti pubblicati su varie riviste dall’inizio degli anni Trenta fino alla morte tuttora inediti o non noti in Italia, scritti che costituiscono una incredibile miniera di grande letteratura. Così come Adelphi ha pubblicato tutti i romanzidella Némirovsky, la Passigli Editori sta pubblicando l’intera raccolta dei racconti. Speranze e destini, che ha come tema i grandi e tragici avvenimenti tra rivoluzione sovietica e seconda guerra mondiale è l’ultimo, dopo Siamo stati felici, Giorno d’estate e Sortilegio, dei quattro volumi di racconti che fanno conoscere in modo più approfondito le opere di questa grande scrittrice che si è imposta, dopo alcuni decenni dalla morte, nel gotha degli scrittori più amati del mondo intero.
Passigli Editore. €14,50. 3 aprile


Radiomorte
Gianluca Morozzi
Vi presentiamo i Colla: l’incarnazione di un ideale. Padre di successo, madre affettuosa, figlio maggiore bello e capace, figlia minore intelligente e sensibile. Cosa fanno di mestiere? Sono mercanti di felicità. Mostrano al mondo che diventare come loro si può, basta acquistare il bestseller di Fabio Colla La famiglia felice al tempo della Crisi. Milioni di lettori lo hanno già fatto e oggi i quattro sono invitati a parlare della loro ricetta infallibile in una sperduta radio di provincia. Ma una volta entrati in studio, senza cellulari per non disturbare la trasmissione, l’intervista prende una piega spiacevole. Le domande si fanno incalzanti. Poi le porte si chiudono. Infine Kristel, la giovane dj, comunica soavemente che uno dei quattro non uscirà vivo di lì. Chi? Lo decideranno loro. Non esiste un modo per salvarsi. Ma è possibile ritardare il gran finale comprando tempo in cambio di parole: raccontando i più terribili segreti. E dal passato dei Colla riemergono gli incubi rimossi della «famiglia perfetta». Sospinti dalla paura, i Colla mostrano il loro vero volto. E il mito dell’armonia familiare si dissolve in una trama sempre più nera… In questo romanzo dal ritmo serrato Gianluca Morozzi ritrova le atmosfere e la suspense di Blackout, chiudendo tra le quattro mura di uno studio radiofonico un gioco di specchi, di verità, di orrori sepolti nell’idillio dell’Appennino bolognese.
Edizioni Guanda. €15,00. 3 Aprile


Un giorno sull'isola o Le storie smarrite del gatto e del corvo (Quale sarà il titolo?)
Concita De Gregorio in viaggio con Lorenzo
Una madre e un figlio arrivano in un'isola, siedono allo stesso tavolo con due computer, e anziché parlarsi si scrivono. All'inizio è un esercizio di avvicinamento tra due mondi, e anche un mettersi alla pari, figlio e madre. Poi, come pesci in una rete luminosa, trovano le storie che si erano smarrite, e andavano cercando da una vita. Storie così vicine alla vita stessa, che quasi con la vita si confondono. Ma non del tutto.
Edizioni Einaudi. €14,50. 8 aprile






Il risveglio della Signorina Prim
Natalia Sanmartin Fenollera
Se vuoi intraprendere questo viaggio apri bene gli occhi, respira profondamente e dimenticati della velocità del mondo. Stai per imboccare la strada che ti condurrà a Sant'Ireneo di Arnois, un universo dove le persone sono più buone e la vita è più bella, dove il frastuono e la frenesia non arrivano e dove finalmente avrai il tempo per godere a pieno delle piccole gioie quotidiane. Proprio a Sant'Ireneo approda la signorina Prim, una trentenne coltissima che sotto l'apparenza razionale e lo spirito indipendente nasconde le debolezze e le contraddizioni di un animo sensibile e passionale. Spinta dal desiderio di scappare dai ritmi dell'ufficio, dalle interminabili giornate tutte uguali, avvelenate da sorrisi sarcastici e occhiate malevole, dopo aver letto sul giornale l'annuncio di un posto di lavoro come bibliotecaria a casa di un "gentiluomo", si è infatti convinta che l'occasione per cambiare passo sia finalmente arrivata. Quando però si presenta a casa del suo nuovo principale - una sorta di orgoglioso e affascinante Mr Darcy che con metodi assolutamente non convenzionali insegna ai bambini del paese - si rende conto di non essere preparata a fronteggiare una realtà così distante dalla sua tradizionalissima formazione. Sant'Ireneo, infatti, è una colonia di esiliati dal mondo moderno che hanno deciso di rinunciare alla carriera e al successo per vivere una vita semplice e rurale, ispirata ai più alti valori filosofici e morali e decisi a recuperare lo splendore dell'antica cultura europea. Le regole e le abitudini di questo paese, così come i suoi anticonformisti e arguti abitanti, aiuteranno la signorina Prim a ristabilire un contatto con la bellezza delle piccole cose e la accompagneranno lungo un cammino di crescita personale che la porterà molto più lontano di quanto lei stessa avesse immaginato e le daranno la forza di aprirsi all'amore...
Edizioni Mondadori. €16,50. 8 aprile


Leggere
Giusi Marchetta
È un compito sfiancante, complicato, persino doloroso. Servono pazienza e immaginazione. Ma trasmettere ai ragazzi la passione per la lettura è possibile. Ce lo racconta, con leggerezza, un'insegnante che qualche volta ci riesce. Hanno quindici, sedici anni. Sono insicuri, confusi, hanno dubbi su tutto. Meno che su una cosa: leggere è noioso, difficile e non rende felici. Leggere, insomma, non serve a niente. I ragazzi fuggono dalla pagina scritta: le storie le trovano in tv, le informazioni su Google, e la bellezza se la cercano addosso. Pensare di poterne fare esperienza attraverso le parole è un'idea che non li sfiora. Verrebbe quasi da arrendersi e lasciarli andare. Oppure no. Giusi Marchetta mette a frutto la sua esperienza di insegnante precaria e di lettrice appassionata per raccontare agli altri insegnanti, ai genitori, ma soprattutto ai ragazzi ai quali queste pagine spigliate danno del tu che l'amore per i libri può contagiare. Con un montaggio serratissimo che accosta ricordi d'infanzia, riferimenti letterari da Dante a Hornby, da Calvino a King ed esperimenti di didattica.
Edizioni Einaudi. €14,00. ???


Il cappello del maresciallo
Marco Ghizzoni
Boscobasso, succulento borgo in provincia di Cremona, è in subbuglio. Non solo il liutaio Arcari è stato trovato morto in circostanze imbarazzanti, ma pare che la sua perfetta mogliettina si sia messa a intrallazzare col becchino, mentre l’ex sindaco è «fuggito» dalla sua tomba: è troppo persino per il maresciallo Bellomo e per i suoi due obbedienti sottoposti. Nel breve volgere di due giorni, mezzo paese viene preso dalla febbre dell’intrigo, che non risparmia nessuno: dalla segretaria comunale Gigliola, zelante in tutto tranne che nel lavoro, al ruvido macellaio milanista Primo Ruggeri, per non parlare della bella barista Elena, contesa tra due uomini e ben decisa a conquistarne un terzo. L’indagine si complica, finché il maresciallo perderà, se non la testa, perlomeno il cappello... Una commedia degli equivoci sul filo del giallo che mette in scena con gusto la provincia italiana, i suoi caratteri, la sua allegria e i suoi misteri, in un intreccio che coinvolge e trascina come una sarabanda.
Edizioni Guanda. €16,00. 10 aprile


Questa non è una canzone d'amore
Alessandro Robecchi
Un fortunato autore televisivo ha abbandonato la trasmissione cui deve la fama e una discreta agiatezza. Si chiama Crazy Love e racconta la vita sentimentale della «né buona né brava gente della Nazione». Sotterfugi, tradimenti, odio, passioni e rancori, al motto di «Anche questo fa fare l’amore». Un enorme successo, ma lui non ne può più. Felice e orgoglioso della sua scelta, una sera gli si presenta in casa un tizio che cerca di ucciderlo. Si salva la vita, ma da qui in poi cominciano i guai. Una coppia di killer colti e professionali, due zingari in cerca di vendetta, una giovane segugia col cuore in frantumi, collezionisti e contrabbandieri di souvenir nazifascisti, qualche morto di troppo. Sullo sfondo accanto a una Milano multietnica e luccicante, la vita brulicante del campo rom, la sua cultura, la sua eticità. Questo di Robecchi è un giallo e una commedia, tra Scerbanenco e le canzoni di Enzo Jannacci. Una commedia nera, piena di suspense, di sorprese e paradossi. Raccontata da una voce caustica e cattiva, che tutto commenta e descrive con acuminata ironia, e che tiene in equilibrio il sarcasmo ribelle e sfacciato del suo investigatore chandleriano appassionato di Bob Dylan) e il cinismo a suo modo morale del punto di vista criminale e della vendetta. A riprova che un thriller di qualità è sempre anche critica sociale e romanzo di costume.
Edizioni Sellerio. €15,00. 10 aprile


Qualcosa c'inventeremo
Giorgio Scianna
Cosa fanno due adolescenti da soli in casa, senza adulti tra i piedi, e non per un pomeriggio ma per giorni, settimane? Mirko e Tommaso prendono ottimi voti, mangiano le verdure, tengono tutti gli scontrini, vanno a letto presto. Gli adulti la chiamano "la situazione": la professoressa Mavaldi, zio Eugenio, persino quello spostato dello zio Gil. La situazione è che Mirko e Tommaso Turriani, orfani da pochi mesi, affidati allo zio residente a Pavia, non hanno nessuna intenzione di lasciare la loro casa di Milano. Il prezzo più alto per restare da soli sono certi di averlo già pagato, e adesso rigare dritto è l'unico modo per andare avanti. Solo che la vita, loro lo sanno bene, non sempre è d'accordo con noi su quello che ci spetta. E quando Mirko decide di mentire per andare a Madrid a vedere la finale di Champions, per andarci con Greta, per passare una notte con lei non può immaginare di aver dato il via a un conto alla rovescia, una valanga che rischierà di travolgere tutti.
Edizioni Einaudi. €17,00. 15 aprile


Cazzimma
Stefano Crupi
In una Napoli assolutamente autentica, brulicante e famelica, con il suo caos perenne e una folla eterogenea ad animare i suoi vicoli stretti, il giovane Sisto, insieme all'amico Tommaso, detto "profumo", commette l'errore di dar vita a un piccolo traffico di droga destinato a una ristretta cerchia di facoltosi clienti. I due ragazzi credono di potersi arricchire indisturbati, trascorrendo la loro vita tra pomeriggi nella sala giochi e serate anfetaminiche, ma non hanno fatto i conti con Cavallaro, il potente boss che tutto vede e tutto comanda. Sarà solo grazie allo zio di Sisto, Antonio, suo padre putativo ed eminente personalità criminale all'interno del quartiere, che il ragazzo avrà salva la vita, a patto però di macchiarsi di un peccato bruciante, capace di segnarlo profondamente. Come riuscirà a liberarsi dal giogo che lo tiene legato a doppio filo alle sue colpe? Esiste un modo per rimediare e rinascere? L'incontro casuale con una ragazza getterà una luce diversa sulla vita di Sisto e lo spingerà verso una nuova direzione, più consapevole, più adulta, capace di farlo crescere e maturare. Cazzìmma racconta il punto di vista di una gioventù senza scopi, abulica, che si consegna agli eventi soffocando ogni sussulto di ribellione, nella convinzione che le cose capitino, e che non ci sia nulla da fare, quasi a esprimere implicitamente quel fatalismo tutto partenopeo con cui certi comportamenti sono accettati e considerati immutabili.
Edizioni Mondadori. €16,00. 15 aprile


Roderick Duddle
Michele Mari
Figlio di una prostituta, Roderick cresce tra furfanti e ubriaconi all'Oca Rossa, locanda con annesso bordello. Quando la madre muore il signor Jones, il proprietario, pensa bene di cacciarlo: quello che entrambi ignorano è che nel destino di Roderick c'è un'immensa fortuna, poiché è l'unico erede della nobile famiglia Pemberton. Il ragazzino si ritrova alle calcagna una folla di balordi, mentecatti, loschi uomini di legge e amministratori, assassini, prostitute, suore non proprio convenzionali, ognuno deciso a impadronirsi in un modo o nell'altro di una parte del bottino. E cosi Roderick fugge, per terra e per mare, in un crescendo di imprevisti, omicidi, equivoci e false piste.
Edizioni Einaudi. €22,00. 15 aprile


Lucia a Londra
Edward Frederic Benson
La tranquilla cittadina di Riseholme, nell’annoiata provincia inglese degli anni Venti, ha una sua regina indiscussa, l’impareggiabile Lucia. Lucia divide le sue giornate tra tè con la sua fedele corte di amiche, pettegolezzi e concertini domestici, fin quando un evento giunge inaspettato a sconvolgere la sua esistenza: una grossa eredità. Lucia allora abbandona Riseholm per trasferirsi nel quartiere più esclusivo di Londra, iniziando la sua scalata all’alta società: tra contesse, principi e artisti sbruffoni, Lucia, dopo una serie di esilaranti avventure, diventa la beniamina dell’aristocrazia londinese, o almeno così crede lei…
Fazi Editore. €15,00. 17 aprile

Dentro c'è una strada per Parigi
Nòvita Amadei
Adèle passeggia per le strade del suo quartiere a Parigi, e sembra fragilissima nel suo cappotto sbilenco di lana beige. Ha ottant’anni, e la città si schiude davanti ai suoi occhi come un paesaggio lontano ed estraneo: gallerie d’arte al posto di calzolai, corniciai e bot teghe passate per secoli di padre in figlio; corridoi di supermercati anziché la lun ga e rassicurante fila di negozietti di un tempo. Sébastien, suo figlio, vive a Londra, dove continua a trascurarla e a non condividere con lei pensieri e affetti. Il giorno in cui, dopo il secondo ictus, suo marito se n’è andato, Adèle ha pianto, ma soltanto perché si è sentita colpevolmente sollevata. Era diventato irriconoscibile, come «una statua con gli occhi strabuzzati», ha osato confessare a Martha, la giovane donna che vive con la figlia di tre anni nell’appartamento affianco al suo. Fino a qualche tempo fa Martha era sposata e, da agente immobiliare, aveva la testa piena di nozioni di estimo, norme di diritto, leggi fiscali, regolamenti edilizi. Poi divorzio e disoccupazione hanno vinto per lei ogni altra combinazione di problemi. Ora, dopo aver accompagnato la piccola Eline a scuola, fa colazione da sola con le calze ai piedi e le briciole dei biscotti della figlia sul tavolo. Un modo come un altro per ritardare l’inizio della giornata. A volte se ne va al parco e a zonzo per il quartiere con Eline recitando filastrocche, cantando e rientrando col pane dell’ultima sfornata. A volte sale al piano di sopra dove rigoverna l’appartamento di Jacob Lundman, un uomo con una voce profonda e morbida e gli occhi così neri che la pupilla si confonde con l’iride. Adèle piace così tanto a Eline che la piccola non capisce perché non vivano insieme dato che abi tano sullo stesso pianerottolo, porta a porta, e dato che Adèle è sola e anche loro lo sono. Eline le lascia ogni tanto dei disegni sullo zerbino e Adèle risponde con cara melle, biglietti di ringraziamento o filastrocche che la bambina recita con la madre prima di dormire, come una preghiera. Adèle, Martha, Eline: tre donne sole e inquiete, alla ricerca di un posto del mondo dove stare e ritrovarsi o, come dice la più piccola delle tre, di una strada che le riporti a casa. La solitudine sembrerebbe irrimediabile, se l’amore, «il dolore più gran de e la più grande consolazione» secondo le parole di Adèle, non facesse nuovamente irruzione nella loro vita a indicare che è nel cuore che c’è una strada per Parigi.
Edizioni Neri Pozza. €16.00. 17 aprile.



Arcadia
Lauren Groff
America, anni Sessanta. Un gruppo di giovani decide di fondare una comune basata sull’amicizia, la condivisione, l’amore e l’indipendenza dal denaro: la chiameranno Arcadia. Ed è qui che nasce il piccolo Bit, il primo dei molti figli che andranno a popolare un mondo bucolico e ricco solo di ideali. Ed è lui, Bit, con la sua voce da bambino e di giovane adulto, che ci racconta i sogni di una generazione, e le difficoltà del realizzarli: l’orto, gli esperimenti di sesso e amore condiviso, che fanno nascere più rancori che felicità, i bambini cresciuti da Madre Natura, liberi ma anche affamati e confusi. L’amore per Helle, bambina tanto bella quanto problematica, che lo accompagnerà tutta la vita. La fine della comune costringerà entrambi, nati e cresciuti in un mondo popolato di sognatori, a misurarsi con il mondo reale, quello degli anni Ottanta in California.
Codice Edizioni. €16,90. 17 aprile


La prova nascosta
Laurence Cossé
Cosa succede se a un certo punto nel mondo viene scoperta la prova inconfutabile dell'esistenza di Dio? Se Dio smette di essere oggetto di immaginazione o di fede e diventa un fatto reale, concreto, certo? Se il bene e il male hanno una spiegazione logica, se il mistero dell'esistenza smette di essere un mistero? Succede che il mondo va sottosopra, crollano i miti e i valori su cui finora si è basata la società, si sgretolano le divisioni di classe e le gerarchie, svanisce quella beata incertezza grazie alla quale l'uomo, per natura conflittuale e aggressivo, ha sviluppato nei secoli un modus vivendi che gli consente di coabitare il pianeta con i suoi simili. È lo scenario che si trovano ad affrontare cinque insigni teologi, da una parte illuminati, anzi folgorati, dall'evidenza della prova, dall'altra incerti se divulgarla al mondo scatenando una serie di destabilizzanti reazioni a catena. L'opportunità o meno della divulgazione della prova diventa il problema principale delle massime autorità politiche e religiose, timorose soprattutto di perdere i loro privilegi in un eventuale mondo nuovo votato al bene. Ed è uno scenario che Laurence Cossé affronta con ironia, immaginando le convulse iniziative messe in atto dal governo francese e dal Vaticano per occultare la prova: un balletto tra Roma e Parigi che diventa critica sferzante delle gerarchie della Chiesa.
Edizioni E/O. €16,00. 23 aprile


La serva del Signore
Jean-Louis Fournier
Un padre scrittore. Un padre solo, vedovo, anziano. Una figlia che a trent'anni decide di uscire dal mondo, ritirarsi in un luogo remoto per darsi a una vita religiosa fatta di preghiera e di meditazione. Per la figlia quella ricerca di Dio è la conquista della libertà, della felicità, dell'amore autentico. Per il padre è un ennesimo abbandono, e soprattutto il rimpianto di non avere più con sé, e per sé, quella figlia che prima di darsi alla religione era spigliata, creativa, spiritosa, dotata di un humour nero che lo faceva ridere. Scherzavano insieme, ridevano insieme, ma da dieci anni lei se n'è andata. È una storia vera. Fournier racconta al lettore della figlia e si rivolge alla figlia, racconta com'era e come non è più, e chiede alla figlia il perché del suo radicale mutamento, la invita a tornare. O meglio, a tornare a essere una persona "normale". Il testo è commovente e spiritoso, con una vena di filosofico cinismo che stempera l'amarezza di fondo dell'uomo sì di successo, ma vecchio e solo. È un viaggio nelle più intime angosce personali che l'autore ha voluto rendere pubbliche. Ma le ultime tre pagine sono la risposta della figlia…
Edizioni E/O. €12,50. 26 aprile


Se chiedi al vento di restare
Paola Cereda
Agata non sa nulla dell’amore e della bellezza. È una ragazza semplice, cresciuta su un’isola dell’Arcipelago Toscano, da un padre distante, che è solo capace di toccare il ferro della sua fucina, e una zia bigotta, invecchiata anzitempo e terrorizzata all’idea di volerle bene. Al posto di una madre, un’assenza, sotto forma di un vestito azzurro sepolto in un armadio. Al posto delle carezze che meriterebbe, parole dure che feriscono come schiaffi. È la scoperta della passione a cambiare per sempre il corso della sua esistenza. Per la cucina, grazie alla creazione di una salsa capace di dispensare il buonumore e far gustare il mondo. Per un giovane zingaro, addestratore di cavalli in un circo, che le fa capire, in un muto linguaggio di soli gesti, che la vita non è un inferno, come le hanno fatto sempre credere. È il piacere di un istante, un paio di scarpe rosse col tacco che danno scandalo, un ballo silenzioso con l’uomo che ami, e non importa se non è tuo marito, la pienezza che si prova solo quando si realizzano i propri sogni. Così Agata inizia finalmente e vivere, a ribellarsi a un mondo chiuso, schiacciato dal moralismo, dalla corruzione, dalla prepotenza. Ma lì è nata, e lì vuole rimanere. Capirà che l’amore e la bellezza, in fondo, sono come il vento, se non chiedi loro di restare, rimarranno a riempire i tuoi giorni. Un romanzo mediterraneo, forte, fantasioso, originale, allegro e profondamente umano. 
Edizioni Piemme. €14,50. 29 aprile


Agatha Raisin e la strega di Wyckhadden
M.C. Beaton
Ritrovatasi mezza calva per colpa della precedente avventura, Agatha fugge a Wyckhadden. Una strega del posto le vende un tonico che fa ricrescere i suoi folti capelli e un filtro d’amore, che Agatha prova su un ispettore di polizia locale. Tutto sembra andare per il meglio. Ma la strega viene trovata morta, uccisa a randellate. Che fare? Per una volta Agatha non ha voglia di intervenire, ma la strana compagnia di anziani, che stabilmente vive nell’albergo in cui soggiorna Agatha, svela a poco a poco tali e tanti segreti e possibili motivi di vendetta che la nostra aspirante investigatrice proprio non ce la fa a stare ferma.
Edizioni Astoria. €15,00. 16 aprile



Guardati dalla mia fame
Milena Agus, Luciana Castellina
È forse la prima volta che un avvenimento, in questo caso un efferato delitto, viene raccontato in uno stesso libro da due voci contrapposte che entrano nella pelle della vittima o dell’aggressore. Nella Puglia del dopoguerra, terra di passaggio dove si incontrano reduci, transfughi, tedeschi e alleati, in occasione di un comizio di Giuseppe Di Vittorio, politico e sindacalista, avviene un linciaggio. Milena Agus e Luciana Castellina entrano nei fatti, ciascuna con la propria passione e la propria ragione, minuziosamente documentate. Milena Agus penetra nel palazzo delle vittime, e le ricrea con la sua smagliante e amorosa immaginazione, mentre Luciana Castellina ricostruisce la storia di quegli anni, assai poco nota, e le circostanze che fecero di una folla di poveri braccianti e delle loro donne dei feroci assassini: una all’interno, l’altra all’esterno, in due superfici che si toccano senza conoscersi, il palazzo e la piazza, e che quando vengono a contatto, esplodono.
Edizioni Nottetempo. €14,00. 30 aprile


Le luci bianche di Parigi
Theresa Revay
1917, San Pietroburgo. Con lo scoppio della Guerra civile e la partenza per il fronte del fratello maggiore, alla giovane contessa Xenia non rimane che un’unica soluzione: abbandonare la villa di famiglia e intraprendere con la madre incinta e la sorellina Macha un rischioso viaggio verso Parigi. Rimaste sole dopo la morte della madre, Xenia e Macha sbarcano il lunario tra mille difficoltà, cucendo e ricamando vestiti. Una sera, però, mentre sta cercando la sorella con cui ha appena litigato, Xenia incontra Max, un giovane fotografo di moda. Ha inizio così una travolgente storia d’amore sullo sfondo del secolo breve e dei suoi grandi eventi: la Rivoluzione d’Ottobre del 1917, l’occupazione nazista di Parigi, la Resistenza francese, la deportazione degli ebrei, la Seconda guerra mondiale e lo sfavillante mondo della moda, in cui Xenia trova rifugio dai suoi affanni e dalle sue passioni. Ambizioso affresco del Novecento, Le luci bianche di Parigi è uno dei romanzi storici più venduti e apprezzati sulla scena letteraria internazionale.
Beat Edizioni. €13,90. 30 aprile

lunedì 31 marzo 2014

Il mio primo ballo con Charlot

Titolo: L'ultimo ballo di Charlot
Autore: Fabio Stassi
Editore: Sellerio
Pagine: 212
Prezzo: €16,00
Isbn: 9788838927645
Data di pubblicazione: 2012

Valutazione:

Trama
In una sera di Natale la Morte va a trovare Charlie Chaplin nella sua casa in Svizzera. Il grande attore e regista ha passato gli ottant’anni ma ha un figlio ancora piccolo e vorrebbe vederlo crescere accanto a sé. In un lampo di coraggio Chaplin propone un patto alla Vecchia Signora: se riuscirà a farla ridere si sarà guadagnato un anno di vita. Inizia così un singolare balletto con la Morte, e quella notte a salvarlo non sarà la tecnica consumata dell’attore ma la comicità involontaria che deriva dagli impacci dell’età. La questione però è solo rinviata: anno dopo anno, a Natale, la Vecchia tornerà a reclamarlo e bisognerà trovare il modo di suscitarle almeno una risata. Nell’attesa dell’incontro fatale Chaplin scrive una lunga e appassionata lettera al figlio. Vuole raccontargli la storia vera del suo passato, quella che nessuno ha mai ascoltato, ed ecco che dalle sue parole scaturisce l’avventura rocambolesca di una vita e il ritratto di un’epoca rivoluzionaria. L’infanzia umile in Gran Bretagna, il padre alcolizzato e la madre che perde il senno, l’esordio sul palcoscenico assieme al fratello, il circo e il vaudeville, i primi successi e lo sbarco negli Stati Uniti, dove il giovane Chaplin passa da un mestiere all’altro – tipografo, boxeur, imbalsamatore – e da una costa all’altra. È un orfano a spasso per il Nuovo Mondo, incontra uomini straordinari e gente comune, e dalla loro anima generosa sembrano nascere sempre nuove possibilità. In quegli anni tutto sta cambiando, un fascio di luce su uno schermo bianco ha acceso la fantasia di un’intera nazione. L’America che accoglie Chaplin si guarda allo specchio in quelle prime pellicole, è romantica e vibrante, utopica e capace di qualsiasi gesto, dal più altruista al più vile. È leggiadra come Ester, la cavallerizza che ha incantato l’Europa, e cupa e violenta quanto il Ku Klux Klan. Le avventure di Charlie si susseguono a ritmo frenetico, fra tonfi e trionfi, illusioni e disillusioni, fino al giorno in cui ogni istante di quella vita, ogni emozione e ricordo, si trasformano miracolosamente in qualcosa di assolutamente nuovo. Accade davanti agli occhi stupefatti di una troupe impegnata in un film: un paio di baffetti, una camminata obliqua e incerta, un bastone e una bombetta polverosa, i modi di un Lord nei vestiti di un pezzente. Charlie Chaplin, venticinque anni e l’esperienza di un vecchio marinaio, ha smesso di esistere. È nato Charlot, il Vagabondo, e il mondo non sarà più lo stesso.


«Un giorno senza sorriso è un giorno perso»


Dovrei vergognarmi: io e Charlie Chaplin non abbiamo mai legato.
Magari non ho mai avuto la sensibilità giusta, la conoscenza cinematografica adatta, magari sono semplicemente ignorante al riguardo e non riesco a comprenderne il genio. O meglio, che sia un genio nel suo campo lo so, ma non sono mai riuscita a fare mia questa certezza. E so anche che potrei stare qui un'altra ora a tentare di spiegare i perché e i perché no di questo mio mancato legame con Charlot, ma eviterò, che forse non è che questo sia così importante ora. 
Fatto sta che quando è uscito il libro di Stassi, L'ultimo ballo di Charlot, io non l'ho considerato manco di striscio: non avendo mai letto Stassi, non ne sentivo la mancanza o la necessità, del mio rapporto con l'attore ho appena detto, capirete allora che quel libro non richiamava certo la mia attenzione. Ho lasciato che occupasse gli scaffali delle librerie senza fare clamore, senza andare a sbirciare recensioni, opinioni e pareri, senza fare stalking al libraccio per provare a beccarlo a metà prezzo. 
Passano i giorni e mi si piazzano davanti recensioni di chi ne dice gran bene. Lettori di cui mi fido. Ed ecco che le cose si capovolgono: un lettore fidato mi dice che quel libro merita davvero e io già mi vedo passare dal "non m'interessa" al "devo averlo immediatamente". (Fortunatamente in tutto questo lo stalking al libraccio mi viene sempre in aiuto: non solo ho trovato il libro a metà prezzo, ma al momento - se il sito sarà magnanimo con me - ne sto prendendo altri due dello stesso autore).
Insomma si è capito: Stassi ha fatto il miracolo e ha stabilito una (mia) connessione con Charlie Chaplin.
Grazie Fabio!
Eppure confesso che l'inizio non mi aveva per niente convinta. Nelle prime pagine assisto al primo siparietto tra Chaplin e la Morte e lo trovo irritante e per nulla divertente. L'attore ormai vecchio fa un patto con la signora Morte: se riuscirà a farla ridere, lei se ne andrà e tornerà a prenderlo l'anno successivo. Il patto sarà valido anno dopo anno: la Morte non lo porterà con sé fino a quando Charlot sarà in grado di farla ridere.
L'impatto è stato totalmente negativo per me: essendo solo alle prime pagine ero ancora una persona immune al fascino di Chaplin. A dirla tutta, io al posto della morte non avrei riso, anzi. Mi sarei inutilmente irritata per quella pagliacciata. Non capivo cosa ci fosse di così divertente in quel che il povero vecchietto tentava di fare. Mi sembrava tutto fin troppo patetico e insopportabile. Al punto quasi da chiudere il libro e dirgli addio.
Sbirciando le pagine successive avevo notato che però qualcosa sarebbe cambiato: più romanzo e meno teatro. Dovevo provare.
Proseguire la lettura in maniera scettica però non mi ha aiutata: l'espediente della lettera che il protagonista usa per raccontare la sua storia al figlio neanche mi convince. In realtà è proprio l'uso in generale della lettera che - ovunque lo incontri - ormai mi fa storcere il naso. Lo trovo sempliciotto, furbo e banalissimo.
Insomma Stassi con me aveva cominciato col piede sbagliato: un siparietto che non fa ridere e una lettera di un padre a un figlio come pretesto per dare il via al romanzo di una vita. Cosa sarebbe accaduto poi?
Avrei letto fin quando la noia non mi avrebbe costretta a mollare? Probabilmente sarebbe andata così.
Ma la noia non si è mai fatta viva. Neanche quando gli incontri con la Morte si sono ripetuti nel corso della storia. O quando Chaplin si è più volte rivolto al figlio, durante il racconto, ricordandomi che quelle pagine di vita non erano altro che una lunga lettera. Anche quei casi che in primo momento non avevano fatto altro che innervosirmi ora non riuscivano più a tormentarmi come prima: ormai avevo gli occhi così pieni di Chaplin, così illuminati dalla storia di un uomo che non si è mai arreso e che ha saputo fare tesoro di ogni esperienza, che ne ero irrimediabilmente affascinata. Ipnotizzata. Al punto che ad ogni incontro con la signora della falce, ero lì a ridere io per lei, anche se quel che accadeva non faceva ridere per nulla, ma era mio dovere appoggiare e incoraggiare quell'uomo, e da parte mia dovevo fargli sentire che ce l'aveva fatta: mi aveva conquistata. Fossi stata io la Morte, gli avrei concesso sempre un anno in più da vivere. L'avrei probabilmente reso immortale... ma non ha avuto bisogno di aiuto in questa impresa, ha saputo rendersi eterno da solo, grazie alla sua arte.
Prima di leggere questo romanzo non conoscevo la vita dell'attore, non conoscevo assolutamente nulla.
Ora che ho letto queste pagine non so dire quanto ci sia di romanzato e quanto di realmente accaduto, ma mi verrebbe quasi da ammettere che non m'interessa. Stassi è riuscito a costringermi ad appassionarmi alla storia di un uomo che non avevo mai preso in considerazione. È riuscito a farmene comprendere la forza, la novità, il genio. Ha il merito di aver rispolverato la vita di un grande e averla portata ai lettori in maniera semplice, quasi fiabesca. Quel che il lettore ne ricava non è la conoscenza di tot episodi veri o fittizi, ma quello che è stato il rapporto del grande attore col mondo, col lavoro, con l'amore, con la fama. Quel che emerge da queste pagine è l'esperienza di Charlot alle prese con la vita.
Non so, non riesco a dire altro e da una parte non vorrei neanche dire altro: è tutto così bello che bisogna farsene travolgere direttamente. È una poesia, la vita di quell'uomo, e Stassi ha saputo coglierne il ritmo e metterlo in prosa.
Buona lettura!

giovedì 27 marzo 2014

E se...

E se un pomeriggio di una primavera anticipata mi trovassi di fronte a un foglio bianco, con ore vuote da riempire, un silenzio da annientare e la voglia di parlare con qualcuno di libri?
E se avessi l'urgenza di raccontare quali sono i romanzi che ho amato, quali quelli che ho bevuto, vissuto, odiato, divorato? Quali letture mi hanno cambiata, annientata, colpita e affondata?
C'è un posto adatto per farlo,un posto speciale che non avevo più. O meglio, ad averlo ce l'avevo, ma giaceva in stato di abbandono. Quando passavo di qui, non potevo che notare un accumulo di ragnatele e polvere. Ho iniziato a guardarlo con nostalgia, affetto e un pizzico di rimpianto. Come qualcosa che forse era andato per sempre ma non avevo ancora il coraggio di ammetterlo. O qualcosa che avrebbe potuto essere salvato, ma non avevo la forza di.
Volevo solo capire cosa era andato storto, dove, quando e perché s'è rotto il filo di seta che ci univa, come direbbe Elisa. Pensavo che se non fossi riuscita a comprenderne il perché, non avrei mai potuto ritrovarlo.
Ma qual era la chiave per risolvere quel mistero? Aspettavo che la risposta mi cadesse addosso a mò di rivelazione divina.
Bé no, non accade così. Non ho avuto rivelazioni, non ho trovato risposte.
So solo che se ora sto scrivendo è colpa di un pomeriggio vuoto, di un sole grande così e delle canzoni di Elisa che oggi particolarmente sembra siano tutte rivolte a me, e tutte mi dicono di riempire la pagina bianca.
Cuore d'inchiostro uscirà dal suo letargo? Ho paura a dire di sì. E se poi ci ricasco? Se poi mi ritrovo ancora debole? Chiedo perdono a chi ha ancora il coraggio e la voglia di seguirmi, chiedo perdono per l'abbandono passato e per qualsiasi altro abbandono futuro. Non so cosa accadrà. So solo che i libri ci saranno sempre con me, e avrò sempre voglia di parlarne. Ma non so se riprenderà ad accadere qui con la stessa costanza di prima. Facciamo che inizio e vediamo quando o se mi fermerò.

Da dove cominciare? Da quel lontano 21 novembre, data del mio ultimo post: ne sono passati eccome di romanzi. E racconti. Più qualche saggio e alcune graphic novel. Una quantità di inchiostro che non riuscirò mai a riassumere ora. Perciò devo fare una scelta e sto meditando sul criterio.
Un'idea ce l'ho. Potrei parlare di un italiano, un americano, un giallo, un libro per bambini, uno per ragazzi, un fantasy, uno ya, una graphic novel, un classico... Ma forse un inizio del genere non fa per me: se provo a partire in grande e poi non ci riesco, so già che mollo tutto prima ancora di premere il tasto "pubblica". Per ora mi limiterò a parlare di due romanzi, uno di un autore italiano e l'altro di un autore americano. Il resto verrà poi.



Francesco Piccolo. Il mio primo contatto con l'autore è stato attraverso Momenti di trascurabile felicità, di cui se non sbaglio non ho ancora avuto modo di parlarvi ma già che l'ho tirato in ballo lo consiglio. Come una lettura per sentirsi momentaneamente meglio, per ricordare quel che non dovremmo dimenticare mai, per renderci conto che a volte basta un'idea semplicissima e il risultato è poesia. Il motivo per cui parlo di Piccolo è ben lontano da quei momenti di felicità. Mi riferisco qui a La separazione del maschio. Un romanzo che può far sorridere grazie allo stile dell'autore ma che fa anche incazzare, tanto. Un romanzo scritto da un uomo e incentrato sulla vita di un uomo. Una storia che potrebbe risultare maschilista ma che in realtà è soprattutto tanto egoistica. La separazione del maschio mette in luce i tratti più meschini dell'essere umano, mostrandoli nella loro naturalezza e umanità. Quasi ci si trova a dover accettare la poligamia perché il maschio "è fatto così". Rappresentazione di una realtà tanto assurda quanto probabilmente vera. Ci si interroga pagina dopo pagina, pur sempre con un sorriso e con un senso di sollievo sapendo che quel maschio non è l'uomo che noi abbiamo accanto, perché se solo lui fosse così noi ce ne saremmo subito accorte e l'avremmo messo alla porta già da un bel po'. Ma sarà davvero così?
Formidabile Piccolo nella caratterizzazione del protagonista, nel coinvolgimento del lettore e ancora di più della lettrice, che vuole dissociarsi, dichiararsi contraria a ciò che accade ma non può fare a meno di sentire che forse, a volte, in qualche maniera distorta, la vita va proprio così.
Ora sono già alla ricerca di Allegro Occidentale: Francesco Piccolo va letto e coltivato.
Ah sì, 4 stelline all'autore, al maschio, e al libro tutto.
Francesco Piccolo, La separazione del maschio, ed. Einaudi, €11,00.



È il turno di Paul Auster, autore di cui vorrei poter dire: non ho mai letto nulla. Ma mentirei.
In passato ho incontrato Auster e, ahimé, non l'ho apprezzato a dovere, anzi. Forse non era il momento giusto per lui, o forse semplicemente a me quel libro non è piaciuto punto e basta: fatto sta che Trilogia di New York mi ha fatto scappare a gambe levate. Ora mi guardo intorno e tutti lo osannano come un capolavoro: cos'è che non ho visto? Gli darò un'altra occasione? Magari. Sono sempre restia alle seconde occasioni da concedere ai libri mentre sono più propensa a concederle agli autori, buttandomi su altri loro romanzi.
Il fortunato in questo caso è Mr Vertigo: una rivelazione di romanzo. Se avevo odiato Auster in passato, Mr Vertigo è riuscito a farmi dimenticare, perdonare, e a trasformare l'odio nella possibilità di una seconda chance. Auster ci racconta una storia di un ragazzo e del maestro che gli insegnò a volare, diventando per lui qualcosa di molto simile a un padre. La storia ha del surreale ma non si trasforma in un racconto prettamente fantastico: è perfettamente inserita in un'epoca e in un paese (l'America degli anni '30) da risultare realistica in ogni suo aspetto, fatta salva quella fantomatica capacità di volare. 
Attraverso la metafora del volo, Auster riesce a descrivere la vita di ogni uomo: sogni, limiti, paure e cambiamenti. A leggerne la trama potrebbe risultare una storia già sentita, fin troppo banale. Ma ha una marcia in più, ed è data dalla scrittura. Un po' romanzo di formazione, un po' favola moderna, Mr Vertigo regala pagine di grande scrittura, personaggi carismatici e trasmette una profonda passione. Passione dell'autore per lo scrivere, per il raccontare, per il creare.
Probabilmente il romanzo è lontano dai romanzi tipicamente austeriani, ma ha il pregio di avermi riavvicinata e riconciliata all'autore. Anche se il vero merito - a dirla tutta - spetta a "Curarsi con i libri", dove Mr vertigo era citato come soluzione alla balbuzie, se non erro. Non sono balbuziente ma ero curiosa di incontrare quel Balbetta Grogan di cui si parlava in quelle pagine.  (E che stupore quando poi l'ho ritrovato anche ne L'ultimo ballo di Charlot! - ma di questo libro vi parlerò, spero - in futuro).
5 stelline
Paul Auster, Mr Vertigo, ed. Einaudi, €11,00.

Ce l'ho fatta a dare il via al risveglio del blog?
Mi sa che lo scopriremo insieme nei prossimi giorni ;)

giovedì 21 novembre 2013

Bambina mia: romanzo (indimenticabile) di Tupelo Hassman

Titolo: Bambina mia
Titolo originale: Girlchild
Autore: Tupelo Hassman
Traduttore: Federica Aceto
Editore: 66thand2nd
Pagine: 304
Prezzo: €18,00
Data di pubblicazione: ottobre 2013

Valutazione:

Trama
Nevada, anni Ottanta. Nel campo caravan Calle de las Flores − «poco più a nord di Reno e poco più a sud del nulla» − la vita è scandita dall’ebbrezza del gioco d’azzardo e si regge sul principio dell’interdipendenza del gruppo. La piccola Rory Dawn Hendrix abita nella roulotte Nobility con la madre Jo, donna bella e dal passato sofferto con l’abitudine di fidarsi degli uomini sbagliati, e passa le giornate quasi sempre da sola. È nel Manuale delle girl scout che Rory cerca quella guida che sembra mancarle nella vita. Pur sapendo di avere il destino segnato − «figlia debole di mente di una figlia debole di mente, lei stessa il prodotto di una schiatta debole di mente» −, è determinata a rompere il ciclo del sangue, trovando conforto nella pienezza delle parole. Composto da pagine di diario, relazioni di assistenti sociali, esercizi di grammatica, verbali di arresti e lettere di famiglia, Bambina mia di Tupelo Hassman è un collage devastante che mette in scena il fallimento del sogno americano.


American Dream
Questo classico cocktail ha subito alcuni cambiamenti dalla sua prima comparsa. Inizialmente era composto da ambizione e sudore in parti uguali, con una buccia di mela tagliata a spirale come guarnizione, mentre il sogno americano moderno propone come creativo sostituto fortuna incontaminata allo stato puro al posto della storica buccia di mela. 
Sudore e irresponsabilità in parti uguali
Una spruzzatina di amarezze
Colpo di fortuna

Mescolare. Filtrare. Guarnire.

Variazione: Per un American Dream ultra dry, sostituire una fortuna economica alla fortuna generica.

Bambina mia è un romanzo bellissimo, raccontato da una voce bellissima in maniera bellissima.
Ecco, ora sì che posso iniziare a parlarne a cuor leggero, perché sono sicura che mi mancheranno le parole giuste per descrivere quella che è la vera bellezza di queste pagine, quindi ho pensato che fosse meglio avvisarvi fin da subito.
Quindi, se deciderete di dare una chance a questo romanzo, sappiate che avrete a che fare con un racconto bellissimo. E giuro che non userò più questo superlativo fino alla fine di queste mie righe.
Avete presente quelle storie americane intrise di speranza, di impegno e volontà miranti a raggiungere il proprio personale, favoloso e possibilissimo american dream?
Ecco, Bambina mia è l'esempio di come il sogno americano sia possibile nonostante tutto. Il romanzo sembra non aver niente di quel fantastico sogno, eppure in sottofondo è un inno ad esso. Come se il sogno permeasse tutta la storia in maniera soffusa, come se la scandisse a un ritmo tutto suo, poco umano e molto musicale, a mò di colonna sonora.
Rory, voce narrante, è una bambina. Vive in una roulotte con una madre poco presente, ha una nonna che la ama ma non è vicina abbastanza, dei fratellastri che hanno preso ormai la loro strada e altre persone strambe a fare da contorno alla sua vita. Per ogni dubbio ha poi un manuale, quello delle Girl Scout - di cui non fa parte ma che ha trovato e non ha più mollato - che sembra essere la guida giusta per lei e per ogni sua azione e decisione.
Questa è Rory: una bambina che ci racconta la sua quotidianità, coi suoi colori, le sue voci, le sue luci. Il suo sguardo è disarmante: ingenuo, fresco, felice. Quando rischia di diventare triste e doloroso, Rory lo spegne e non permette a nessuno di guardare. Le pagine diventano nere, inchiostro cancellato che nessuno potrà leggere. Tutto ciò che la bambina non dice urla più di tutto il resto del romanzo. Tutte le cancellature sono un colpo allo stomaco di ogni lettore. Tutte le parole non dette sono quelle che l'autrice vuole sottolineare, vuole lanciarci contro come fossero schiaffi in faccia. Questo ondeggiare tra luce e buio, tra la dolcezza della vita e le sue brutture, dà al romanzo un ritmo straordinario, fino ad avere, nelle mie mani, lo stesso effetto di un page-turner: capitoli brevi, a volte brevissimi, incisivi, immediati che alternano ombre e raggi di sole e che non lasciano scampo al lettore. Bisogna continuare a leggerlo senza interruzione, perché noi che leggiamo ci stiamo muovendo a quel ritmo, l'abbiamo fatto nostro e non possiamo permettere a lui e a noi delle pause.
Ci lasciamo trasportare da parole di speranza e realismo, di illusione e concretezza.
E anche quando quel sogno americano diventa incubo e sembra trasformarsi in impossibilità, non tutto è finito. Questo non è un romanzo in cui ci si arrende. È una storia dove si perde tutto ciò che si può perdere, dove la distruzione è di casa, eppure lo sguardo di Rory - e anche il nostro - resta fresco, spontaneo e pieno di speranza. I sogni distrutti si trasformano in nuove possibilità.
Ad ogni pagina che giriamo sappiamo che l'autrice ci sta conducendo verso un finale che non potrà mai essere roseo. Sembra farci correre verso un qualcosa di inevitabilmente duro, o magari solo disperatamente realistico. Sappiamo che Rory ci sta raccontando una favola, la favola della sua vita, ma avvertiamo che non c'è scampo, che non si sfugge al destino che le si sta preparando. Eppure.
Eppure non è questo l'intento di Tupelo Hassman.
Il suo è un meraviglioso romanzo di formazione e di crescita. Un romanzo intriso di voglia di reagire a ciò cui si è condannati, di cambiare un destino già tracciato, di resettare tutto e ripartire da un nuovo inizio.
Se e come Rory riuscirà a prendere la sua vita e farla diventare la realizzazione del suo sogno americano, spetta a noi scoprirlo. Forse non sarà come l'avremmo voluto noi, ma sarà il suo.
Terminiamo la lettura con in testa una musica che ci ha accompagnati a passo di danza.
Abbiamo scivolato sulla determinazione, inciampato nella commozione, ci siamo fermati nei silenzi e abbiamo preso fiato ad ogni sorriso.
Rory è diventata la mia bambina e anche la tua: Rory è la figlia di ogni lettore. Ce ne prendiamo cura, ci sentiamo impotenti di fronte a quei problemi che incontra ma di cui non sembra rendersi davvero conto, e allo stesso tempo ci sentiamo orgogliosi della sua forza. Del suo rialzarsi come se fosse naturale e non un atto eroico. La portiamo nei nostri pensieri e la facciamo accomodare nel nostro cuore.
E ne parliamo agli altri come se fosse davvero nostra.



martedì 12 novembre 2013

Le uscite di novembre da tenere d'occhio

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Arrivo in ritardo, questo mese, a proporre il mio post con le ultime (e prossime) uscite che mi piacciono, quelle che comprerei se potessi comprare tutti i libri che voglio, che consiglierei a chi ha soldi da spendere e spandere in libreria.
In realtà non ci sono tutti quelli di cui avrei voluto parlarvi: di alcuni non ho scovato la data di uscita e non vorrei che la pubblicazione venisse rinviata al mese prossimo, perciò per ora non ne parlo, e poi di uno in particolare non dico nulla perché sarei davvero troppo scontata. (ok, è Il Richiamo del cuculo, ma vi pare che lo inserisco in un post con mille altre uscite, proprio ora che ho terminato quella meraviglia del Seggio vacante e che ho confermato quanto la Rowling sia eccezionale?? No, non posso parlarne, fingerò seraficamente di ignorarne l'esistenza, e di non sapere che è uscito esattamente otto giorni fa e che ogni giorno che passa mi trattengo dal comprarlo. Oddio in realtà sul libraccio ho già un ordine in corso con il libro, a metà prezzo, ma finché non risulta "pronto" non ci credo. Il libraccio ha sempre giocato a illudermi...)
Ma pensiamo alle cose concrete: i libri qui sotto.
Innanzitutto c'è il terzo volume della trilogia L'amica geniale, di quella che ora definirei fantomatica scrittrice Elena Ferrante. Si comincia a vociferare che dietro il suo volto si nasconda addirittura Domenico Starnone, la qual cosa a me non sta affatto bene, ma visto che qui non stiamo a polemizzare o a fare denunce di cui non sappiamo nulla, ignoriamo la cosa (per chi volesse approfondire, c'è questo link che ne parla dettagliatamente: Starnone-Ferrante). Parlando del libro, io ho letto solo il primo e l'ho trovato intenso, vero e così dannatamente capace di raccontare il mondo femminile che non riesco a credere che possa davvero averlo scritto un uomo. Ma vabbé. Il primo volume ha un finale apertissimo, di quelli che il lettore resta a bocca aperta e pure asciutta e avverte il bisogno di continuare immediatamente la storia. Non avevo il secondo, sapevo che sarebbe uscito a breve il terzo, e ora vorrei leggerli tutti e tre senza soluzione di continuità, in modo da godermeli davvero a pieno.
Ci sono poi i soliti volumi che prenderei a occhi chiusi: i due Neri Pozza, tanto per cambiare. Uno dei due, La figlia del boia e il monaco nero, è il seguito di un romanzo uscito l'anno scorso dal titolo La figlia del boia, romanzo che puntualmente ho comprato e mai letto. Ora sarebbe l'occasione giusta per iniziarlo e poi buttarmi subito sul secondo. L'istituto di bellezza Margaret Thatcher mi incuriosisce molto per il titolo ma non ho trovato molte informazioni al riguardo in giro. Della stessa autrice, Marsha Mehran, la Neri Pozza ha già pubblicato altri romanzi che hanno anche riscosso un discreto interesse di pubblico. Ho un suo romanzo a casa, Caffè Babilonia, ancora tra i non letti. (Ecco, se vi chiedete quanti sono i miei non letti, visto che li tiro in ballo continuamente... no, non chiedetevelo e non chiedetemelo. Ci sono cose che è meglio non sapere).
Un libro stupendevole che continuerò a desiderare con la stessa intensità fin quando non lo avrò è Curarsi con i libri - Rimedi letterari per ogni malanno. L'altro giorno ero in libreria, ho iniziato a sfogliare quelle pagine di geniali malanni e pensato che quel libro meritasse un posto d'onore nella libreria di ogni lettore. Una sorta di "libro delle risposte" in cui le risposte sono dei libri. Ok, magari la mia descrizione è davvero triste e rende poco lo splendore di queste pagine, perciò magari recatevi in libreria, sfogliatelo e amatelo a parole vostre.
Vanessa e Virginia è la storia di due sorelle: una pittrice, Vanessa Bell, e sua sorella scrittrice, Virginia Woolf. Devo aggiungere altro? A me è bastato conoscere l'identità delle protagoniste per interessarmi al romanzo. E spero che qualcuno lo legga prima di me e si affretti a dirmi se valga o meno l'acquisto ;)
Le vite impossibili di Greta Wells e Non è subito sera sono due titoli che, seppur lontani in tutto, li associo mentalmente. L'ultimo racconta come sarebbe stata la vita di una bambina se non fosse morta. Tutto ciò che avrebbe potuto fare, tutto ciò che avrebbe potuto vivere. Il romanzo sembra incentrarsi su quella vita mancata. Il primo titolo racconta le esistenze che Greta si ritrova a vivere dopo l'inizio di un trattamento psichiatrico. Qual è la sua vera vita?
Entrambi sono incentrati sulle vite che potrebbero essere ma non sono, entrambi su due donne non troppo fortunate. Entrambi li trovo interessanti e originali.
Di Villette della Bronte c'è poco da dire: essendo ormai fuori catalogo, cercavo questo romanzo tra bancarelle e mercatini e non l'ho mai trovato. Finalmente la Fazi lo pubblica e per averlo non dovrò più sperare nella fortuna ma mi basterà entrare in una qualsiasi libreria. È un classico, quindi devo averlo. La mia libreria funziona così: più classici riesce a contenere, più è felice.
Un'attenzione particolare merita Swinging Christmas: molti di voi conosceranno il mio amore sconfinato per il disegnatore Benjamin Lacombe. O forse non ne avevate idea, ora lo sapete - e sapete anche che la cosa non vi cambierà la vita. Ogni nuova pubblicazione è gioia per i miei occhi: poco mi frega se ci siano parole di accompagnamento (che profondità di pensiero, eh?), i suoi disegni parlano, raccontano, cantano. Sono la perfezione. Swinging Christmas sarà accompagnato anche da un cd e... che meraviglia!
Spendo un paio di parole anche per la graphic novel Emma, il terzo volume delle Grandi opere a fumetti che la Marvel sta pubblicando. Orgoglio e Pregiudizio e Ragione e sentimento sono entrambi delle perle. I disegnatori di queste graphic novel cambiano di volta in volta. Il primo non mi aveva convinta, il secondo era più nelle mie corde e ora sono curiosa di scoprire com'è la matita di quest'ultima, una donna. Non so se la cover sia sua, e non ho ancora capito se lo stile mi piaccia o meno. Dovrò vederlo dal vivo per poter valutare.
Infine, una veloce carrellata sugli altri volumi qui presentati:
- L'eco delle città vuote deve necessariamente essere presente nella lista dei libri che mi hanno colpita. Non ho letto molti libri pubblicati dalla SixtysixthandSecond Editore ma quei pochi si sono tutti rivelati dei gran romanzi. Dei piccoli capolavori. La trama non rende mai la bellezza stilistica e contenutistica di queste pubblicazioni, a volte può apparire troppo semplice. Non fatevi ingannare: nasconde sempre un romanzo delicato e perfetto. E L'eco delle città vuote mi suona decisamente bene.
- La piccola mercante di sogni è qui per la trama sognante e fantastica. Non ho mai letto nulla di Fermine, ma ne ho sentito parlar bene da alcuni lettori di cui mi fido, e questa storia sembra una di quelle perfette per i più giovani ma che alla mia età sono un toccasana. Non so se prenderò questo romanzo, so però che mi ha dato voglia di provare a leggere qualcosa di questo autore. Suggerimenti??
- Dieci minuti, di Chiara Gamberale, l'ho inserito perché l'idea è di quelle furbe, semplici e che attirano con un niente. Un libro che punta sul cambiamento, sul rinascere, sul provarci dieci minuti alla volta. Non so a voi ma a me l'idea sembra davvero di quelle che vogliono fregare il lettore giocando sui sentimentalismi. Il fatto è che non ho mai letto nulla della Gamberale (e sì, ho tutti i suoi romanzi a casa, nel solito settore dei mai sfogliati) perciò non so se ha preso questa idea per vendere e approfittarne dell'ingenuità di chi leggerebbe qualsiasi cosa da lei scritto - soprattutto di questo tenore - o se l'autrice è onesta e ha scritto queste pagine prima per sé e poi per gli altri. Da valutare, insomma;
- Il libro sulle avventure di Sherlock Holmes, bé, l'ho scelto perché ha una trama improbabile ed è uno che reca in sé il marchio della casa editrice che lo pubblica. Un libro strambo che non può passare inosservato, almeno ai miei occhi. La Marcos y marcos mi fa impazzire con queste sue uscite fuori dall'ordinario;
- Un altro mondo... non so bene cosa mi abbia attirata di questo romanzo. Ormai io e il fantasy - e i suoi derivati - abbiamo rotto. Non ci sopportiamo più. Ma ogni tanto avverto qualcosa che forse è nostalgia del passato, una nostalgia che non necessariamente si traduce poi in amore. Perciò ci riprovo ma non va mai bene. Forse siamo cresciuti e non siamo più fatti per stare insieme. Ma ogni tanto me ne dimentico e ci ricasco. E stavolta ci voglio cascare proprio con questa storia, vincitrice di vari premi fantasy come miglior romanzo... vedremo!

Come al solito parlo tanto o forse troppo, ma non posso buttare i libri qui nel blog così, alla rinfusa. Ho bisogno di accompagnarli con una vagonata di chiacchiere. Ormai pubblico post così raramente, che poi quando lo faccio per forza di cose devo essere logorroica.
Vabbé, dai, per ora è tutto.
O almeno credo.


E non è subito sera
Jenny Erpenbeck
La storia inizia in Galizia, ai primi del Novecento. Una giovane coppia ha appena perso la propria bambina di poche settimane. Cosa le sarebbe successo se la sua vita non si fosse interrotta? Quale destino le sarebbe toccato? Dopo un brevissimo intermezzo si ottiene la risposta e la bambina è ora una diciottenne innamorata nella Vienna di inizio secolo. E se lei non fosse morta tragicamente quante altre esperienze avrebbe vissuto? Sarebbe per esempio potuta scappare a Mosca in fuga dalle persecuzioni naziste e, se lì non fosse stata eliminata nelle grandi purghe, sarebbe potuta diventare un'affermata scrittrice glorificata dalla Ddr. E forse se non fosse caduta dalle scale, avrebbe potuto assistere quasi novantenne alla caduta del Muro e spegnersi, questa volta irrevocabilmente, in una casa di riposo berlinese.
Edizioni Feltrinelli-Indies. €15,00. 6 novembre

Storia di chi fugge e di chi resta (terzo volume de L'amica geniale)
Elena Ferrante
Elena e Lila, le due amiche la cui storia i lettori hanno imparato a conoscere attraverso L'amica geniale e Storia del nuovo cognome, sono diventate donne. Lo sono diventate molto presto: Lila si è sposata a sedici anni, ha un figlio piccolo, ha lasciato il marito e l'agiatezza, lavora come operaia in condizioni durissime; Elena è andata via dal rione, ha studiato alla Normale di Pisa e ha pubblicato un romanzo di successo che le ha aperto le porte di un mondo benestante e colto. Ambedue hanno provato a forzare le barriere che le volevano chiuse in un destino di miseria, ignoranza e sottomissione. Ora navigano, con i ritmi travolgenti a cui Elena Ferrante ci ha abituati, nel grande mare aperto degli anni Settanta, uno scenario di speranze e incertezze, di tensioni e sfide fino ad allora impensabili, sempre unite da un legame fortissimo, ambivalente, a volte sotterraneo a volte riemergente in esplosioni violente o in incontri che aprono prospettive inattese.
Edizioni EO. €19,50. 6 novembre

Villette
Charlotte Bronte
Quando Lucy Snowe ottiene il posto di istitutrice in un collegio femminile in Belgio, per la prima volta la fortuna sembra sorriderle. Orfana e indigente, timida e sgraziata, per la ragazza quel trasferimento oltremanica è l’occasione per lasciarsi i grigi sobborghi inglesi alle spalle e ricominciare da zero. Ma iniziare una nuova vita non è un’impresa da poco: arrivata a Villette – città immaginaria plasmata da Charlotte Brontë sul modello di Bruxelles –, in un ambiente che le è estraneo, senza parenti né amici, Lucy ci mette del tempo a superare l’iniziale spaesamento e a prendere in mano le redini della propria esistenza. Grazie alla propria forza di carattere, la giovane riesce a guadagnarsi la stima dell’autoritaria direttrice del collegio, Madame Beck, e a entrare in confidenza con suo cugino, il professor Paul Emanuel, un uomo gentile e brillante ma poco portato per la vita mondana a causa del suo temperamento focoso. E proprio nel momento in cui tra i due sembra essere scoccata la scintilla di un’intensa e tormentata storia d’amore, arriva a Villette John Bretton, affascinante amico d’infanzia di Lucy, che costringerà la ragazza a fare i conti con i dubbi e le scelte che s’impongono a ciascuno di noi quando cerca il proprio posto nel mondo.
Edizioni Fazi. €14,90. 7 novembre


Curarsi con i libri
Ella Berthoud, Susan Elderkin
Si può curare il cuore spezzato con Emily Brontë e il mal d’amore con Fenoglio, l’arroganza con Jane Austen e il mal di testa con Hemingway, l’impotenza con Il bell’Antonio di Vitaliano Brancati, i reumatismi con il Marcovaldo di Italo Calvino, o invece ci si può concedere un massaggio con Murakami e scoprire il romanzo perfetto per alleviare la solitudine o un forte tonico letterario per rinvigorire lo spirito. Questo suggeriscono le ricette di un libro di medicina molto speciale, un vero e proprio breviario di terapie romanzesche, antibiotici narrativi, medicamenti di carta e inchiostro, ideato e scritto da due argute e coltissime autrici inglesi e adattato per l’Italia da Fabio Stassi, autore de L’ultimo ballo di Charlot. Se letto nel momento giusto un romanzo può davvero cambiarci la vita, e questo prontuario è una celebrazione del potere curativo della letteratura di ogni tempo e paese, dai classici ai contemporanei, dai romanzi famosissimi ai libri più rari e di culto, di ogni genere e ambizione. Queste ricette per l’anima e il corpo, scritte con passione, autorevolezza ed elegante umorismo, propongono un libro e un autore a rimedio di ogni nostro malanno, che si tratti di raffreddore o influenza, di un dito del piede annerito da un calcio maldestro o di un severo caso di malinconia. Le prescrizioni raccontano le vicende e i personaggi di innumerevoli opere, svelano aneddoti, tratteggiano biografie di scrittori illustri e misconosciuti, in un invito ad amare la letteratura che ha la convinzione di poter curare con efficacia ogni nostro acciacco. Non mancano consigli per guarire le idiosincrasie tipiche della lettura, come il sentirsi sopraffatti dal numero infinito di volumi che ci opprimono da ogni scaffale e libreria, o il vizio apparentemente insanabile di lasciare un romanzo a metà.
Edizioni Sellerio. €18,00. 7 novembre


Vanessa e Virginia
Susan Sellers
Vanessa e Virginia è la storia di due donne: la celebre scrittrice Virginia Woolf, autrice di capolavori come Gita al faro e La signora Dalloway, e sua sorella Vanessa Bell, pittrice. Cresciute nel perbenismo vittoriano di una famiglia borghese di Londra, le due sorelle lottarono fin dalla gioventù per liberarsene, seguendo ciascuna la propria vocazione artistica; all’inizio del Novecento, intorno a loro si raccolse il famoso «Circolo di Bloomsbury», un gruppo di intellettuali e artisti che avrebbe influenzato radicalmente la cultura inglese ed europea. Il romanzo, narrato dalla voce di Vanessa e strutturato per capitoli che fotografano diversi momenti nella vita delle due sorelle, ripercorre il loro rapporto, segnato da complicità, gelosia, competizione, reciproci tradimenti e inestirpabile affetto. Dai giochi dell’infanzia ai primi esperimenti creativi, a un’età adulta segnata da matrimoni, amanti e figli, lutti dolorosi, successi e fallimenti – fino, nel caso di Virginia, alla depressione e al suicidio – veniamo trasportati in un mondo complesso e affascinante che Vanessa, in quanto pittrice, racconta con un occhio particolare per le luci, i colori, le immagini, mettendoci a volte davanti a quelli che sembrano veri e propri quadri di vibrante intensità. Susan Sellers, che studia e cura da anni l’opera della Woolf, ha saputo creare un ritratto accuratissimo della grande scrittrice e del suo ambiente, ma al tempo stesso la storia commovente e universale di due donne separate e unite dalla forza straordinaria della loro personalità.
Edizioni Beat. €12,90. 13 novembre

Swinging Christmas
Benjamin Lacombe
Il piccolo Robin è un ragazzino sveglio ma un po’ scansafatiche. Un giorno conosce un vecchio eremita, strano e saggio, con una casa piena di libri e tanti ricordi e storie da raccontare, come quella di Sol, meravigliosa cantante jazz. Tra atmosfere innevate e ritmi swing un libro natalizio sull’amore, l’amicizia e la passione per i libri e la lettura. Benjamin Lacombe con il suo solito stile elegante firma un album sofisticato, sontuosamente illustrato a tecnica mista con gouache e pittura a olio. A corredo un cd audio con 5 bellissimi pezzi jazz classici interpretati con grande personalità da Olivia Ruiz e da una band di 25 elementi.
Edizioni Rizzoli. €25,00. 13 novembre


L'eco delle città vuote
Madeleine Thien
Janie è arrivata in Canada a dodici anni. Ha abbandonato un’anima, come ci si libera di un vecchio abito, ed è andata avanti: l’adolescenza con la madre adottiva, gli studi in Elettrofisiologia, e poi l’incontro con Navin, il marito, e la nascita di Kiri. I genitori e Sopham, il fratello minore, li ha seppelliti insieme alla sua vecchia identità, la bambina che i khmer rossi chiamavano Mei. E con loro Phnom Phen, «la città alla confluenza dei fiumi» con i suoi templi luccicanti, una città vuota dopo il 17 aprile 1975, congelata nel tempo dall’assenza di vita; i campi di lavoro, dove l’Angkar li aveva confinati, l’interminabile traversata via mare verso la Malesia e l’istante fatale in cui la sua mano ha lasciato quella di Sopham, per sempre. Ma le innumerevoli anime che un uomo si porta dentro, il pralung, talvolta possono rientrare da una finestra aperta, possono essere restituite al legittimo proprietario, e quando Hiroji – il collega, l’amico – le chiede di aiutarlo a ritrovare James, il fratello scomparso in Indocina mentre infuriava la guerra, per Janie arriva il momento di riappropriarsi di una parte di sé. L’eco delle città vuote è l’emozionante racconto di una spietata dittatura vista dagli occhi di una bambina, e una ricognizione assolutamente perfetta di una mente che lotta con la propria memoria, con la perdita e con gli orrori della guerra.
Edizioni 66thand2nd. €16,00. 14 novembre


Istituto di bellezza Margaret Thatcher
Marsha Mehran
Lungo l’avenida de Florida di Buenos Aires, tra i palazzi che costeggiano la strada, l’Anna Karenina non passa certo inosservato. Progettato da un parigino accanito bevitore di assenzio, un bon vivant di epica cupidigia, coi suoi marmi e le sue vetrate, fa bella mostra di sé dalla fine dell’Ottocento. Al quinto piano dell’edificio, sotto il cielo che brilla attraverso la cupola di vetro costruita come una guglia nel lucernario, vive una singolare comunità di espatriati iraniani. Il Capitano Soheil Bahrami, innanzi tutto, un uomo che ha sopportato quasi trent’anni di carcere in Iran. Mille storie edificanti gli hanno attraversato le vene come un’onda increspata, eppure l’atmosfera che regna all’avenida de Florida riesce ancora a fare breccia nel suo cuore. Nell’appartamento accanto al suo, nel soggiorno in cui ogni angolo contiene una preziosa rarità, tutte le mattine, poco prima dell’alba, Haji Khanoum lascia andare il suo io eseguendo la danza rotante appresa dal Grande Amore della sua vita. Poco più in là Homa e Reza Sookoor, che sbarcano ogni giorno il lunario dietro una bancarella al mercato, dipingono le loro splendide miniature. Più in là ancora Houshang Behmaniam, lo studente rivoluzionario proveniente dal Nord dell’Iran, recita i versi del Giardino delle rose di Saadi; e Parastoo Etemadi, apprendista nel salone di bellezza di Zadi, ripete a memoria le poesie di Hafez e Rumi udite per la prima volta nella bottega di sarto del padre. Infine, sul lato del corridoio opposto all’appartamento del Capitano, Zadi Heirati conduce il suo rinomato salone di bellezza, dove offre alle numerose clienti i segreti appresi nell’hammam del viale dei Pioppi, uno dei più antichi ed eleganti di Teheran: ventimila metri quadrati di terra rigogliosa con stanze che si aprivano una nell’altra a ogni angolo. Quando fuori dalla cupola di vetro scende la sera, il Capitano e gli inquilini del quinto piano si radunano tutti intorno al tappeto di Zadi, l’aria ancora impregnata delle foglie di henné schiacciate e ridotte in polvere. Il Capitano dà inizio all’incontro con il dhikr del Corano, e gli inquilini recitano a turno i versi preferiti della grande tradizione poetica persiana. E così, tra amori segreti, confessioni e ricordi struggenti, mentre l’Inghilterra di Margaret Thatcher dichiara guerra all’Argentina per le Falkland, gli abitanti dell’Anna Karenina riannodano il filo perduto del loro mondo. Con una trama avvincente e una scrittura che mescola culture e mondi lontani, Marsha Mehran, l’autrice di Caffè Babilonia, costruisce un collage di storie armonioso e toccante e si conferma una delle voci più interessanti del panorama letterario contemporaneo.
Edizioni Neri Pozza. €16,50. 14 novembre


La figlia del boia e il monaco nero
Oliver Pötzsch
Cover non definitiva
 Schongau, Baviera, inverno 1660. Il giovane medico Simon Fronwieser viene chiamato alla chiesa di San Lorenzo per soccorrere il parroco, colto da un malore. Al suo arrivo, però, il sacerdote è già morto. Alcune circostanze sospette convincono Simon a chiamare l’amico e boia Kuisl, che intuisce immediatamente che la morte è stata causata da un veleno. Si apre così per i due investigatori improvvisati un nuovo caso da risolvere. Compiute le prime indagini, Kuisl – aiutato dalla figlia Magdalena, da Simon e dalla sorella del parroco defunto, Benedikta – capisce che il prete era sulle tracce di un famoso tesoro che, dopo lo scioglimento dell’ordine dei Templari, era stato nascosto lì in Baviera. Purtroppo, Kuisl non è il solo a dargli la caccia: una confraternita di domenicani disposti a tutto gli sta alle calcagna. Mentre Simon e Benedikta risolvono enigmi su enigmi e scoprono che il tesoro dei Templari si trova nella cappella di San Giovanni, nel monastero di SteingadenKuisl deve abbandonare le indagini per occuparsi della figlia Magdalena, rapita e rinchiusa in una torre dai monaci, e per sgominare una banda di briganti che sta assalendo i villaggi della zona, portando ovunque terrore e malattie. E mentre i nostri scoprono che nello scrigno del tesoro non sono contenuti né oro né gioielli, ma un pezzo della vera croce di Cristo, un misterioso incendio divampa nel monastero: Kuisl, Simon e Magdalena riescono a mettersi in salvo, ma di Benedikta – che il boia ha scoperto essere un brigante sotto mentite spoglie – non c’è nessuna traccia. Dopo l’enorme successo de La figlia del boia, Oliver Pötzsch prosegue la saga storica di Kuisl e mette in scena un thriller storico ricco di colpi di scena, impreziosito da uno stile avvincente e una trama perfetta, che non affronta soltanto il topos classico della ricerca del tesoro dei Templari, ma riflette anche con intelligenza e originalità sul fanatismo e l’avidità di alcuni rami della Chiesa. Tra omicidi irrisolti, bande di briganti e complotti orditi da monaci segreti, un viaggio appassionante e originale sulle tracce del tesoro dei Templari. Con un protagonista memorabile, impavido e generoso, che è già diventato un cult: il boia Kuisl. Un thriller storico ricco di dettagli sul tessuto sociale e sulla struttura del potere politico della Baviera del 1600, che non disdegna critiche a una Chiesa troppo avida e opulenta.
Edizioni Neri Pozza. €18,00. 14 novembre

Un altro mondo
Jo Walton
Cresciuta con una madre folle che pratica la magia, Morwenna – Mori – Phelps trova rifugio in due mondi: quello degli spiriti che abitano le aree industriali incustodite della sua città natale nel Galles, e quello dei romanzi di fantascienza, suoi fedeli compagni, grazie ai quali la sua mente divaga spensierata. Quando la madre, per ragioni misteriose, turba il suo intimo equilibrio provando a corrompere gli spiriti per fini oscuri, Mori non può che agire di conseguenza. Il conflitto tra madre e figlia, in cui verranno coinvolti anche gli spiriti magici, porterà al verificarsi di un terribile incidente stradale che costerà la vita alla sorella gemella di Mori e a lei stessa gravissime fratture condizionanti la sua capacità deambulatoria. Per difendersi dalla forza negativa della madre, Mori va a stare dal nonno finché questi non si ammala. I Servizi Sociali affidano la ragazza al padre, in Inghilterra. Mori conosce a malapena il genitore che pensa bene di delegarne l'educazione al severo college di Arlinghurst. Qui, emarginata e sola, la ragazza riprenderà la frequentazione dei suoi amici spiriti, gli unici che sembrano accettarla e apprezzarla per quel che è. Ma il contatto con le creature fatate risollecita su Mori l’attenzione della madre, spingendo Mori verso quella resa dei conti che non è più procrastinabile.
Edizioni Gargoyle. €18,00. 14 novembre


La piccola mercante di sogni
Maxence Fermine
Malo ha undici anni e due genitori ricchi e distratti, con cui vive a Parigi, noiosamente, in mezzo al benessere. Il giorno del suo compleanno la madre gli organizza una festa lussuosa e lo ficca in taxi per farcelo andare da solo ma il taxi, sul Pont Neuf, viene urtato da un bus e finisce nella Senna. Il tassista riemerge, mentre Malo viene dato per disperso. In realtà, Malo ha trovato una botola in fondo al fiume, l'ha aperta ed è entrato in un mondo parallelo, dove incontra alberi che starnutiscono, gatti che parlano, ombre che rassicurano e una venditrice di sogni (belli) in bottiglia. Sono proprio i sogni però a mettere alle strette Malo: per comprarne qualcuno, il ragazzino si ritrova vittima del ricatto di un alchimista cattivo, che lo minaccia di farlo restare per sempre nel mondo delle ombre, al suo servizio. Per fortuna, Malo saprà come cavarsela - risvegliandosi in un mondo reale in cui il sottosuolo è solo un ricordo.
Edizioni Bompiani. €12,00. 20 novembre


Per dieci minuti
Chiara Gamberale
Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima. Lei che è incapace anche solo di avvicinarsi ai fornelli, cucina dei pancake, cammina di spalle per la città, balla l’hip-hop, ascolta i problemi di sua madre, consegna il cellulare a uno sconosciuto. Di dieci minuti in dieci minuti, arriva così ad accogliere realtà che non avrebbe mai immaginato e che la porteranno a scelte sorprendenti. Da cui ricominciare. Con la profonda originalità che la contraddistingue, Chiara Gamberale racconta quanto il cambiamento sia spaventoso, ma necessario. E dimostra come, un minuto per volta, sia possibile tornare a vivere.
Edizioni Feltrinelli. €16,00. 20 novembre

Killoyle 
Roger Boylan
A Killoyle scorre placido il tempo intorno alla Spudorgan Hall, il locale albergo abbarbicato a guardia di una piccola comunità che divide pigramente l'esistenza tra il pub e la chiesa, in cerca del conforto di una pinta o dell'assoluzione. E mentre Milo Rogers, arruffato sognatore e sedicente poeta, arranca nell'incertezza economica e sentimentale, Kathy Hickman affronta la sua vedovanza tra fugaci consolazioni e foschi documentari in tv. All'ombra delle guglie di Sant'Oinsias, invece, padre Doyle affoga nel whiskey la nostalgia per gli anni verdi del noviziato a Roma, ignaro delle abitudini del suo parrocchiano Wolfetone Grey, che di giorno conversa appassionatamente con Dio e di notte fa telefonate anonime ai suoi concittadini. Ma quando il sordido Tom Maher insidia le certezze di Emmet Power, amministratore della Spudorgan Hall, la tranquilla routine di Killoyle sembra fatalmente destinata a infrangersi. Con questo brillante romanzo, Roger Boylan compendia con piglio svagato la caleidoscopica vicenda politica, culturale e religiosa irlandese, anche grazie a un controcanto di postille giocose, digressioni e commenti sarcastici. Pagine in cui si celebra la tradizione letteraria che va da Swift a Beckett, passando per il surreale virtuosismo di Flann O'Brien, e che ci regalano un'opera traboccante di humour, con una variopinta rassegna di caratteri iperbolici e burleschi.
Edizioni Nutrimenti. €16,00. 20 novembre


Le vite impossibili di Greta Walls
Andrew Sean Greer
Cover non definitiva
1985. Dopo la morte dell'amato gemello, Felix, e la rottura con il suo amante di sempre, Nathan, Greta Wells inizia un trattamento psichiatrico per alleviare la propria depressione. Ma la terapia ha un inatteso effetto collaterale: e Greta viene infatti trasportata nelle vite che avrebbe potuto avere se fosse nata nel passato. Durante il trattamento Greta passa così dagli anni Ottanta al 1918, in cui è un'adultera bohemién, e al 1941, in cui invece è una moglie e madre devota. Le tre esistenze di Greta, separate dal tempo e dalle diverse consuetudini sociali, vivono però le stesse tensioni familiari e scelte difficili, e con molte somiglianze. Ogni realtà ha le sue perdite e le sue ricompense: cosa accadrà quando Greta dovrà scegliere quale vita vivere? Quale sarà la via da preferire?
Edizioni Bompiani. €18,00. 20 novembre


Strane avventure di Sherlock Holmes in Giappone
Dale Furutani
Strani questi stranieri che si lavano poco, mangiano il loro dio per adorarlo e non sanno nascondere le emozioni. Più strano di tutti quest'uomo allampanato che il dottor Watanabe ha accolto in casa sua: si spaccia per un esploratore norvegese, ma ha l'accento inconfondibile di Londra e il desiderio febbrile di indagare. Anche una cittadina sonnacchiosa come Karuizawa ha la sua dose di sangue e disavventure, e a un medico, se è un buon medico, tutti chiedono consiglio. Voci sinistre nel buio che fanno impazzire un uomo, progetti navali trafugati, un missionario che precipita nel vuoto: per essere ospitale sino in fondo, il dottor Watanabe offre al suo ospite i misteri che approdano al suo ambulatorio. Non sa che lo spilungone in grado di stupire tutti con le sue deduzioni è il grande Sherlock Holmes, in incognito in Giappone per sfuggire al suo peggior nemico. Non lo sa, ma è fiero di fargli da interprete di lingua e cultura giapponese, e di assisterlo con il suo buon senso. Di caso in caso l'alleanza si stringe e dalla stima nasce un'amicizia. Finché, vincendo il tipico riserbo giapponese, il dottor Watanabe apre il suo cuore al forestiero e gli svela una ferita mai sanata. Risolvendo l'ultimo mistero, sarà Sherlock Holmes il buon medico che guarisce l'amico dalle ombre del passato.
Edizioni Marcos y Marcos. €15,00. 21 novembre


Emma di Jane Austen. Le grandi opere a fumetti
Nancy Butler e Janet Lee
Terzo appuntamento con Jane Austen, che con arguzia e raffinatezza ci parla ancora d’amore. Emma si dedica a combinare matrimoni convinta che il cuore degli altri per lei non abbia segreti, ma in realtà il primo che non conosce è proprio il suo…
Edizioni Panini Comics. €15,00. 30 novembre










giovedì 7 novembre 2013

Pensieri sparsi e un po' confusi: libri italiani parte 1

Leggo tanto e parlo poco. Eppure i libri mi chiedono di essere raccontati, dopo essere stati letti. Mi fanno promettere che non li dimenticherò, che parlerò di loro in giro. Mi suggeriscono frasi ad effetto per poter conquistare nuovi lettori, o mi urlano stroncature quando, ahiloro, si rendono conto di non essere il meglio che si possa desiderare.
E io cosa faccio? Promesse da marinaio. Dico loro che sì, non lascerò che restino mie letture silenziose. Giuro che domani, c'è sempre un domani, apro una pagina del blog e parlo degli ultimi 55 libri letti. Sì, tutti insieme, perché se dovessi scegliere non ne sarei capace. Rimando a domani quel che potrei fare oggi. E nel frattempo leggo. E i libri aumentano. E anche le parole non dette.
E ora? Ora ci voglio provare, voglio vedere che effetto fa tornare a parlarne. Magari si crea un bell'effetto valanga, e a questo post ne seguiranno tanti altri e il blog tornerà a cercare di essere costante, o almeno semplicemente vivo. O magari nulla cambierà e questo sarà un post isolato. Io e il blog siamo in un momento difficile del nostro rapporto e stiamo cercando di capire cosa vogliamo. Perciò, perdonateci se non siamo all'altezza di quel che vorremmo essere.
Ma basta parlare di noi.
Parliamo di loro. Dei libri letti. Dei bei libri letti. Dei bei libri italiani letti.
Sono loro i protagonisti: i romanzi di autori italiani. Uomini, donne, giovani, vecchi, esordienti e scrittori affermati. Li ho amati tutti, o quasi. Li ho amati tanto. E riuscire a presentarli qui, tutti insieme, magari è davvero troppo. Però comincio, perché... bè, se lo meritano.
Vado in ordine di lettura, partendo dall'ultimo letto e poi indietro a ritroso finché voi vi sarete annoiati, o io penserò di avervi annoiati abbastanza.




Il casale di Francesco Formaggi
L'autore è un giovane esordiente. Un giovane italiano esordiente. Ed esordisce con la Neri Pozza.
In un ipotetico dialogo con me stessa, queste tre affermazioni - ma soprattutto l'ultima - basterebbero a convincermi non solo a leggere il romanzo, ma anche a essere positivissimamente predisposta nei suoi confronti. Trovare poi il libro, nuovo nuovissimo, su una bancarella a soli 3€ è stato una sorta di segno del destino. Molto probabilmente prima o poi l'avrei comprato a prezzo pieno ma la sorte ha voluto diversamente e non ho potuto dirle di no. Le prime pagine del romanzo sono magistrali. Due fidanzati, un viaggio in auto verso una meta voluta da lei e subita da lui, e poi all'improvviso un patatrac. Un piccolissimo minuscolo patatrac che cambierà l'atteggiamento di lui, Francesco, nei confronti della sua lei, Giulia. Un patatrac (ma quanto inorridirebbe l'autore nel sapere che ho usato questa espressione per descrivere la scoperta da parte del protagonista che gli alluci della sua ragazza sono orribili e disgustosi?) che si insinuerà tra le pagine, influenzando in maniera subdola l'intero andamento della storia. Che non è tutta qui, sia ben chiaro. Ambientata nel casale di una zia un po' particolare, il lettore farà la conoscenza di personaggi strani, quasi grotteschi e assisterà a eventi inquietanti. Il tutto narrato senza troppi fronzoli, con una bella prosa diretta, asciutta che dà piacere al lettore. Durante la lettura ho avuto l'impressione di un grande lavoro di cesellatura delle frasi, delle parole. Formaggi è uno scrittore attento, minuzioso. La sua non appare una prosa spontanea (sia ringraziato il cielo!) ma ben studiata, ponderata in ogni elemento. Quasi perfetta. Si comprende che dietro quelle pagine c'è stato un lavoro continuo il cui risultato è davvero encomiabile.
Il casale non dà scampo: l'autore ci ha saputo fare sia coi contenuti che con la forma.  E mi rendo conto di aver detto troppo poco, maledizione, ma come si fa? Non posso star qui a parlare tutta la sera del Casale. Meglio leggerlo direttamente ;)
Edizione Neri Pozza. 240 pagine. €16,50  3,5 stelline



Argento vivo di Marco Malvaldi
Ma mille grazie alla Sellerio perché pubblica Malvaldi. Mille grazie a Malvaldi perché scrive queste storie. Mille grazie alla moglie di Malvaldi perché le storie che lui scrive lei le ha pensate prima di lui e gliele ha proposte. Mille grazie al caso che ci mette lo zampino e crea le occasioni giuste per permettere a storie del genere di venir fuori.
Finiti i ringraziamenti, dovrei passare a parlarvi del libro.
A spiegarvi perché questo romanzo è una genialata travestita da simpatica storiella. A URLARVI che Argento vivo dovete leggerlo perché l'autore, mentre racconta, gioca con i lettori e mica possiamo lasciarlo da solo a giocare?
Malvaldi ha pensato - o sua moglie ha pensato, ma fingiamo siano un'unica persona :) - una semplice storia, quella di un furto, trasformandola in una commedia degli equivoci, regalandole un andamento da pièce teatrale. Ha immaginato diversi gruppi di personaggi, ogni gruppo relegato nella propria scena ma collegato agli altri attraverso un sistema di intreccio che ha del magistrale.
C'è uno scrittore un po' in crisi e la sua editor dedita solo a pubblicizzarlo.
C'è un lit-blogger che rischia di perdere un lavoro che non l'appassiona.
C'è un gruppetto mal assortito di ladri che organizza furti in casa.
E c'è una poliziotta che tenta di fare il suo lavoro, mai apprezzato quanto si dovrebbe.
Prendiamo i personaggi, mischiamoli, facciamoli interagire o magari separiamoli e facciamoli sfiorare tra una scena e l'altra. Diamogli dialoghi brillanti e idee inimmaginabili. Il risultato ha l'argento vivo ;)
La lettura ogni tanto può creare confusione, può obbligare il lettore a consultare lo schemino dei personaggi posto all'inizio del romanzo - come nei migliori gialli di Agatha Christie - ma ciononostante non lo si può mollare. Si ha continuamente voglia di ridere e sorridere grazie alle parole dei suoi strampalati personaggi, si ha voglia di capire fino a dove l'autore riuscirà a spingersi senza ingarbugliare tutto e come farà poi a riannodare tutti i fili e a far tornare tutti i conti.
Non saranno i simpatici vecchietti del BarLume di cui si ha continuamente nostalgia, è vero, ma ci si diverte alla grande. E per troppo poco tempo. Di Malvaldi non se ne ha mai abbastanza. Magari ce ne fossero di più, di scrittori come lui!
Edizioni Sellerio. 288 pagine. €14,00. 4 stelline



Il bordo vertiginoso delle cose di Gianrico Carofiglio
Se avessi dovuto parlare di questo romanzo nel momento in cui ho finito di leggerlo, mi sarei sentita spaesata. Mi sarei guardata in giro sperando che qualcuno mi potesse suggerire le parole, la risposta giusta a semplici domande come "Ti è piaciuto?" oppure "Com'è?".
Com'è questo bordo vertiginoso delle cose?
È un romanzo che ti lascia stordita. Dopo, però. Mentre lo leggi, sei tutta concentrata ad assorbire ogni parola che Carofiglio mette giù, parole che rotolano veloci una dopo l'altra, formando capitoli che alternano la narrazione in prima persona  all'ostica narrazione in seconda. Quel Tu narrante proprio non riesco a digerirlo, non riesco a comprenderlo eppure lo sento così adatto, così azzeccato per quel momento presente. L'ho vissuto come un modo perfetto per prendere le distanze da ciò che si è, laddove l'io è un modo per avvicinarsi a ciò che si è stati. Forse non erano queste le intenzioni dell'autore, ma io ho vissuto quest'alternanza così. Un uomo, uno scrittore che non riesce più a scrivere per sé e che è diventato ghost writer per altra gente, torna sui luoghi della sua adolescenza, lì dove tutto è iniziato: la voglia di scrivere, di cambiare, di amare. C'è una trama, c'è una storia ben delineata e dei personaggi e delle azioni... eppure si arriva velocemente alla fine e sembra di non aver nulla tra le mani. La sensazione è quella che manchi qualche pagina, che manchi qualche centinaio di pagine perché si è letto troppo poco e quel poco proprio non basta. La convinzione è quella di essersi persi qualche pezzo. Forse l'autore ha voluto lasciare noi lettori su un bordo vertiginoso.
Si esce dalla lettura frastornati e nostalgici. Con tante, troppe, domande e quasi nessuna risposta. Con la decisione di scovare l'autore e chiedergli perché ha scritto questo libro, cosa vuole che io capisca. Perché me l'ha fatto leggere?
Chissà. Ma nonostante la sensazione di smarrimento e confusione, possibile che ci si ritrovi ad amare comunque questo libro? A sentirlo proprio? Ad amare le sue mancanze?
È così, e spero un giorno di sapermi spiegare il perché.
(Sarà l'amore mai sopito per l'avvocato Guerrieri a farmi parlare? sarà che l'ho intravisto anche tra queste pagine? chissà...)
Edizioni Rizzoli. 320 pagine. €18,50. 3,5 stelline




Il 49esimo stato di Stefano Amato
Devo ammettere che questo romanzo non mi ha entusiasmata come pensavo avrebbe fatto. Eppure aveva dalla sua tre elementi positivi:
- l'autore è un simpaticissimo libraio che ha fatto della sua professione occasione per esilaranti post del suo blog L'apprendista libraio. L'ho sempre seguito e mi ha sempre divertita, ma tanto;
- la trama è davvero originale e non passa inosservata: "Con l’appoggio della mafia, la Sicilia viene annessa nel secondo dopoguerra agli Stati Uniti, diventando un avamposto strategico con cui gli americani controllano la minaccia comunista nel resto della penisola e in Europa. Il romanzo narra le vicende tragicomiche di un gruppo di giovani di questi stralunati anni Settanta, Jeff, Harry, George e Lucky, che sognano di sfondare nella scena musicale punk internazionale grazie alla collocazione geopolitica dell'isola.";
- il libro fa parte del progetto Indies. Un  progetto interessante e intelligente. 
Insomma, i presupposti c'erano tutti. E non dimentichiamo la cover: anche lei ha fatto il suo sporco lavoro nel convincermi. 
Detto ciò, il romanzo non mi ha convinta. Mi ha stancata. L'ho trovato troppo lungo e ripetitivo. Fin troppo incentrato sulle vicissitudini dei quattro amici e troppo poco concentrato sull'ambientazione, pezzo forte della storia. Non che questa sia assente, sia chiaro, ma l'ho sentita debole. Così come ho trovato poco interessante la storia dei ragazzi e della loro band.
Devo però ammettere che le mie remore sono personalissime e non obiettive. Non riesco a trovare particolari pecche nel romanzo, difetti che renderebbero il romanzo discutibile.
No, credo sia un romanzo di buon livello ma non nelle mie corde. Probabilmente a causa delle alte aspettative che avevo. Fosse solo per l'ironia che ho riscontrato nell'idea generale della storia ma non tra le pagine. Un peccato avere un dono del genere e non sfruttarlo in questo ambito.
In breve: un romanzo da provare e da ammirare per l'originalità. Tutto qui. 
Edizioni Feltrinelli - Transeuropa. 230 pagine. €14,00. 2,5 stelline




Una carrozza per Winchester di Giovanna Zucca
Oddio quanto ho odiato questo libro. E quanto mi ha annoiata. Ma proprio troppo. Oltre il livello consentito a un libro. E quanto ho trovato stonati i dialoghi, e l'atmosfera. E i personaggi. Insomma, se la Zucca voleva ricreare atmosfere ottocentesche, ricalcando i romanzi austeniani, non penso che ci sia riuscita minimamente. Perché se tali romanzi avessero i suoi ritmi e il suo stile, me ne sarei tenuta lontana per tutta la vita.
Eppure il romanzo si presentava così bene. E invece no, no e no. Quando un romanzo mi annoia alla follia non posso manco perdermi in troppi perché e per come. Bocciato, con dispiacere, ma bocciato. 
Fazi Editore. 200 pagine. €16,50. 1 stellina



Marina Bellezza di Silvia Avallone
Proprio non sapevo cosa aspettarmi da questo romanzo. Acciaio mi era piaciuto, l'avevo trovato vero, vivo e forte nonostante la negatività che portava con sé. Però mi aveva anche dato qualche pugno nello stomaco, che non è mai bello ricevere. Mi chiedevo perciò se per Marina Bellezza avrei dovuto aspettarmi la stessa dose di sofferenza oltre al piacere. A fine lettura posso dire che sì, schiaffi e carezze il lettore li prende anche qui, ma li accetta perché capisce che fanno parte del gioco, fanno parte della vita. Marina Bellezza, così come era stato Acciaio all'epoca, ha dentro di sé la vita. La vita di due ragazzi, Marina e Andrea, che cercano di trovare la loro risposta alle imposizioni del mondo, adattandosi e approfittandone o sfuggendogli e fregandolo. Marina e Andrea: forza e debolezza, determinazione e confusione, amore e odio, voglia di vincere e resa. Due facce della stessa medaglia, due modi di affrontare un mondo, un'Italia che non sembra avere posto per loro. Il romanzo parla di una grande storia d'amore, un amore che attraversa tutte le pagine ma non è mai il protagonista assoluto. Un amore che non riesce ad avere la vita che merita, perché in Italia è difficile anche quello, per due giovani che hanno voglia e bisogno di lavorare. Si assiste impotenti alla storia dei due protagonisti, ci si arrabbia e quasi si arriva a odiare il loro egoismo e la loro testardaggine che li porta verso scelte assurde, ci si identifica nell'uno o nell'altro e ci si rende conto che l'autrice ci ha coinvolti e gettati nella storia senza che ce ne accorgessimo.
E poi, al di là della storia, si è attirati dall'attenzione per i luoghi in cui questa si svolge. O, più che attenzione, l'affetto che l'autrice ha per quei luoghi. Si sente l'attaccamento a quella terra, nonostante la poca accoglienza che essa riserva a chi vuole continuare a vivere e restarci.
E ancora, quel che mi stupisce della Avallone è che, seppure la sua prosa non sarà magistrale, seppure il suo stile non è di quelli che mi lasciano a bocca aperta e mi mettono i brividi, riesce ad andare a segno e a farmi apprezzare il tutto, senza storcere il naso come mi accade sempre più spesso con le giovani autrici italiane contemporanee.
In poche confuse parole: ho apprezzato tanto Marina Bellezza per ciò che è e per ciò che non è. E l'ho apprezzato nonostante difetti e mancanze. E lo consiglio, lo presto, invito i lettori ad andare agli incontri che l'autrice sta tenendo in giro per l'Italia: le sue parole vi sapranno colpire prima e meglio delle mie.
Edizioni Rizzoli. 528 pagine. 18,50. 3,5 stelline



Atletico Minaccia Football Club di Marco Marsullo
«La seconda regola del calcio secondo Cascione è: non esistono partite amichevoli, solo partite da vincere. Il fair play è un'invenzione dei Testimoni di Geova
Sarà che me l'ha suggerito mio fratello e, nonostante io sia sempre restia ad accogliere i suoi suggerimenti, poi non me ne pento mai, anzi. Sarà che l'autore è di una simpatia unica e proprio non me l'aspettavo (non che pensassi che fosse antipatico, eh, solo non così simpatico e divertente). Sarà che un romanzo del genere, con un titolo del genere, con una copertina del genere non l'avrei mai degnato di mezzo sguardo in libreria. Sarà che la storia è esilarante, è napoletana, è il giusto antidoto per un momento no. E sarà che Marsullo è giovane, è un esordiente e non se la tira.
Sarà sarà sarà: io, Atletico Minaccia Football Club, l'ho adorato. Quasi idolatrato. Mi ha fatto scoppiare a ridere, ma ridere di cuore, all'improvviso. Non me le aspettavo le risate e invece sono arrivate senza annunciarsi prima. Un secondo leggi un rigo, un secondo dopo non hai più il fiato per il troppo ridere. E poi le trovate geniali, quelle trovate che, perdonate il momento campanilistico, ma solo a un napoletano possono venire in mente. Trovate geniali su di uno pseudocampo di calcio, per organizzare uno pseudocampionato con pseudogiocatori. Non pensavo mi sarei appassionata a un romanzo che parla di calcio con annessi e connessi. Mio padre si era detto sicuro che non mi sarebbe piaciuto, conoscendo la mia avversione ai campionati, alle partite in casa, ai derby e ai fuorigioco (ma sì, il calcio per me sono parole a caso senza senso né connessione logica). E invece.
E invece Marsullo mi ha fatta appassionare a qualcosa che non mi appassiona. Mi ha attaccata alle pagine tanto da desiderare di volerne ancora, magari di ricominciare daccapo per rivivere quelle gag, quelle battute, quelle trovate. Mi ha fatto sperare che Vanni Cascione possa essere protagonista non solo di questo ma di una serie di romanzi. E magari non solo lui. Caro Marco, mi sembra quasi di conoscerti, grazie per avermi intrattenuta in questo simpaticissimo modo. Sei uno spasso, scrivi ancora!
Edizioni Einaudi. 224 pagine. €17,00. 4 stelline



Inutile Tentare Imprigionare Sogni Cristiano Cavina
Questo romanzo di Cavina, per me il primo letto di quest'autore, mi ha convinta che mi manchi un pezzo. Un pezzo della sua storia, della sua bibliografia, un pezzo importante di lui. Perché il romanzo si è fatto leggere, si è fatto apprezzare, ha sicuramente dalla sua gli aspetti positivi tipici di un romanzo ben scritto, originale, ben strutturato e pure abbastanza coinvolgente. Eppure non mi ha presa come pensavo. La lettura è stata piacevole ma con riserva. Come se quei personaggi e quelle scene dovessero dirmi di più, ma io non sono riuscita a capire cosa. E allora ho pensato che per apprezzarli a dovere avrei dovuto leggere i suoi libri precedenti. Cominciare a entrare nel mondo Cavina, dargli la possibilità di farsi conoscere per bene e quindi apprezzare maggiormente. Credo che l'autore sia uno di quelli con cui non si ingrana immediatamente. Ha bisogno di tempo e di pagine. Cosa che per uno scrittore non è sicuramente positiva, visto che spesso se il lettore non viene colpito nello spazio di un solo romanzo, allora abbandona e passa al prossimo. Ma nel suo Baldo Creonti e la sua esperienza scolastica, nel mitico personaggio della madre, nella figura di quei terribili professori: in ogni momento si intuisce che c'è qualcosa di vero e profondo. Qualcosa di più di quel che si sta leggendo.
Perciò se siete già dei fan di Cavina (e volete pure suggerirmi qualche titolo...) allora sicuramente apprezzerete questa lettura più di me che sono al mio primo appuntamento con l'autore. Se come me non l'avete ancora incontrato, io forse consiglierei di andare indietro nel tempo e iniziare dai suoi primi romanzi, o magari dai suoi romanzi migliori. O forse di non leggerne solo uno, ma di provarne due o tre insieme, per capirlo meglio. 
Edizioni Marcos y Marcos. 224 pagine. €16,00. 3 stelline