venerdì 6 maggio 2011

Il linguaggio segreto dei fiori, di Vanessa Diffenbaugh



The Language of Flowers

questa è la copia che ho io, con la camomilla (forza nelle difficoltà) ^^

Cosa significa "Una rosa è una rosa è una rosa"?
Chiusi il libro di biologia e vidi lo scheletro del corpo umano in copertina.
Misi il dito sulla cavità oculare.
"Che le cose sono semplicemente ciò che sono."
"Una rosa è una rosa."
"E' una rosa", terminò Grant con un lieve sorriso. 
Pensai all'infinità di rose del suo giardino, a tutte le tonalità di colore e ai diversi stadi di fioritura.
"Tranne quando è gialla", dissi. "O rossa, rosa, chiusa o appassita."
"E' sempre quello che ho pensato anch'io" replicò Grant. "Ma concedo alla signora Stein
la possibilità di convincermi."


Gerbera: allegria
Trama: Victoria ha paura del contatto fisico. Ha paura delle parole, le sue e quelle degli altri. Soprattutto, ha paura di amare e lasciarsi amare. C'è solo un posto in cui tutte le sue paure sfumano nel silenzio e nella pace: è il suo giardino segreto nel parco pubblico di Potrero Hill, a San Francisco. I fiori, che ha piantato lei stessa in questo angolo sconosciuto della città, sono la sua casa.
Il suo rifugio. La sua voce. È attraverso il loro linguaggio che Victoria comunica le sue emozioni più profonde. La lavanda per la diffidenza, il cardo per la misantropia, la rosa bianca per la solitudine.
Perché Victoria non ha avuto una vita facile. Abbandonata in culla, ha passato l'infanzia saltando da una famiglia adottiva a un'altra.


Buganvillea: passione
Fino all'incontro, drammatico e sconvolgente, con Elizabeth, l'unica vera madre che abbia mai avuto, la donna che le ha insegnato il linguaggio segreto dei fiori. E adesso, è proprio grazie a questo magico dono che Victoria ha preso in mano la sua vita: ha diciotto anni ormai, e lavora come fioraia. I suoi fiori sono tra i più richiesti della città, regalano la felicità e curano l'anima. Ma Victoria non ha ancora trovato il fiore in grado di rimarginare la sua ferita. Perché il suo cuore si porta dietro una colpa segreta. L'unico in grado di estirparla è un ragazzo misterioso che sembra sapere tutto di lei. Solo lui può levare quel peso dal cuore di Victoria, come spine strappate a uno stelo. Solo lui può prendersi cura delle sue radici invisibili. Solo così il cuore più acerbo della rosa bianca può diventare rosso di passione.


Il linguaggio segreto dei fiori è un fenomeno editoriale senza precedenti. Conteso da tutti gli editori, è stato venduto in ventisette paesi, con aste agguerrite e cifre record.
Rosa rosa: grazia, eleganza
In uscita contemporanea in tutto il globo, racconta, attraverso uno dei personaggi più straordinari mai creati, una storia di coraggio e di speranza, di abbandono e di incredibile sete di vita, mostrandoci la forza immensa dell'amore più vero, quello imperfetto e senza radici, che dà senza pretendere nulla in cambio. 
Ringraziamo la casa editrice Garzanti per averlo portato qui in Italia e dando la possibilità ai lettori di scegliere tra quattro fantastiche copertine! 

 


INIZIATIVE LEGATE AL LANCIO DEL ROMANZO:
- Dietro le quinte, sul sito www.illinguaggiosegretodeifiori.com
- Concorso Trova il fiore intorno a te: http://www.illibraio.it/speciale/trova-il-fiore/home.htm
- Speciale: "Ogni fiore ha la sua storia", organizzato dalla geniale Giulie dell'Albero delle Gocciole, dove ci racconta una storia per ogni fiore. (storie adorabili, magiche... perfette!)









L'autrice: Per scrivere Il linguaggio segreto dei fiori Vanessa Diffenbaugh ha tratto ispirazione dalla sua esperienza come madre adottiva. Dopo aver studiato scrittura creativa alla Stanford, ha tenuto corsi di arte e scrittura ai bambini delle comunità di accoglienza. Lei e suo marito hanno tre figli e vivono a Cambridge, nel Massachusetts. Il linguaggio segreto dei fiori è il suo primo romanzo.(Alla fine del romanzo troverete anche un'interessante intervista con l'autrice).



Recensione: 
Aquilegia: abbandono
Potremmo raccontare questa storia semplicemente recandoci da un fioraio e guardandoci intorno. Inizieremmo con l'Aquilegia, per parlare degli abbandoni subiti da Victoria da piccola: da parte della (sconosciuta) madre, delle famiglie affidatarie, delle comunità cui è destinata, che mal si prendono cura di lei. Un abbandono che Victoria apprende così bene da metterlo in pratica lei stessa, non appena ne ha la possiiblità, abbandonando la comunità al compimento dei 18 anni.
Continueremmo con un Anemone, per raccontare la desolazione in cui Victoria è costretta i primi giorni da sola: vive in un parco, giorno e notte, senza niente e nessuno a starle accanto se non i fiori che comincia  a piantare intorno a sé.

Biancospino: speranza
A un certo punto ci ritroveremmo alle prese con il Ciclamino, e i primi sentori di una timida speranza: di venire assunta, di venire accolta da Renata e di diventare la sua aiutante fioraia. Ciclamino cui si affianca immediatamente il Biancospino, non apppena la timidezza scompare.
Euforbia: perseveranza
E Renata le darà la possiiblità di essere perseverante, come l'Euforbia, pur continuando a mantenere la sua indifferenza e diffidenza (Iberide e Lavanda).

...ma siamo solo ai primi passi di questo delicato romanzo, e se volessimo continuare a raccontarlo attraverso il linguaggio dei fiori, forse ci ritroveremmo presto con l'imbarazzo della scelta.
Sì, perché in questo romanzo c'è tutta una vita.
Perché Victoria è una ragazza difficile: timida, silenziosa, rabbiosa e disillusa.
Quando inizia a dedicarsi al suo lavoro di aiuto fioraia, lavoro che le riempirà la pancia e le offrirà un tetto, inizierà il suo cambiamento, che le farà riscoprire la passione (bouganvillea) e di conseguenza la sua vera natura.
Il romanzo alterna passato e presente, alterna la possibilità che Victoria ha avuto in passato di essere felice e di come se la sia fatta sfuggire, alla possibilità che le viene offerta ora, e come se la farà sfuggire credendo di non meritarla.
La ragazza è sempre in bilico tra il voler essere, il voler amare e il non fidarsi di se stessa; tra il voler vivere la felicità e la convinzione di non meritarla.

Eliotropo: affetto
Solo quando Victoria deciderà di rimettere in gioco il passato e farlo incontrare col presente, quando deciderà che l'unica cura per un cuore spezzato (garofano rosso) non sono l'odio (basilico), la misantropia (cardo), la diffidenza (lavanda) ma l'affetto (eliotropo), l'amicizia (fresia), la forza nelle difficoltà (camomilla), l'amore (mirto) allora potremo scoprire il suo vero volto, fragile e deciso allo stesso tempo.

Vanessa Diffenbaugh ha saputo raccontarci una storia d'amore, di disperazione (lichene) e perdono (giacinto viola), di diffidenza (lavanda) e fiducia (passiflora), di dolore (aloe) e di cambiamento (centonchio dei campi).

Narcisi: nuovi inizi
Ha saputo farci vedere davvero Victoria, una ragazzina, una diciottenne alle prese con la vita nel più difficile dei modi: da sola. Eppure è riuscita a risollevarsi, è riuscita a conquistarsi una nuova possibilità, un nuovo inizio (narciso) nel momento in cui ha capito che non si può restare soli, che abbiamo bisogno degi altri, che il nostro linguaggio segreto non possiamo tenerlo per noi, ma condividerlo, metterlo a disposizione, rendendolo vivo.
Un romanzo stupendo.


Le copertine nel mondo:













Titolo: Il linguaggio segreto dei fiori
Autore: Vanessa Diffenbaugh
Edizione: Garzanti
Prezzo: €18,60





giovedì 5 maggio 2011

Avvistamento

WILL TI PRESENTO WILL


Trama:
Una sera, nel più improbabile angolo di Chicago, due ragazzi di nome Will Grayson si incontrano. Will e Will non potrebbero essere più diversi, ma dal momento in cui i loro mondi collidono, le loro vite, già piuttosto complicate, prendono direzioni inaspettate, portandoli a scoprire cose completamente nuove sull’amicizia, l’amore e, soprattutto, su loro stessi. 

Leggi gratis un estratto del libro QUI


Autori: John Green e David Levithan
Due scrittori esplosivi. Entrambi americani, giovani, il primo, John Green, è autore  - tra le altre opere - del famoso (e adorabile, a parer mio!) Cercando Alaska, un romanzo di formazione inaspettato, che ti prende e ti coinvolge senza che tu te ne accorga; il secondo, David Levithan, scrittore e editor, è autore di Boy meets Boy, un romanzo incentrato sul classico schema della storia d'amore "boy meets girl, boy loses girl, boy gets girl", salvo il fatto che i protagonisti sono entrambi ragazzi.

Sarà uun'unione esplosiva? Io credo proprio di sì!
Finalmente il romanzo è stato pubblicato dalla Piemme, nella collana Freeway ed è uscito da un paio di giorni.

Presto arriverà la recensione!!!

Titolo: Will ti presento Will
Autori: John Green e David Levithan
Edizione: Piemme, collana Freway
Prezzo: €17,50

mercoledì 4 maggio 2011

Break - Ossa rotte, di Hannah Moskovitz


"Collisione.
La prima sensazione è un dolore che conosco, un dolore sordo, il rumore del mio corpo che incontra il cemento. Mi preparo mentalmente al dolore vero - sarà tremendo, ma almeno ci sono abituato.
E invece no.
A questo dolore non sono affatto abituato."


Trama:
Jonah ha una famiglia a dir poco difficile. Ha due genitori quasi assenti, che non ricordano più perchè stanno insieme e a malapena riescono a tenere le fila di un matrimonio che sta rovinando la loro vita e quella dei figli. E ha due fratelli: Will, di pochi mesi, che piange incessantemente e Jesse, di 16 anni. Il rapporto tra Jonah e Jesse va ben al di là dell'amore fraterno. Si, perchè Jonah è l'angelo custode di Jesse, colui che ogni giorno lo salva da morte sicura per soffocamento. Jesse soffre infatti di gravi allergie alimentari, soprattutto al latte e, dato che Will è ancora un poppante, Jesse non è mai al sicuro, nemmeno in casa. I suoi attacchi sono violenti, terribili, devastanti, tanto da spedirlo in ospedale. Jonah non può permettersi di perderlo mai di vista: controlla tutto ciò che mangia, tocca, respira. Si assicura che anche quella sbadata di sua madre non allatti Will e poi tocchi il fratello. Ogni volta che il cellulare squilla, il cuore di Jonah parte al galoppo per la paura che Jesse sia in fin di vita. Jonah vuole essere più forte, ha bisogno di essere più forte, per sorreggere una famiglia sull'orlo del baratro, per sostenere un fratello che rischia di morire ogni giorno, per non cedere al raptus omicida nei confronti di un bebè che riduce a brandelli i nervi di tutti. Rompersi le ossa e guarire è l'unico modo che Jonah conosce per rinforzarsi. Perchè chiunque sa che un osso fratturato ha il solo potere di curarsi da solo e di ricrescere più forte, rinvigorito. E il primo pensiero di Jonah ogni mattina è quello di escogitare nuovi metodi per raggiungere lo scopo nella maniera più veloce ed efficace possibile. La sua è una storia di autodistruzione per amore. Dita, gomiti, femori, costole: il conto è minuziosamente riportato. E' un'impresa metodica. Una scarica di adrenalina, poi il dolore, intenso, nauseante. Un libro crudo e provocatorio, che descrive con realismo una forma estrema di autolesionismo. La storia di un ragazzo raccontata da una sedicenne: è sorprendente come la giovane scrittrice sia stata in grado di ricostruire le dinamiche psicologiche di un adolescente. 


L'autrice: Hannah Moskovitz ha ora diciannove anni. Vive a Silver Spring, Maryland, con moltissimi gatti.  I suoi libri parlano di fratelli, ambiguità sessuale, bambini. Hannah studia presso l'Università del Maryland. Le piace il latte più dell'acqua, l'estate più dell'inverno, l'amore più dell'odio. Break, il suo romanzo d'esordio ha ricevuto il plauso della critica USA. In America è pubblicata da Simone&Schuster. Break è uscito il 13 aprile 2011 in Italia. Hannah ha pubblicato tre libri: Zombie Tag, Break, Invincible Summer. Un quarto è in fase di stampa Gone, Gone, Gone e uscirà nel 2012. Altre notizie sull'autrice potete trovarle nel suo blog: http://hannahmosk.blogspot.com/ 



Recensione: 
E la Giunti Y colpisce ancora.
Per anni ho cercato di evitare in ogni modo storie che fossero incentrate su determinati problemi, perché mi fanno paura, mi spaventano, mi mettono tristezza, angoscia e ne esco quasi distrutta. Sono riuscita nel mio intento per così tanto tempo, per incappare poi nelle pubblicazioni così fascinose della Giunti Y da non volerle perdere, e cadere nella trappola.
Una trappola che si è rivelata una scelta giusta, importante, necessaria.
Questo romanzo fa parte di quelle storie di cui non vorresti mai sentir parlare, ma se per caso ne vieni a conoscenza, capisci che hai il dovere morale di ascoltare, di cercare di comprendere, di affrontare ciò che accade da inizio a fine.
Cos'è che accade? Che Jonah si rompe le ossa. Non è maldestro, non è sfortunato: è un'azione che compie spontaneamente. La mia prima reazione di lettrice è stata di iniziale rigetto: non ce l'avrei mai fatta ad assistere a tali scene fino alla fine. Però poi Jonah inizia a farsi conoscere come persona e non possiamo più abbandonarlo lì, sull'asfalto mentre conta quante ossa gli rimangano ancora da spezzare.
Mentre siamo lì a chiederci perché si riduca così, perché si faccia questo, ci arriva immediatamente la sua, troppo semplicistica, spiegazione: perché dopo averle rotte, cresceranno più forti.
Jonah ha bisogno di essere forte: con una famiglia i cui genitori litigano in continuazione e non sanno prendersi cura dei figli, un fratellino piccolo che piange ininterrottamente da otto mesi e un fratello sedicenne che è allergico a tutto e rischia in ogni momento la morte, Jonah sente di essere l'unico a doversi far carico dei problemi dei suoi familiari.
La storia oscilla tra le sue ossa rotte e le crisi del fratello allergico, e noi lettori dondoliamo tra un ospedale e una famiglia disastrata così velocemente da perdere l'equilibrio.
E' una storia di autolesionismo, di fragilità, di mancate responsabilità, di delicati equilibri. E' una storia che è un dovere leggere per prendere coscienza di quanto siano fragili gli individui, di quanto bisogno ci sia di affetto profondo e continuo in una famiglia, eppure è una storia che si srotola troppo velocemente, senza soffermarsi troppo sulle vere motivazioni che ci sono dietro le azioni, sulle scelte e sui cambiamenti repentini che avvengono.
Un romanzo con un potenziale molto alto, non totalmente sfruttato, ma forse dipende dalla giovanissima età dell'autrice, 19 anni. E se a questa età ha già saputo affrontare un tema così delicato, rendendolo semplice alla lettura e vicino a noi, non possiamo che ammirarla e augurarle di continuare per questa strada. 


Ho pensato di concludere con questa citazione, perché tra tante scene così difficili da affrontare, mi è sembrata davvero delicata e dolce:

"Credo di non aver ancora mai detto cosa provo davvero per Charlotte:
diciamo che lei mi strappa il cuore e lo infilia
in un forno a microonde, poi lo guarda mentre diventa
bollente ed esplode. 
Quando sto con lei sento il sangue scorrere caldo e denso nelle vene.
E' una cosa bellissima. 
Molti potrebbero pensare che non abbia nulla di speciale. 
E avrebbero ragione.
Ma lei è davvero speciale, perché nessuna prima era riuscita a farmi 
quel giochetto del forno a microonde." 



Autore: Hannah Moskowitz
Edizione: Giunti Y
Prezzo: €14,50

lunedì 2 maggio 2011

Mirror Mirror, di Gregory Maguire

Oggi è il turno di questo libro, graditissimo regalo di compleanno: Mirror Mirror pubblicato da Casini Editore.



"Il mondo, per quanto ne sapeva lei, si chiamava Montefiore e, a guardarlo dal suo nido, 
era tutto in discesa, da ogni lato. 
Come ogni bambina era incuriosita più dal fuori e dall'altrove
che dal vicino e dal conosciuto. 
Era a suo agio con i panorami, con le accattivanti vallate dai villaggi nascosti, 
con un futuro immaginario fatto di colline e luce."


Trama:
È il 1502. Bianca de Nevada vive nella tenuta paterna di Montefiore, tra le campagne toscane e le colline umbre. La sua vita scorre tranquilla e bucolica, finché un giorno Cesare Borgia e sua sorella Lucrezia non giungono a sconvolgerla affidando una missione a suo padre, Don Vicente. Bianca si ritrova così sotto la protezione di una Lucrezia cieca di gelosia, che chiede a un cacciatore di portarla nella foresta e ucciderla. Ma Bianca sopravvive e si rifugia nella casetta dei sette nani, che cercano disperatamente notizie di loro fratello, l'ottavo nano... perduto assieme allo specchio magico. Nel frattempo di suo padre non si hanno più notizie... forse. Con uno straordinario lavoro di fantasia, Minor Mirror infonde nuova linfa alla fiaba di Biancaneve, conferendole una bellezza e un significato tutti nuovi, più "adulti".



L'autore: Gregory Maguire è stato professore e co-direttore del Simmons College Center for the Study of Children's Literature dal 1979 al 1985, dopo essersi laureato in Letteratura alla Tufts University. 
Nel 1987 ha fondato l'organizzazione Children's Literature New England. Oggi vive vicino Boston con sua moglie, la pittrice Andy Newman, e i loro tre figli adottivi. Ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti grazie alle sue opere, tra cui Confessions of an Ugly Stepsister, Lost, Mirror Mirror e Wicked, che hanno venduto oltre due milioni di copie solo in America e hanno ispirato musical, opere teatrali e edizioni esclusive da parte delle prestigiose librerie Simone&Schuster. E' scrittore di numerosi libri per l'infanzia e coautore di Am I blue?: Coming out from the silence, una collana di racconti brevi per adolescenti gay e lesbiche. 
I suoi libri dedicati agli adulti sono rivisitazioni di classici per bambini. Per esempio in Wicked, che ha avuto l'onore di un riadattamento a Broadway nell'omonimo musical, Maguire ha trasformato la Strega Cattiva dell'Ovest nella simpatica Elphaba, con tutte le conseguenze del caso.




Recensione: 
Entrare in questa storia è stato un totale sconvolgimento, o meglio capovolgimento di fatti, personaggi, situazioni già incontrate altrove ma che qui stentavo a riconoscere.
Se ci si avvicina alla storia pensando che sia un semplice rifacimento di Biancaneve in chiave diversa, bé si resterà presto spiazzati. Bianca de Nevada c'è, è vero, ma non è lei la protagonista della storia, o almeno non è l'unica protagonista.
Eppure quel primo impatto col libro sa tanto di passato, infanzia e c'era una volta... una copertina colorata con tanto di specchio che già spalanca le porte alla fantasia, un disegno iniziale (un po' tetro, questo bisogna dirlo) che tanto ci ricorda i nostri libroni di quando eravamo bambini, quando giravamo con ansia le pagine per soffermarsi su ogni immagine che incontravamo, alcune pagine incorniciate con dei versi (forse delle filastrocche?), i capitoli scanditi dallo specchio che ritorna, mostrandoci non la più bella ma un paesaggio... 
La nostra immaginazione inizia a galoppare, e fa aumentare i battiti all'emozione: cosa o chi incontreremo?
La fiaba incontra la storia, la fantasia incrocia la realtà: Bianca de Nevada è la figlia di un fattore, don Vicente che si troverà presto ad avere a che fare addirittura con i fratelli Borgia, Cesare e Lucrezia.
Sarà proprio Lucrezia a vestire i panni non tanto della cattiva matrigna (anzi indosserà anche quelli, ma non verso Bianca) quanto della padrona invidiosa e meschina; il padre di Bianca non morirà ma si allontanerà per compiere una missione impossibile affidatagli da Cesare; i nani sono semplici pietre che acquistano un'essenza solo nel momento in cui Bianca gliela conferisce, chiamandoli, riconoscendo in loro degli individui.
Cos'è successo alla nostra Biancaneve che cantava nei boschi, circondata da una natura allegra e luminosa? Dove sono quei nani affettuosi e affezionati? Dove sono finite tutte le nostre certezze? 
Dimentichiamo tutto ciò che sappiamo: Maguire vuole raccontarci qualcosa di nuovo.
All'interno di questo calderone di personaggi noti e meno noti, (da non dimenticare fra' Ludovico, la domestica Primavera, il ragazzo delle oche) non mancano gli elementi tipici della fiaba dei fratelli Grimm: la ragazza portata nel bosco per essere uccisa ma risparmiata dal cacciatore che ha pietà di lei, i tentativi di avvelenamento da parte della perfida Lucrezia, mascherata di volta in volta per ingannare la ragazza, lo specchio, quello specchio che sembra essere l'artefice di tutto.
E' una storia che a tratti spiazza, e ci lascia a bocca aperta, a tratti spaventa e non ci fa piacere leggere quel che accade, a tratti rassicura, perché ritroviamo ciò che conosciamo...
E i nostri occhi sono lì, ansiosi di trovare alla fine quel principe che salverà Bianca dalla morte col suo bacio, che la porterà con sé al castello per darle il meritato finale, sono lì desiderosi di poter leggere il tanto sospirato "E vissero tutti felici e contenti...".
Ci sarà? Non posso certo rivelarvelo: solo leggendo tutto il libro il lettore saprà se quello potrà essere un finale meritato o meno. Per ora vi basti sognare davanti a quella copertina, a quello specchio, pronti a farvi capovolgere il mondo dalle parole di Maguire.


Titolo: Mirror mirror
Autore: Gregory Maguire
Editore: Casini Editore
Prezzo: €18,00

domenica 1 maggio 2011

Giorni di zucchero fragole e neve, di Sarah Addison Allen

 The sugar queen
Oggi voglio presentare un libro che mi ha fatto innamorare immediatamente. Da quando ho intravisto la copertina, ho scoperto chi era l'autrice e mi sono soffermata sul titolo, ho capito che questo libro sarebbe stato speciale per me. 
Sarah Addison Allen colpisce ancora! Grazie mille alla casa editrice Sonzogno per averlo portato in Italia e pubblicato, permettendo a noi lettori di assaporarlo e amarlo!!


 "I libri a volte sono possessivi, vero?
Cammini in una libreria e un determinato libro ti salta incontro, come se si fosse spostato lì da solo, soltanto per attirare la tua attenzione. A volte quello che c'è dentro ti cambierà la vita, a volte non ci sarà neanche bisogno di leggerlo. A volte avere intorno un libro è semplicemente un conforto. Molti di questi libri non sono mai neanche stati aperti.
"Perché comprate dei libri che non leggete nemmeno?" ci chiede nostra figlia.
E' come chiedere a qualcuno che vive da solo perché si è comprato un gatto.
Perché gli faccia compagnia, ovvio."



Trama: Josey ha tre certezze: l'inverno è la sua stagione preferita; lei non è il classico esempio di bellezza del Sud; i dolci è meglio mangiarli di nascosto. Vive a Bald Slope, il paesino di montagna dov'è nata, rinchiusa nell'antica casa di famiglia ad accudire la vecchia madre. Ma di notte Josey ha una vita segreta. Si rifugia in camera a divorare scorte di dolcetti e pile di romanzi rosa. Finché un bel giorno, misteriosamente, nello stanzino nascosto dal guardaroba, dove l'aria profuma di zucchero, spunta un'esuberante signora che dice di essere venuta per aiutarla. Chi è quella donna? Perché il suo corpo odora di fumo di sigaretta e acqua stagnante? Perché sembra scappare da qualcosa o da qualcuno? Josey non farà in tempo a chiederselo, che il suo piccolo mondo sarà messo sottosopra. Scoprirà che in amore e in amicizia le certezze non esistono e che le persone, anche le più care, possono nascondere qualcosa di inconfessabile. Accettare questa sfida è la grande prova che Josey dovrà superare. E per lei sarà l'inizio di una nuova vita: la sua.

Hanno detto del libro:

"Come succede con i ligliori dolcetti, quando cominci a leggere questo incantevole libro non riesci più a smettere" - BOOKLIST
"Un romanzo delizioso... vi stregherà" - PUBLISHERS WEEKLY
"La magia si sprigiona dalla vita di tutti i giorni in questa toccante storia d'amore e di amicizia" - USA TODAY




L'autrice: Sarah Addison Allen è nata e cresciuta nel North Carolina. Ha esordito come scrittrice pubblicando, sotto pseudonimo, numerosi romanzi rosa. Con Il profumo del pane alla lavanda, il primo romanzo per il grande pubblico (Sonzogno 2008), ha raggiunto il successo. Dopo questo secondo libro, in vetta alle classifiche USA e tradotto in oltre 15 lingue, l'autrice è considerata uno dei più talnetuosi astri di bestseller internazionali. 
Dopo questo assaggio di informazioni ufficiali sull'autrice, se avete voglia di conoscere qualche informazione più personale, potete andare sul suo sito, tutto da curiosare, dove la Allen ci fornisce tante piccole notizie su di lei (arriva ad elencarne 100). Nel sito troverete curiosità sui suoi romanzi, parti eliminate, contest, ricette di piatti presenti nei libri... una Sarah tutta per noi!

http://www.sarahaddisonallen.com/index.html

Recensione:
Se fosse stato un altro scrittore a raccontarci la storia di Josey, sono sicura che ne sarebbe uscita distrutta: una ragazza costretta dalla madre a vivere una vita che non le appartiene, una donna che trova consolazione nel cibo, nei dolci, una persona totalmente incapace di crescere, di relazionarsi, di vivere. 
La penna della Addison Allen trasforma questo personaggio  - che aveva tutte le carte in regola per essere disadattato e perfetto per un romanzo a sfondo sociale e pessimista - in una ragazza sognante, romantica senza neanche rendersene conto, dolce e affettuosa, sicura di sè e spontanea. Una ragazza da ammirare, per cui provare empatia e sperare che la vita a un certo punto si decida a darle ciò che finora le ha negato.
La storia parte dall'incontro con Della Lee, una donna di dieci anni più vecchia di lei, che Josey trova un giorno nascosta nel proprio armadio. Della Lee sta fuggendo, e ha pensato di nascondersi nell'armadio di quella ragazza che conosce solo per fama. Della Lee è l'opposto di Josey: sfrontata, decisa ma anche, forse, sconfitta dalla vita. Da quel momento in poi tutto inzierà. Non si può raccontare una storia che abbiamo letto e amato: si può solo dire "Leggetela!". 
Perché?
Perché è una storia che fa bene al sorriso, che riesce ad appropriarsi di ogni parvenza di pessimismo rendendolo innocuo, perché sa essere romanticissima senza disgustare, perché mentre leggiamo possiamo mangiare tutti i dolcetti e le caramelle che vogliamo senza ingrassare, perché finalmente capiremo perché siamo sempre in compagnia di un libro. 
E' una storia raccontata attraverso la dolcezza di un'amicizia e la violenza di un non amore, una storia condita dalla magia del quotidiano e da un realismo inaspettato, una storia infarcita di dialoghi scoppiettanti e di silenzi sognanti, immersa in un'atmosfera invernale dove la neve non sa far altro che sciogliere i cuori. 
Un romanzo che fa venir voglia di andare a spiare la vita della scrittrice, per capire da dove prende l'ispirazione per i suoi romanzi, così tagliati su misura per i suoi lettori, (o forse è meglio parlar di lettrici).
Dopo aver letto l'ultima pagina, il mio primo istinto è stato di riaprirlo e ricominciarlo daccapo, per non far svanire l'incanto... e così ancora e ancora, perché i miei giorni possano essere tutti di zucchero fragole e neve.




Titolo: Giorni di zucchero fragole e neve
Autore: Sarah Addison Allen
Edizione: Sonzogno editori
Prezzo: €19,00

sabato 30 aprile 2011

Settanta acrilico trenta lana di Viola di Grado



Settanta acrilico trenta lana
di Viola di Grado è una pubblicazione delle Edizioni E/O ed è stato presentato al Premio Strega da Serena Dandini e Filippo La Porta.







"Io sono quella col naso grande e i capelli lunghi neri, 
la carnagione chiarissima, no, più a destra, dico quella
con la frangia e gli occhi verdi, mi vedete o no?
Quella che sta guardando dentro il cassonetto, sì proprio quella.
Altro che storia della mia vita, la mia vita non ce l'ha una storia, 
di certo una storta, ma una storia no."

Trama:
Camelia vive con la madre a Leeds, una città in cui «l'inverno è cominciato da tanto tempo che nessuno è abbastanza vecchio da aver visto cosa c'era prima», in una casa assediata dalla muffa accanto al cimitero. Traduce manuali di istruzioni per lavatrici, mentre la madre fotografa ossessivamente buchi di ogni tipo. Entrambe segnate da un trauma, comunicano con un alfabeto fatto di sguardi. Un giorno però Camelia incontra Wen, un ragazzo cinese che lavora in un negozio di vestiti e che le insegna la sua lingua. Saranno proprio gli ideogrammi ad aprire un varco di bellezza e mistero nella vita di Camelia, attribuendo nuovi significati alle cose. Camelia si innamora di Wen, ma lui la respinge nascondendogliene il motivo. E c'è anche il bizzarro fratello di lui, ossessionato dall'oscura morte di Lily, un'altra studentessa di Wen…
 

Autrice:
Catania 1988. Viola Di Grado è figlia di Antonio Di Grado, italianista e  uno dei massimi studiosi di Sciascia e De Roberto, e di Elvira Seminara, scrittrice. Si è laureata in lingue orientali a Torino. È stata in Erasmus a Leeds. Ha viaggiato in Cina e Giappone e adesso si sta specializzando in filosofia cinese a Londra. Il suo primo romanzo Settanta acrilico trenta lana è stato pubblicato da e/o nel 2011.




Recensione:
Questo romanzo è un incontro inaspettato. E' come imbattersi in una vecchia amica che non si vedeva da tempo e scoprire che non è come ce la ricordavamo, che è cambiata, ormai è un'altra persona e niente potrà mai restituircela com'era.
Così avviene l'incontro del lettore con Camelia. Se alle prime battute ci sembra un personaggio familiare, una ragazza come tante, forse simile a noi, in poco tempo qualsiasi senso di familiarità sparisce.
Camelia ci spiazza, ci incuriosisce, ci spaventa.
Ci fa anche sorridere, ci piace vedere il suo modo unico ma efficace di comunicare con la madre, attraverso sguardi parlanti ma con parole mute; ci fa quasi pensare che quel modo sia molto più diretto delle troppe chiacchiere che spesso si sprecano.
Quando stiamo inziando a capire il personaggio, a comprendere le sue motivazioni, a accettare il suo  modo d'essere... ecco che quell'equilibrio viene rotto dall'entrare in scena di Wen, e dal  successuco cambiamento di Camelia, col recupero delle parole, da una situazione del tutto nuova...
E la storia continua così, a farci dondolare tra una parvenza di sicurezza e un nuovo scossone, fino al terribile finale.
E' una storia che vuole essere letta, le parole sono state usate alla perfezione, come se l'autrice sapesse che mettendole giù in quel modo, nessun lettore avrebbe potuto evitare di guardarle, soffermarcisi, leggerle fino alla fine.
E' uno stile nuovo, difficile ma al contempo davvero piacevole, che permette una lettura scorrevole ma permettendo al lettore di fermarsi a riflettere.
Sembra che ogni parola, ogni immagine abbia in sé anche il suo opposto. E sta al lettore riuscire a capire dov'è la verità.




Autore: Viola di Grado
Editore: Edizioni E/O
Prezzo: €16,00

martedì 26 aprile 2011

Penelope non ne può più, di Lisa Klimt



Toutes des Pénélopes!



Oh, Penelope... 
regina fondatrice della condizione femminile. Aspettando Ulisse davanti alla tua interminabile
opera sei diventata un mito, un esempio per tutte noi. 
Ti immagino mentre infili l'ago nella tua grande tela. 
E, rattoppando un buco, verso una lacrimuccia e grido:
"Ma che cazzo sta combinando Ulisse?"

Trama:
A chi somiglierebbe la Penelope di Ulisse se vivesse ai giorni nostri? A tutte le donne naturalmente!
Certe storie si ripetono attraverso i secoli. Come per esempio quella di Stéphanie, vittima della "maledizione di Penelope". La nostra eroina nella vita ha tutto quello che serve: è bella, ha un lavoro invidiabile in una prestigiosa casa editrice, un appartamento nel cuore di Parigi e tante amiche che si prendono cura di lei. Ma un filo misterioso la lega a un'epoca antica e a quella sposa modello che attendeva pazientemente il ritorno del suo Ulisse. Rispetto ai tempi di Omero, sembra che siano cambiati solo gli accessori: al posto del telaio Stéphanie inganna il tempo con il telecomando, mentre il suo Ulisse - fotografo di moda - va in giro per il mondo con uno stuolo di modelle. Aspettando che lui si faccia vivo, lei se ne sta tutta la sera sul divano davanti al televisore. A farle compagnia c'è solo Telemaco, il molesto cagnetto che il fedifrago le ha regalato per il loro anniversario. Finché un fatale incontro con un uomo a metà tra Brad Pitt e George Clooney, forse inviato da Zeus in persona, muterà il destino di Stéphanie, trasformandola nella vendicatrice di tutte le penelopi. Passate, presenti e future.

Autrice:
Nel web non si trovano notizie sull'autrice oltre a quelle rinvenute in quarta di copertina. anche cercando nei motori di ricerca francese, nessuno ci racconta altro sulla scrittrice né ci mostra qualche immagine...  queste le uniche informazioni: Lisa Klimt come la protagonista del romanzo, lavora in una casa editrice. Vive a Parigi con il suo compagno (ovviamente bello come un dio greco) e il suo cane, che l'hanno ispirata a scrivere questo romanzo.

Recensione:
Copertina frizzante, colori allegri, disegnini che attirano l'attenzione uniti a un titolo che fa immediatamente scattare una domanda dopo l'altra: chi è Penelope? Perché è così stufa? Cosa le è accaduto? ...e se fossi io, Penelope?
Avverto l'urgente bisogno di dare voce a quelle risposte, di dare un volto a questa misteriosa Penelope sperando che non sia davvero il mio, di ritrovare quei bei colori della copertina nella storia che leggerò. 
La prima risposta la cerco nel titolo originale: sono una lettrice che non ama soffermarsi troppo su trame e quarte di copertina (lo so, lo so, lo dico sempre... prima o poi deciderò di non dirlo più!) ma che sente l'assoluta necessità di conoscere il titolo originale di un'opera per iniziare a entrarci dentro... "Toutes des Pénélopes!": oddio, lo sapevo, ci sono anche io in questa storia, sentivo che sarebbe accaduto. 
E così vado incontro a Penelope come fosse una mia vecchia amica, come fosse una mia vecchia me, e mi lascio raccontare delle attese di fronte a una tela, o forse tele(visione)?, di un Ulisse sempre assente, con accanto un Telemaco un po' meno figlio un po' più terribile cane, accompagnata dal favore  -  a volte - delle amiche dee ma anche da qualche temibile personaggio nefasto. 
Penelope, nella vita Stéphanie, è una giovane donna che non riesce a reagire al compagno che la tradisce perché pensa di essere colpita, come la maggior parte delle donne, dalla maledizione di Penelope... la stessa maledizione di cui la mamma è stata vittima per tutta la vita. E non rinuncia al suo ruolo di donna tradita, messa da parte, trascurata perché crede che l'amore per Ulisse possa giustificare tutto. 
Ma quel mondo che la ragazza vede e comprende attraverso la mitologia le porterà presto nuove risposte, nuovi dei da ammirare o da temere, un nuovo Olimpo da conquistare. Fino a comprendere che le vesti di Penelope le stanno strette, e che ogni donna può trasformarsi in una stupenda e indipendente Psiche... sempre che incontri l'amore!

Ho un debole per le scrittrici francesi, perchè sembra guardino la vita da un punto di vista diverso dal mio eppure è proprio quel punto di vista che mi serve per poter osservare, comprendere, accettare ciò che fino a quel momento avevo trovato incomprensibile, inaccettabile, inammissibile. Lisa Klimt non si allontana dalle sue connazionali. Ci racconta una storia semplice e leggera, una storia che potrebbe sembrare poco originale se ci si limita alla trama (ok, l'ho letta la trama: ma solo a fine romanzo!). La sua bravura  è averla resa frizzante, giocando sulla mitologia, trasformandola in una storia universale, e rendendo i lettori - o forse meglio le lettrici - tutte possibili protagoniste delle sue parole. Toutes des Pénélopes!




Titolo: Penelope non ne può più
Autore: Lisa Klimt
Editore: Sonzogno Editore
Prezzo: €18,00